PŸLON
The Eternal Wedding Band

Etichetta: Quam Libet Records
Anno: 2006
Durata: 55 min
Genere: doom metal


I Pÿlon sono una band svizzera dedita al doom più classico. Attenzione, però, mentre questo genere musicale col passare degli anni si è evoluto, mantenendo le proprie caratteristiche peculiari ma, al tempo stesso, accentuando di volta in volta una componente piuttosto che un'altra; i Pÿlon restano ancorati a quegli stilemi che provengono direttamente dagli anni '70 e fanno capo, innanzitutto, ai padri fondatori, i Black Sabbath, senza dimenticare capisaldi come Pentagram e Saint Vitus. Le canzoni contenute in "The Eternal Wedding Band" sono lente, cupe, spesso grezze e lisergiche e mantengono vivo quel sound del passato che nulla ha a che vedere con tutte le successive correnti del doom metal.
Iniziamo quindi a parlare di questo secondo full-length dei Pÿlon, che segue a due anni di distanza il debutto "Natural Songbirth". La line-up è rimasta stabile rispetto al primo album e troviamo sempre Matt Brand (voce e chitarra), Tinu Christen (voce e batteria) e Jan Thomas (voce e basso), tutti e tre impegnati a pari merito nella composizione dei brani dell'album che, proprio per questo motivo, riesce ad essere sufficientemente vario, pur rimanendo in territori tradizionali.
Il disco si apre con un pezzo strumentale che si intitola, in maniera paradossale, "Thus It Ends...", che nei suoi due minuti chiarifica subito quelle che saranno le linee guida del sound dei Pÿlon: si sentono subito le influenze dei primi Black Sabbath, un sound grasso e figlio degli anni '70 e dei vocalizzi lamentosi a fare da linea melodica guida. Queste caratteristiche, ovvero quelle più tradizionali, ricompariranno in numerosi altri brani: è il caso della strumentale "Cannibal Coronal Mass Ejection", cadenzata e funerea sullo stile di una "Hand Of Doom" (dei Black Sabbath, naturalmente), oppure nella pregevole "2046", un bel pezzo quasi interamente strumentale che presenta al meglio le potenzialità della band.
Questo stile, comunque, non è l'unico che si affaccia in "The Eternal Wedding Band". Se prendiamo "Anaconda", già presentata ai lettori di Shapeless nella compilation "Heavy Rendez-Vous vol.II" della LM Music, il sound si fa più grezzo, più soffocante, quasi 'umido', come il clima acquatico in cui abita il serpente di cui si parla (anche se il testo affronta la tematica del peccato originale di Adamo ed Eva). Qui fanno capolino delle influenze stoner, che rendono più caldo il sound, ma non per questo più accessibile. Questo discorso, anche se in misura minore, vale anche per "Falling Into The Sun" e "Checkmate 64", i cui ritmi si fanno più veloci e dinamici, mantenendo naturalmente l'approccio doom di fondo.
L'ultima tipologia di brani, infine, che pone l'attenzione sul lato atmosferico del doom, è data da alcuni brani in cui si lascia spazio anche alle tastiere, come nel caso dell'ottima "The Cold Mirror", che, come suggerisce il titolo, pone l'attenzione sui momenti più freddi e cupi, allungandosi addirittura in un finale ambient dalle tinte inquietanti intitolato "Fields Of Sorrow". Stesso discorso anche per "L'Epéè Dans Mon Coeur", un breve intermezzo di tastiere dalle atmosfere romantiche e malinconiche, e per "Dementia", il brano conclusivo del lavoro, in cui si sente solo una batteria lentissima e funerea, accompagnata da sussurri e frasi declamate che si sovrappongono come in un rito oscuro.
Ecco, con questa descrizione dovrebbe essere possibile inquadrare il contenuto di un lavoro che, certamente, non è di facile lettura ed interpretazione. Per quanto mi riguarda devo dire che, pur riconoscendo diverse buone qualità nel sound della band, non sono rimasto folgorato dalla loro proposta. Mi sembra che ai Pÿlon manchi quella capacità di ricreare atmosfere davvero vive, che rendono inquietanti, soffocanti ed estranianti i grandi classici del doom. Detto questo, comunque, il trio mi sembra onesto e capace, e brani come "The Cold Mirror" dimostrano le buone potenzialità del gruppo. Vedremo se con il prossimo lavoro l'intensità delle composizioni crescerà ulteriormente.
Nota finale: nel CD troverete anche un video per "2046": in realtà l'opera in sé è davvero amatoriale, con inquadrature sbilenche che mostrano il classico campionario di immagini a tema (paesaggi cimiteriali, croci, tombe ecc), però mi sembrava giusto segnalarlo, nel caso foste degli amanti dei videoclip underground.
(Danny Boodman - Gennaio 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Pÿlon: http://pylon-doom.net/

Sito Quam Libet Records: http://www.quamlibetrecords.ch/