RAM
Forced Entry
Etichetta: Black Path Metal Recordings
Anno: 2005
Durata: 45 min
Genere: heavy metal
Irrompono con il loro primo album i Ram, una band svedese di metallari
in stile classico, formatasi nel 1999, con delle buonissime
potenzialità: "Forced Entry" è il titolo del disco. Tra le loro
credenziali il titolo di "Best Newcomer 2004" dalla rivista RockHard.
Hanno suonato con band come Slayer, Destruction, Blaze, In Flames,
Alice Cooper, Dimmu Borgir, Sebastian Bach, giusto per citare qualche
nome. Nomi grossi che fanno pensare sicuramente ad un prodotto di
qualità, ed effettivamente il lavoro rispecchia le aspettative. Il
booklet è molto professionale, di qualità, grafica tamarra da
metallaro, con il solito teschio che in questo caso ha le corna di un
capro, gli occhi iniettati di sangue, celato nella penombra, tra rosso
e nero.
"Shadoman" apre le danze, con i suoi riff galoppati classici e la
voce quasi power. Il pezzo alterna momenti di calma totale a parti in
cui si apre a tamarrate varie che non stanno male.
Con "Sudden Impact" viene fuori un incrocio di cose già sentite, con un
tocco di stile personale della band. Pezzi come questo ci vogliono per
collegare il passato con il presente: magari leverei la voce power
metal che ci sta un po' male, però parla uno che al Gods ha dormito
fino ai Motörhead.
Sì, stiamo proprio parlando di heavy metal: "The Beast Within" ha
proprio un'introduzione che ricorda i Judas. Per non parlare di come si
chiude il pezzo: questi ragazzi sono cresciuti con i dischi giusti
nello stereo!
Si chiude un po' la parte heavy più orgogliosa, per dare spazio a
"Venom in My Veins", un pezzo malinconico, in stile metallico, con un
tappeto di cattiveria sotterranea e la chitarra che fa sentire i suoi
lamenti. Devo dire che la band ha molte influenze power, che secondo me
potrebbero anche lasciar perdere.
"Machine Invaders" segna il ritorno al metallo picchiato dei riff
delle prime canzoni, niente di nuovo. Ci sono degli stacchi, montati
con strani effetti, ma non mi entusiasmano più di tanto.
Ed eccoci finalmente, cazzo, al pezzo tamarro sparato del disco:
era ora! "Forced Entry", che riprende il titolo del lavoro, parte
subito bello vangato. Parliamo del classico pezzo che ti fa scapocciare
all'Alcatraz, con tappeto di doppio pedale e chitarre incazzose,
ricordandoci che stiamo parlando di heavy metal classico (poi sono
arrivati gli Slayer e hanno reso tutti dei serial killer, ma questa è
un'altra storia).
Certo che anche dai titoli si riconosce un genere, infatti solo dei
metallari potrebbero chiamare una pezzo "Sea of Skull": sono cose che
mi fanno sorridere di brutto, cosa ti combina il popolo del metal! Si
continua sulla direzione di riff classici con voce power e stacchi
alternati particolari, che ricordano un po' i Deep Purple: direte, cosa
centra? Andateveli a sentire e immaginateli più distorti e ditemi se
non erano avanti!
"Breaking Trough" è quasi una power ballad ma più improntata sulle
melodia, diciamo perché ha un tempo più lento e la voce meno power.
Via con un altro pezzo da metallaro, "Infuriator": quando ero un
metallino impazzivo per questi pezzi di chitarra galoppata, però
preferivo più cose alla Metallica e meno alla Manowar - non ho bisogno
di re, c'è già Lemmy! Il pezzo continua su questa linea con un
bell'assolo metallico.
Il disco si chiude con una power ballad vera e propria, "Burning
Scars". Chitarra arpeggiata e voce che ricorda i Grave Digger o i Rage
ci danno un saluto un po' malinconico, ma d'altronde non si riesce a
perdere il timbro metal, nemmeno quando si è tristi.
I Ram hanno le carte giuste per fare bene, viste le credenziali e
la musica che ho appena sentito. L'unica cosa che mi permetto di dire è
che potrebbero uscire dal metal per quindicenni, magari smetterla di
ascoltare i Manowar e fare qualcosa di più serio e meno pacchiano. Però
c'è da dire che lo fanno molto, moltobene e quindi non li cestino anzi,
a chi piace questa musica, li consiglio caldamente.
(Jake Blues - Luglio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Ram: ram@ram-metal.com
Sito Ram: http://www.ram-metal.com/
Sito Black Path Metal Recordings: http://www.black-path.com/