QWESTION
Y

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 58 min
Genere: progressive metal / techno-metal


Questi due sono pazzi... in senso buono ovviamente!
La biografia è tutto un programma: infatti viene descritto il percorso di questi due personaggi, Mike Griffith al basso e John Hall alla chitarra... già, percorso è la parola adatta perché la storia di questa band pare l'Odissea... (anzi per la precisione loro stessi parlano di "journey").
Sto facendo una battuta, però agli inizi il gruppo, in cui suonava anche un terzo elemento, Vincent Hall, fu costretto ad interrompere l'attività a causa di spostamenti delle relative famiglie in altri stati degli USA. Nonostante le successive peripezie protrattesi per qualche anno, nell'estate del 1999 dopo vari tentativi Mike riesce a trasferirsi nel Michigan ove tempo prima si era trasferito John e quindi finalmente i due possono dare vita alla creatura Qwestion.
La produzione di questo album è tutta ad opera di Mike Griffith, compreso l'artwork della copertina che mi piace molto: quattro punti di domanda orientati verso i punti cardinali e in mezzo, al posto del punto, una Y che è il titolo dell'album, il tutto intersecato un lampo multicolore.
Si sente a pelle che questi due hanno un'incredibile voglia di suonare, infatti a livello generale si sente una grande personalità da parte di entrambi, una determinazione veramente forte e l'impatto sonoro è notevole nonostante la qualità della registrazione non sia eccelsa. Si tratta di un album strumentale (8 tracce) in cui i brani sono enormemente lavorati e sviluppati a livello ritmico; purtroppo il suono della batteria ha qualche lacuna soprattutto per quel che riguarda la cassa che a volte impasta parecchio (e comunque la batteria dovrebbe essere programmata o comunque tutta triggerata). In generale il sound è molto grezzo, crudo con la chitarra spesso e volentieri in primo piano.
Resta comunque un album difficilmente catalogabile e paragonabile a certi lavori proprio per questa sua particolarità, cioè per la totale mancanza di parti vocali; inoltre è anche privo di situazioni solistiche fatte un paio di eccezioni ma si tratta di assoli di breve durata come nelle canzoni normali.
È un album di ritmiche, di riff di chitarra o di basso che in parte vengono ripresi e ripetuti, in cui la varietà viene spesso determinata dal cambio di arrangiamento delle parti della batteria; cioè il "solismo" e le parti vocali che non ci sono vengono colmati dalla concezione poco portante della batteria. Quello che sto cercando di spiegare è che viene a mancare l'esigenza di "tenere il tempo" in maniera sempre costante e quindi ci si trova di fronte a passaggi di batteria che solo parzialmente si possono definire stacchi, sono più che altro delle creazioni melodiche.
Il risultato lo trovo esaltante perché le ritmiche di chitarra sono molto aggressive, serrate e le parti si sviluppano bene... tecnicamente sono tutti e due molto bravi e hanno un bel gusto, sia per la scelta delle ritmiche, che delle singole parti ed anche negli arrangiamenti, e questo a conferma dell'ottimo tasso tecnico ed esecutivo espresso dai musicisti. La qualità principale di questo album è che sta perfettamente in piedi così: è fluido e scorrevole, al punto tale che pur in assenza di testi per me non sarebbe così fantascientifico parlare di concept.
Certo, alla lunga può risultare un po' pesante ed anche noioso e, superato il cosiddetto primo impatto, alla fine le canzoni diventano anche un po' prevedibili e ripetitive nonostante i continui cambi operati indipendentemente dalle parti dei vari strumenti. Quello che in ogni caso emerge è un lavoro bello, potente, aggressivo ma con una buona dose di classe. La definizione progressive metal dice tutto e niente, quindi se i Qwestion vi sembrano interessanti andate a visitare il loro sito e scaricate gli mp3, a mio avviso non resterete delusi!
L'ultimo brano presenta una specie di hidden track, nel senso che, finita la canzone, va avanti in totale silenzio per un po', circa un paio di minuti, e poi si sentono in nostri due che dicono qualcosa, ecco forse spiegato il "parental advisory explicit content" presente sulla copertina.
(Disconnected - Febbraio 2003)

Voto: 7.5


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