PUNISHED EARTH
Frankenstein

Etichetta: Uxicon Records
Anno: 2000
Durata: 38 min
Genere: Grindcore


Diciamo subito che la definizione di "grindcore" sta stretta ai Punished Earth. Infatti, sebbene le caratteristiche del grind siano quelle dominanti, la loro musica è influenzata da altri generi estremi quali il brutal, l'hardcore, l'industrial e il death tradizionale.
I Punished Earth vengono dal Belgio. Nel loro carniere hanno due demo, concerti con diverse band di valore (Mortician, Agathocles, Cripple Bastards e altri) e questo "Frankenstein", loro album di debutto. Ci sono stati diversi cambi di line-up. Attualmente la formazione vede Fred alla voce e ai campionamenti, Axel alla chitarra, Manni alla batteria e il nuovo arrivato Patrick Ernst al basso. Altro componente della band è il disegnatore americano Jacob Leonard, che cura l'aspetto grafico e artistico. La scelta di avere in formazione un elemento che non è strettamente legato all'aspetto musicale della band non è certo una novità (vedi i Neurosis, tanto per fare un esempio). E' però indice di una ricerca di comunicazione multimediale ed un tentativo di far coesistere diverse forme di espressione artistica.
Parliamo ora di "Frankenstein". Perché questo titolo? Penso che la chiave di lettura si trovi nelle citazioni interne al libretto. Una è tratta dal libro di Desmond Morris "La scimmia nuda" e l'altra è attribuita al famoso scrittore horror Clive Barker. In ambedue i casi gli scrittori gettano un gelido sguardo clinico sull'essere umano. Un animale, nulla più. La citazione di Morris puntualizza quanto l'uomo sia convinto di essere "superiore" alle altre forme di vita, quanto ricerchi una sua dimensione mistica. Questo sentirsi eletto lo porta a credersi giudice e creatore della realtà che lo circonda. L'essere umano, in quanto dotato di un'intelligenza razionale, vede il mondo come una materia grezza da modificare a suo vantaggio e piacimento. Eppure, come spesso si è visto, non sempre queste modifiche hanno conseguenze piacevoli. L'uomo è frustrato perché è costantemente messo di fronte ai propri limiti naturali. Ecco che allora, mi riferisco perciò alla citazione di Barker, l'uomo si trova attratto dal proibito: penso che il maggior tabù sia quello di violare i propri limiti. Nel momento in cui la barriera viene infranta, sembra quasi che si raggiunga un livello di coscienza superiore. Se i limiti umani, fisici e naturali venissero superati si arriverebbe ad uno stato di super-esseri. Una volta che la natura potesse essere cambiata, modificata e plasmata a discrezione dell'essere umano, esso si troverebbe a diventare creatore e forgiatore di destini. L'uomo si sostituirebbe a Dio: e questo è il tema di fondo del libro "Frankenstein" di Mary Shelley. Un mito antico, che ha radici in quello di Prometeo e nella caduta di Lucifero.
Nella migliore tradizione grindcore, i Punished Earth decidono quindi di sbattere in faccia all'ascoltatore tutta la bestialità dell'essere umano. Attraverso agghiaccianti quadri di denuncia sociale, i belgi non vogliono altro che ricordare agli ascoltatori che non siamo altro che "scimmie nude", e niente più. Soprattutto, puntualizzano che la razionalità e la libertà (fisica, religiosa e ideologica che sia) non autorizzano l'essere umano a fare ciò che cazzo vuole.
"Frankenstein" è un album valido di musica brutale anche se rimane discretamente accostabile. La registrazione è molto pulita, forse poco potente, e la preparazione tecnica dei musicisti è notevole. Tutte le canzoni sono molto brevi, com'è naturale che sia per il genere, ricche di campionamenti che danno quel tocco di industiral qua e là. La voce del cantante è possente: è dotato di un growling bassissimo al quale sovraincide spesso urla strazianti. All'epoca della registrazione Patrick non era ancora in formazione perciò il basso è suonato dal chitarrista Axel.
I brani più strettamente grindcore sono "Under Authority", "Run Amok", "Decade Of Misanthropy", "Final State", "Religious Suppression", "New World Order", "Superficial World", "Pedofile In The Neighbourhood" e "Punished Earth". Caratterizzati da ritmiche velocissime e da tematiche sociali, sono tutti brani di discreto valore. Come detto in precedenza, il grind dei Punished Earth è viziato da influenze esterne: si veda il rallentamento doom di "Decade Of Misanthropy". I testi parlano di guerre e violenze sociali. "Pedofile In The Neighbourhood" tratta della piaga della pedofilia di cui il Belgio, qualche anno fa, si era scoperto vittima.
"The Whale" e "In The Name Of Democracy" hanno strutture punkeggianti di diretta derivazione hardcore. La prima delle due canzoni vede i campionamenti diventare parte integrante della composizione (spesso i samples fungono solo da intro o outro del brano), come presente nella già citata "Punished Earth".
Non tutti i testi della band belga sono però legati a temi di denuncia, in alcuni casi i temi sono più di tipo grandguignolesco come nella più pura tradizione death o brutal. "Maniac With The Skrewdriver", "Desperate Wishes (Breakdown)" e "Watery Mouth At The First Sight" sono brani distanti dal grincore. L'ultimo dei tre in particolare presenta un altro rallentamento soffocante come già detto per "Decade Of Misanthropy".
L'album è aperto e chiuso da strumentali pesanti e cadenzati.
Due parole per quanto riguarda l'aspetto grafico del CD. Jacob Leonard ha fatto un gran lavoro sia di disegno che di collage, dimostrando un discreto talento in materia. Inutile dire che le immagini sono violente e disturbanti, denotanti un'ossessione verso la figura del cadavere. I collage invece mescolano immagini di capi di stato, religiosi e padroni di multinazionali con immagini di guerra e povertà. Oltre ai lavori di Leonard c'è anche un disegno realizzato da un altro artista americano, tale Brian Viveros: è l'immagine presente sul CD.
Possiamo quindi considerare questo "Frankestein" come un lavoro di discreta fattura, brutale ma aperto a soluzioni più umane, quasi catchy in alcuni casi (certi riff sono molto interessanti, vedi "Religious Suppression" o "Maniac With The Skrewdriver").
Concludo dicendo che fa effetto vedere quanto i testi di denuncia sociale continuino ad essere attuali. Non mi riferisco solo a "Frankenstein", ma al grindcore in genere. I concetti sono sempre basilari, tipo quelli di un bambino dell'asilo, ma sinceri. Finché si parla di soprusi e di guerra, questi concetti rimangono sempre validi. E tristemente reali.
(Hellvis - Febbraio 2003)

Voto: 8


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