RAMPART
Voice Of The Wilderness
Etichetta: Infernö Records
Anno: 2009
Durata: 43 min
Genere: classic power metal
Nel 2006 Yavor Kamenov, chitarrista, e Borislav Glavev, batterista,
formano i Rampart. Di lì a poco si unisce a loro Maria Doychinova alla
voce. Con questa formazione di base la band Bulgara inizia a comporre
canzoni e arriva a registrare il demo "Warriors", nel 2008. Il lavoro
riceve diversi feedback positivi dai media che si occupano di metal in
buona parte dell'Europa, Italia compresa. Ed è l'etichetta francese
Inferno Records a interessarsi alla band e a mettere in cantiere il
loro primo album, questo "Voice Of The Wilderness" che contiene 10
tracce. Fedeli al significato del loro nome, "bastione" in bulgaro, i
Rampart puntano ad ergersi come baluardo alla difesa dello spirito del
vero metal europeo, se con questo termine intendiamo la musica proposta
dalle maggiori band tedesche a partire dagli anni '80, cioè gli
Helloween del periodo Hansen e di conseguenza anche i primi Gamma Ray,
i Running Wild delle saghe piratesche e i Grave Digger pre-concept,
cioè prima che si prendessero la briga di tediarci raccontando in
musica buona parte della storia e dei miti europei. Peccato che un
bastione abbia anche come caratteristica, in questo caso non proprio
positiva, la staticità, cosa molto evidente nella musica della band,
che spesso si limita proprio a riproporre quello a cui ci hanno
abituato per anni le band storiche di cui sopra. La stessa Maria ha una
voce non molto femminile e per molte caratteristiche simile a quella di
Kay Hansen, quindi le similitudini diventano a volte imbarazzanti. Con
questo non voglio dire che le canzoni non meritino almeno un ascolto;
anzi a volte alcune risultano più piacevoli dei modelli a cui si
rifanno. Del resto il trio che ha registrato l'album, ora diventato un
quintetto, per esigenze live, inserendo Victor Georgiev (chitarra) e
Alexander Spiridonov (basso), è indubbiamente preparato tecnicamente e
il disco nel suo complesso si fa rispettare dal punto di vista della
produzione e dell'esecuzione. Molto belli i suoni della batteria,
potente e ben suonata. Come spesso capita con prodotti di questo tipo,
evanescente il basso, che esegue parti troppo simili alla chitarra o
troppo sovrapposte alle divisioni ritmiche della batteria per "venire
fuori" (e comunque suonato sull'album da un chitarrista...). Canzoni
come "Under Control" e "The Flood" mostrano la buona preparazione di
Yavor alla chitarra, che comunque esegue in tutto l'album un ottimo
lavoro, con ritmiche sempre di grande impatto e assoli non banali. Ben
riusciti anche mid-tempo come "Desert Of Time", "Mirror To Dreams" o
"Orchrist"; l'ultima spacciabile senza difficoltà come un outakes di un
qualsiasi album dei Running Wild degli anni '80. Non troppo riusciti
episodi come la title track o la lenta "Age Of Steel", forse un po'
troppo già sentite. Il resto dell'album non presenta episodi di
rilievo, tutto come da copione.
I Rampart ci presentano un prodotto un po' troppo senza personalità.
Sarà necessario, per fare passi avanti, cercare di allontanarsi dagli
stereotipi che li tengono troppo vincolati a band che pur essendo
storiche, hanno comunque negli anni saputo in parte rinnovarsi e
proporre anche cose diverse. Altrimenti passare inosservati ed essere
dimenticati sarà questione di poco tempo.
In chiusura ricordiamo la partecipazione della band al tributo a
Helloween e Gamma Ray intitolato "Helloray", pubblicato dalla Epicus
Records, con la canzone "Just A Little Sign".
(J.L. Seagull - Giugno 2010)
Voto: 7
Contatti:
Mail Rampart: rampart_metal@abv.bg
Sito Rampart: http://http//www.myspace.com/rampartbg
Sito Infernö Records: http://http//www.inferno-records.net/