QUEENSRŸCHE
Live Evolution

Etichetta: Sanctuary
Anno: 2001
Durata: 136 min
Genere: metal


Una volta terminato il Q2K tour, caratterizzato da una seconda fase di concerti negli USA, i Queensrÿche tornano a calcare la scena live facendo diverse date sempre negli States contraddistinte da una tracklist a dir poco entusiasmante: infatti con molta sorpresa tra i fans (e conseguenti bestemmie da parte di quelli d'oltreoceano...) vengono ripresi diversi brani dai primi album, ne cito alcuni: "Deliverance", "Nm 156", "Gonna Get Close To You", "Queen Of The Reich". Tutto questo culmina il 27 e 28 luglio del 2001 al Moore Theatre di Seattle con la realizzazione audio e video di "Live Evolution".
Il doppio CD ripercorre tutta la produzione della band, dagli inizi fino a Q2K; è suddiviso in 4 suite scelte in base al periodo storico, la prima fino a "Rage For Order", la seconda riguarda la saga Mindcrime, la terza "Empire" e "Promised Land", la quarta "Hear In The Now Frontier" e "Q2K", per un totale di oltre 25 canzoni e 2 ore di musica.
Potevano i Queensrÿche riproporre un qualcosa di ricollegabile a quanto fatto in precedenza? Ovviamente no, quindi ci troviamo di fronte ad un prodotto diverso dal precedente live realizzato 10 anni prima. Ovviamente l'ambientazione che si crea in un teatro è radicalmente diversa dalla situazione da concerto vero e proprio, anche a livello acustico; infatti a differenza di "Livecrime" i suoni sono più diretti e presenti, meno lontani, le basi (tastiere, campionamenti vari, cori, ecc.) hanno un livello molto più basso rispetto al resto al punto da renderle marginali e quindi a vantaggio di un aspetto più essenziale, quindi con meno artifici e più crudo e grezzo.
E il risultato non delude: la prima suite è una piacevolissima sorpresa perché i brani risultano splendidamente riusciti e coinvolgenti nonostante i quasi 20 anni di età, merito anche del gran lavoro che fa Michael Wilton alla chitarra. "Nm 156", "Screaming In Digital" e la stessa "London", riarrangiata rispetto alla versione originale, confermano di essere brani ancora attuali e da continuare a proporre.
Sicuramente meno riuscita è la Mindcrime suite: ripeto, è un live con poche elaborazioni "esterne", le basi sono molto basse, i cori pure, il sound è crudo e purtroppo non tutti i brani di "Operation: Mindcrime" si prestano a questa configurazione, sicuramente non "The Mission" e "Suite Sister Mary" che purtroppo vengono penalizzati.
Per la terza suite vale lo stesso discorso: "Silent Lucidity", realizzata senza le chitarre acustiche e soprattutto con Kelly Gray (ma che diavolo fa nell'assolo???) al posto di Chris DeGarmo, non ha la magia che la contraddistingue (avete presente la versione live presente sul video "Building Empires"?); a parte questo episodio bene gli altri brani, soprattutto "I am I".
Il discorso cambia invece nella quarta suite dove vengono proposti 5 brani da "Q2K" e "Hit The Black" da "HITNF". La resa è forse addirittura meglio del disco stesso!
Due parole anche sul DVD, realizzato in maniera impeccabile. La regia è ottima e anche la qualità delle immagini e dell'audio (anche qui è presente l'opzione in digital dolby 5.1); oltra alla consueta photo gallery e all'hidden track è rilevante la sezione dedicata alle interviste e al making of, quest'ultimo con un'esauriente panoramica sulla strumentazione usata da Eddie "EdBass" Jackson. Vista l'alta quantità dei contenuti inseriti e probabilmente per mantenere lo standard di lunghezza del concerto sui 90 minuti, rispetto alla versione del CD sono stati esclusi alcuni brani, soprattutto a scapito della quarta suite.
Concludendo, questa testimonianza mi porta a queste riflessioni: nonostante Geoff Tate non sia nella forma ottimale e la sua resa sia sotto agli ottimi standard del Q2K tour (e comunque ragazzi miei, 14 Gennaio 1959... facciamo un paio di conti?) e Kelly Gray, nonostante i miglioramenti rispetto al Q2K tour, confermi la sua totale estraneità con la produzione storica dei 'Ryche, la band la trovo in buona salute ed in grado di offrire ancora molto al panorama musicale odierno. Quello che mi ha colpito maggiormente è stata la performance di Michael Wilton che è riuscito a non farmi sentire troppo la mancanza di Chris DeGarmo. E vi sembra una cosa facile?
(Disconnected - Novembre 2002)

Voto: 8.5