QUEENSRŸCHE
Q2K

Etichetta: Atlantic
Anno: 1999
Durata: 50 min
Genere: metal


Dopo i molti riscontri negativi del precedente "Hear In The Now Frontier" (1997) c'era molta attesa per questo album, innanzitutto per capire che direzione avrebbero preso i Queensrÿche, visto che il quintetto di Seattle ci ha sempre abituato a cambi stilistici e sonorità sempre differenti da album ad album, e soprattutto perché si trattava del primo disco dopo l'uscita di Chris DeGarmo dalla band.
Dalle anticipazioni messe sul sito ufficiale le premesse erano positive, tutto sommato poi confermate all'uscita del disco. "Q2K" è un lavoro che riporta i Queensrÿche a sonorità decisamente più heavy, a tratti hard rock. Importante in questo senso è stato l'inserimento nella band di Kelly Gray, che ha contribuito a livello compositivo e di produzione oltre ovviamente ad aver suonato ritmiche e qualche assolo di chitarra.
L'impatto dai primi secondi del CD è proprio di una situazione da "room", nel senso che non ci sono particolari ricerche sonore ed acustiche, tutti gli strumenti sono molto diretti, oserei dire grezzi: la batteria suona molto acustica, molto naturale, il sound delle chitarre è molto tondo e pieno con una distorsione mai spinta ed esagerata perché in questo senso ci pensa il basso a creare il muro di suono e l'impatto (da notare che le chitarre usano la sesta corda accordata in RE e non in MI).
Le canzoni non possono che essere in linea con questa filosofia, quindi mantengono una certa linearità, semplicità ed immediatezza. I Queensrÿche sono una band in cui l'esasperazione tecnica non esiste, quindi non c'è da stupirsi e soprattutto non è casuale se per esempio le parti di batteria possono sembrare banali, poco fantasiose e poco elaborate per essere suonate da un certo Scott Rockenfield. A livello generale si ha quasi l'impressione che il disco sia stato impostato per ottimizzare la resa live e più nell'ottica dei rock club piuttosto che in quella tipica da concerto.
Cosa manca allora a questo lavoro per essere considerato un disco fondamentale? Partiamo da questa considerazione: Chris DeGarmo e Kelly Gray sono agli antipodi, due stili di chitarra diametralmente opposti. La raffinatezza e la classe di Chris hanno sempre caratterizzato e contraddistinto tutti i lavori dei 'Ryche e sono state quel qualcosa in più che hanno permesso ad album come "Empire" di essere considerati delle pietre miliari. Non ho scelto a caso questo paragone, perché a prescindere dallo stesso numero di brani presenti (11) ci sono delle analogie da prendere in considerazione per valutare più correttamente "Q2K". "Empire" è un disco di "canzonette" nel senso che non ci sono quelle elaborazioni progressive che hanno contraddistinto brani e/o ambientazioni degli album precedenti (l'eccezione è "Della Brown"): lo stesso discorso vale per HITNF e Q2K. Le situazioni più profonde, introspettive si hanno con l'ultimo brano cioè "Anybody Listening?" (E), "Sp00L" (HITNF),"The Right Side Of My Mind" (Q2K). La differenza quindi la fa il livello medio delle canzoni. Su Q2K ci sono ottimi brani, la già citata "The Right Side Of My Mind", "Liquid Sky", "Sacred Ground" (nessuno griderebbe allo scandalo se fossero inseriti in un nuovo "Greatest Hits"), brani validi come "Falling Down" e "Breakdown". Purtroppo le altre, pur avendo ognuna degli spunti interessanti, si mantengono su uno standard medio che purtroppo non fa fare il salto di qualità.
Non si può parlare di brani brutti o monotoni, forse in un paio di casi, ma il grosso limite è che a troppe canzoni manca il tiro che invece hanno "The Thin Line", "Resistance", "Hand On Heart" o "One And Only" (ho citato apposta gli unici brani di "Empire" da cui non sono stati tratti videoclip, a parte "Della Brown").
Sicuramente "Q2K" è un passo in avanti rispetto a HITNF, è un buon album dei Queensrÿche, un album più che valido se fosse stato realizzato da un altro gruppo metal. La classe c'è e si sente, ma resta un album di transizione, di passaggio come è giusto che sia perché senza Chris DeGarmo la creatura Queensrÿche non può assolutamente essere la stessa.
(Disconnected - Novembre 2002)

Voto: 7.5