QUEENSRŸCHE
Operation: Mindcrime

Etichetta: EMI America
Anno: 1988
Durata: 59 min
Genere: heavy metal


1 minuto di storia... Nikki, il protagonista di questa vicenda, si trova in un ospedale... e ripensa alla vicenda che lo ha coinvolto... sono le 6:00 p.m. ..."I remember now, I remember how it started...".
"Operation: Mindcrime" è un concept album e ad indiscutibile ragione viene considerato uno dei dischi che ogni ascoltatore di heavy metal dovrebbe avere in casa (e non masterizzato, aggiungo io!!!). i 59' e 19" che costituiscono la durata di questo album sono una miscela esplosiva, un intreccio di musica e di liriche di un'intensità tale che mi risulta veramente difficile trovare le parole adatte per descriverlo.
L'importanza di questo album è innegabile, non solo per la moltitudine di gruppi che hanno tratto ispirazione da quest'opera, il metal prog stesso è figlio di "Rage For Order" (sempre dei 'Ryche) e di O:M, ma proprio perché ancora oggi la vicenda narrata è tutt'altro che chiara: tra i fans continuano ad esserci discussioni per esempio su chi ha ucciso Sister Mary; in rete è possibile trovare analisi e considerazioni personali sullo svolgersi della storia... insomma, a quasi 15 anni di distanza (il disco uscì in Italia mi sembra verso giugno del 1988) ci troviamo di fronte ad un lavoro ancora attuale, anzi immortale, e questa è la prerogativa dei capolavori! Prima di descrivere a grandi linee la storia narrata, è importante capire in che contesto i Queensrÿche hanno concepito O:M, pertanto ecco un po' di eventi che rispolvero a memoria.
Dopo il successo di "The Warning" (1984), preceduto dall'EP "Queensrÿche" (1983) arriva "Rage For Order" (1986), album che si distaccò dal precedente con atmosfere più surreali ed enigmatiche. Non fu completamente capito, probabilmente il cambiamento anche sonoro era ancora prematuro per l'epoca (il metal-prog allora non esisteva).
Quando nel 1988 esce O:M la curiosità era d'obbligo proprio perché era considerata una prova d'appello per i 5, visto quanto successo col disco precedente. La prima cosa che colpisce è il sound: le chitarre hanno un suono più grezzo rispetto al precedente, ma Chris e Michael riescono a tessere trame melodiche coinvolgenti alternate a riff aggressivi senza mai cadere nella banalità o nello scontato, giostrando fra elettriche ed acustiche 6 e 12 corde; gli assoli stessi e gli arrangiamenti ne sono la dimostrazione. Il tutto viene supportato da una sezione ritmica incalzante in cui Scott e Eddie viaggiano all'unisono, ma su tutto primeggia la voce di Geoff che vola ovunque.
Le stesse parti di tastiera diventano di primaria importanza, soprattutto in canzoni come "The Mission" o la conclusiva "Eyes Of A Stranger", riuscendo a dare quel giusto tocco sia di malinconia che di tensione che caratterizza l'intero album.
Ma O:M non è solo musica: è una storia in cui troviamo amore, morte, potere, religione, corruzione, politica, tradimenti e follia. E' importante anche precisare che non ha una collocazione temporale precisa, la storia si sviluppa in uno dei possibili scenari futuri che potrebbero verificarsi.
Come dicevo prima, 1 minuto... Nikki, il protagonista, è su un letto d'ospedale e la sua testa lo riporta a tutta la vicenda che lo ha coinvolto... "I remember now, I remember how it started. I can't remember yesterday, I just remember doing what they told me... told me... told me..." Nikki è un ragazzo aggressivo, fa uso di droghe, è contro la società, una società in cui il mondo politico è senza scrupoli e completamente dominato dalla corruzione, il sesso viene visto come pura merce di scambio e non più come il momento più alto del legame affettivo tra due persone.
Il famigerato Doctor X, "the man with the cure", non fa certo molta fatica a circuire Nikki e ad assoldarlo per i suoi fini. Doctor X è un leader religioso e politico che non si fa alcun problema ad uccidere chi si oppone alla sua causa.
In questo quadro compaiono altri personaggi come padre William, degno partner di Doctor X, e Sister Mary, ragazza di strada con alle spalle un'infanzia terribile, ex prostituta e convinta da padre William ad abbandonare quella strada di perdizione per seguire il cammino di Dio in cambio però di "servizi"... "he takes her once a week on the altar of sacrifice". Nikki conosce Mary, se ne innamora ma comincia a vivere un proprio conflitto interiore: seguire quello che gli dice il suo cuore (Mary) o seguire la ragione (Dr. X)? Senza raccontare altro sennò faccio prima a tradurre tutto l'album, Mary muore (uccisa o suicida?), Nikki comincia a perdere la ragione, viene accusato dell'omicidio e alla fine lo troviamo rinchiuso in una clinica psichiatrica... il finale di "Eyes Of A Stranger" sintetizza tutto l'evolversi della situazione, in maniera rapidissima si susseguono parti dell'album e sulla parola "revolution" cala il silenzio... sono le 6:01 p.m. e Nikki ricomincia... "I remember now".
Ovviamente narrata così la storia sembra molto grezza, in realtà è veramente ben strutturata ed a complicarla ulteriormente ci pensa "Video: Mindcrime" che è una raccolta di videoclip in simulazione live con inframezzate delle parti recitate dai personaggi, fra l'altro scelti con una cura notevole (guardate bene l'attore che impersonifica Dr. X!!!).
Diventa relativo parlare in dettaglio dei singoli brani, la tracklist considera come canzoni anche quei momenti di collegamento tra le varie ambientazioni, come "Electric Requiem" o "My Empty Room"; mi ricordo che all'epoca alcuni metallers avevano riversato l'album su musicassette da 120 min. (e su ambo i lati) preferendola come soluzione alla registrazione su cassette da 60 min. proprio per non spezzare la sequenza dei brani e perdere quindi l'intensità. Dovendomi proprio sbilanciare, il punto più elevato si raggiunge con "Suite Sister Mary", opera da 10' e 41" in cui Geoff duetta magnificamente con Pamela Moore (per l'appunto nella parte di Sister Mary).
Concludo dicendo che i Queensrÿche proposero tutto l'album in sequenza solo col tour mondiale di "Empire" del 1990 e per l'occasione si portarono dietro Pamela Moore, special guest anche nel recente "Live Evolution".
E per finire una piccola chicca personale: all'inizio c'è l'infermiera che si deve recare nella stanza di Nikki, dall'altoparlante proviene una voce che dice "Dr. David, telephone please"... dopo qualche attimo l'infermiera fischietta un motivetto proprio mentre dall'altoparlante si sente "Dr. Blair, Dr. Blair, Dr. J. Hamilton": avete indovinato di che motivo si tratta? Vediamo quanto siete bravi... io l'ho scoperto perché un giorno mentre camminavo per strada stavo fischiettando proprio quel pezzettino di una delle canzoni di questo capolavoro... ;D
(Disconnected - Settembre 2002)

Voto: 10 e lode



Qui siamo di fronte ad un capolavoro assoluto!!! In tutti i sensi!! La band di Seattle sforna un album maiale dal quale non si butta niente!!! Ancora adesso a distanza di 16 anni ascoltarlo mi fa venire... i brividi!!!! Geoff Tate è come al solito esageratamente immenso, e il resto del gruppo gli regala basi ritmiche da sogno sulle quali sbizzarrirsi!!! Ascoltate la title track, o "Revolution Calling", o "Speak", o uno qualsiasi dei gioielli contenuti qui sopra!!! Concordo pienamente con Disconnected che dice che bisogna averlo, e averlo originale!!! Davvero questo secondo me è uno dei migliori albumi di heavy metal in senso lato che sia mai stato pubblicato!!! Da avere a tutti i costi!!!
(EvilEnry - Ottobre 2002)

Voto: 10



Un grande concept album, costruito, preparato, composto e suonato in maniera egregia. Lo ritengo il miglior lavoro del gruppo ed uno fra i grandi album di rock mai usciti, assolutamente da avere.
(metalchurch - Ottobre 2002)

Voto: 10 e lode



L'unica canzone che mi rimane in mente e` "Revolution Calling". Le altre passano via senza lasciarmi nulla addosso. A dire il vero l'unico disco che mi piace di questi tipi e` l'EP. A volte mi vergogno a dirlo, riconoscendo comunque l'importanza di questo disco per il genere progressivo... ma che vi devo dire... non mi piace!
(gg - Novembre 2002)

Voto: 5



Capolavoroooooo... dei Q. ho solo questo per ora, davvero emozionante. Martellante e passionale, con uno dei cantanti più espressivi che abbia mai sentito, ma anche gli altri non sono da meno in quanto a feeling.
(bist - Novembre 2002)

Voto: 9



Capolavoro. Questa e la prima cosa che mi passa per la testa se uno nomina questo album. Un concept pefetto dai testi alla storia alla musica. Fondamentale genitore di molti album usciti dopo, rimane un punto inarrivabile del genere.
(Conte Vlad - Novembre 2002)

Voto: 10



Sicuramente la mia conoscenza di questo grande gruppo non è approfondita come quella dell'ottimo Disconnected, però è indubbio che questo album sia fondamentale per un certo tipo di metal. Mi fermo qui... ogni ulteriore parola sarebbe un secondo in meno dedicato al suo ascolto...
(Linho - Gennaio 2003)

Voto: 10