PULVERIZED EMOTIONS
Towards What?

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 57 min
Genere: death metal tecnico e melodico


Quando ho scoperto, leggendo il loro sito internet ufficiale, che i Pulverized Emotions si sono sciolti, ammetto di essemi sentito piuttosto triste. Lo scrivo in tutta sincerità. Infatti, dopo la pubblicazione del bel MCD "Memory Of A Melody", nutrivo grande fiducia nei confronti di questo gruppo. Negli ultimi anni, infatti, la scena death metal italiana sta sfornando una band migliore dell'altra, ed i Pulverized Emotions erano sulla strada per candidarsi tra i gruppi di punta. Invece, ahimè, chiunque cliccasse proprio ora sul sito del gruppo, leggerebbe le seguenti parole: "la Band comunica la triste decisione, di sospendere ogni tipo di attività (sia live, che studio). Questa decisione è stata presa di comune accordo da parte di tutti i membri della Band, i Pulverized Emotions, torneranno in scena solamente nel caso in cui dovesse giungere una proposta interessante che possa portare seri obbiettivi al progetto". Sono parole di una tristezza disarmante, frutto di frustrazioni ed insoddisfazioni. Dando un'occhiata alla biografia della band, penso che uno degli eventi scatenanti questa decisione, possa essere rintracciato nel seguente avvenimento: a seguito delle ottime recensioni del MCD, i Pulverized Emotions si sono accordati, tra il 2005 e il 2006, con l'etichetta francese Sound Spheric Records (http://www.soundspheric.com/). Il contratto, comprendente stampa, promozione e distribuzione, ha dato fiducia al gruppo che si è lanciato, anima e corpo, nella composizione di nuovi brani. In più, con una formazione in parte rinnovata, i Pulverized Emotions non si sono negati date dal vivo. Purtroppo, mentre le nuove composizioni erano in fase di completamento, il manager della Sound Spheric Records, Etienne Coletti, è morto in un incidente stradale. Questo fatto ha rappresentato una mazzata per la band, che si è ritrovatta di colpo priva di un'etichetta ed orfana di una persona che credeva fortemente in loro. Il senso di scoramento era tanto, ma il gruppo si è recato ugualmente nei Love Music Studios di Milano per incidere l'album "Towards What?".
E, nell'agosto del 2007, i Pulverized Emotions hanno deciso di sospendere ogni tipo di attività: "sperando che il nostro sia un arrivederci e non un addio vi salutiamo!".
"Towards What?", quindi, l'album che mi appresto recensire, è stato pubblicato come un'autoproduzione. Nella copertina, blu scuro, campeggia l'immagine della tromba di una scala a chiocciola. Sembra una scala senza fondo, ed il senso di vertigine disperata sembra in parte rispecchiare lo stato d'animo dei musicisti, ormai saturi delle insoddisfazioni e delle difficoltà della propria carriera musicale.
Cari lettori, credetemi: il rammarico per lo scioglimento del gruppo è ancora più grande, dopo aver ascoltato "Towards What?". Sì, perchè questo album è davvero bello, ricco di spunti e realizzato alla grande. In esso trovano un'evoluzione i pregi già presenti nel MCD del 2005.
La formazione che ha inciso questo lavoro vede Tiziano Marzocchi alle chitarre, Gianmarco Clerici alla voce principale, Matteo Ravelli alla batteria e Erminio Sundas al basso.
L'album contiene otto canzoni per un totale di cinquantasette minuti, cosa che la dice lunga sulla durata media, consistente ma non eccessiva, delle traccie. Tre di questi brani erano già presenti nel MCD: "Hatesphere", "The Tears Of The Tombs" e "Mental Suicide". Gli altri sono tutti nuovi.
"Towards What?" è un ottimo esempio di death metal fresco e creativo, tecnico e melodico. Le influenze sono molteplici, ma mentre nei brani vecchi tali influenze erano palesi, in quelli nuovi lo stile si è fatto decisamente più personale. Innanzitutto sono aumentate l'aggressività e la potenza del gruppo, e così anche i passaggi cerebrali ed arzigogolati: in compenso, la band non rinuncia a quel potenziale melodico che l'ha resa, per anni, così interessante. Una melodia creativa, distante dalle solite stancanti derive svedesi, più vicina a certe intuizioni dei Death. In più, il gruppo continua a mantenere la sua caratteristica di alternare sezioni molto aggressive ad altre più morbide, dal forte potenziale comunicativo.
Altro punto di forza dei Pulverized Emotions, è la bellezza degli arrangiamenti: ogni strumento contribuisce alla creazione di un sound unico e particolare, che fa della ricchezza timbrica il proprio marchio di fabbrica. Ecco che quindi le chitarre di Tiziano creano passaggi melodici bellissimi ed espressivi, che non si ripetono mai. Ed il basso di Erminio rende il tutto più interessante con le sue evoluzioni, e la moltitudine di note. La batteria di Matteo, poi, sottolinea ogni passaggio vuoi con potenza, vuoi con battiti sussurrati, ma comunque non limitandosi mai solo a tenere il tempo. I musicisti sono in possesso dell'attitudine giusta per suonare un genere complesso quale il death tecnico. Al tempo stesso, non sono degli intellettualoidi alla ricerca di trame difficilissime ed ostiche per l'ascoltatore: no, i Pulverized Emotions vogliono che i loro brani siano perfettamente fruibili sin dal primo ascolto. E questa è una gran cosa. Infatti, un disco come "Towards What?" colpisce subito, ed attrae l'ascoltatore. Negli ascolti successivi, poi, sono tantissimi i particolari tecnici, armonici e altro che saltano all'orecchio. Ogni ascolto è un viaggio alla scoperta di nuove finezze compositive, e l'ascoltatore ne esce sempre soddisfatto.
Se già canzoni come "Hatesphere", "The Tears Of The Tombs" e "Mental Suicide" erano di gran classe, le nuove "Immortal" e "Dead Beholder's Eyes" non sono da meno. Il songwriting si è fatto più complesso e cattivo, ed il death è tornato a far male. E poi c'è quel prodigioso trittico di canzoni che compongono la suite "Towards What?": "Algor Mortis", "Rigor Mortis" e "Livor Mortis". Le tre traccie non sono consecutive, ma sono separate da altre canzoni. In questi tre brani, il gruppo dà il meglio di sè, portando il suo stile ad un nuovo livello di maturità. Più cattiveria, più potenza, ma anche una coesione migliore tra melodia ed aggressività. L'esecuzione è perfetta per tutto il CD, e la qualità di registrazione è ottima: gli strumenti sono tutti perfettamente udibili.
"Towards What?" è un disco davvero interessante, che comunica grandi emozioni. Il sottofondo malinconico delle composizioni è compensato da una grinta consistente, che colpisce l'ascoltatore sin dall'inizio. Così come le grandi sensazioni della melodia, di uno stile prezioso e inconfondibile. Un disco consigliato a tutti gli amanti del death tecnico, che non disdegnino una melodia accentuata.
"Towards What?" è senza ombra di dubbio un album ricco di promesse, e davvero non riesco a capacitarmi che i Pulverized Emotions non esistano più. Speriamo che sia solo uno split temporaneo, perchè è un peccato che un giocattolo così bello si sia già rotto. Sò che il mondo della musica è ingrato, e che spesso porta più a frustrazioni che ad altro (anche in ambito giornalistico, e la sò lunga, credetemi), però è triste privare la scena italiana di un gruppo così talentuoso. Chissà a che livelli potrebbe arrivare se si riunisse, evolvendo la musica proposta in questo CD! Beh, speriamo che tornino sui loro passi, e possano regalarci in futuro altre grandi pubblicazioni targate Pulverized Emotions.
(Hellvis - Giugno 2008)

Voto: 8


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