PSYPHERIA
Embrace The Mutation

Etichetta: Heretic Sound
Anno: 2002
Durata: 40 min
Genere: techno-brutal


Vi siete mai chiesti come sarebbero i Nocturnus in versione brutal? Ebbene, eccovi la risposta! Questo in linee generali eh, non aspettatevi una copia imbrutalita dei Nocturnus, gli Psypheria hanno un proprio stile e non li scopiazzano, però il fatto che usino le tastiere me li hanno fatti venire in mente. Questo è il primo album di questo gruppo californiano (fa piacere che lì il metal sia ancora vivo), ma non pensate siano principianti perché sono attivi da una decina d'anni ormai, ed il loro terzo demo "Gothic Disturbance" aveva fatto il suo scalpore nell'underground.
Lo stile di questo ETM è una specie di brutal molto tecnico ed intricato, in cui le tastiere hanno un ruolo fondamentale nella costruzione delle canzoni, non solo come atmosfere, ma anche e soprattutto come strumento ritmico e solista. Io l'ho definito "techno-brutal" per fare un parallelo col techno-death, visto che le strutture delle canzoni ricordano quel genere, solamente suonato con molta più violenza. La batteria è sempre bella pestata, in doppia cassa quasi perenne, ma prestando la dovuta attenzione si notano varie finezze nascoste sotto a tutta questa violenza, l'unico difetto per me è l'uso dei trigger, ma ormai nel brutal è diventata la regola (purtroppo). Il basso è bello incazzoso e violento, mentre il cantato (sempre ad opera del bassista Mike) è il classico vocione in growl cavernoso. Fin qui tutto nella norma per il brutal. La particolarità del gruppo sta nell'uso delle tastiere, che si scambiano di ruolo con le due chitarre, passando da parti in cui tengono le ritmiche, ad assoli in stile neoclassico. Proprio la musica classica è la marcia in più degli Psypheria: sono riusciti ad inglobare molte influenze classiche nelle canzoni brutal senza risultare pacchiani, il che è molto difficile. Non è facile miscelare la ruvidezza con la raffinatezza, la violenza con l'atmosfera, ma questi 5 ragazzi ci sono riusciti quasi perfettamente. In pratica hanno destrutturato dei passaggi di musica classica trasformandoli in riff brutal, oppure riadattandoli per i loro assoli, ottenendo un'amalgama molto buona tra le parti: non si sente quasi mai il contrasto tra tastiere e chitarre, tra assoli neoclassici e ritmiche violente, e via dicendo.
La produzione è discreta ma non il massimo della vita: i suoni non sono molto pieni, e soprattutto la batteria risulta un po' troppo plasticosa. Non è un album incasinato con tutti gli strumenti che si coprono a vicenda, si riescono a seguire tutti quanti, ma i suoni non hanno un grande spessore. La confezione è carina, in copertina c'è un disegno splatter/tecnologico che non risalta certo per personalità, pur se fatto bene; nel libretto ci sono i testi e sono leggibili, ed inoltre la carta usata è bella spessa, il che fa solo bene.
In conclusione si tratta di un album molto buono, in cui l'originalità ha un ruolo fondamentale. Se siete amanti del brutal senza compromessi, allora la sola parola "tastiere" vi farà vomitare. Se invece cercate qualcosa di nuovo (non clamorosamente nuovo eh!) in ambito death/brutal, allora accomodatevi pure. Non aspettatevi un album di violenza senza compromessi, e nemmeno un album che si digerisce in 2 ascolti, è un lavoro piuttosto intricato. Io vi consiglio di andare sul loro sito e scaricarvi "Taste The Dead", fosse solo per curiosità. Se poi vi piace (come è successo a me), allora vi verrà voglia di comprare l'album. Occhio però che quella canzone per me è la migliore, se vi aspettate un album a quel livello resterete un po' delusi.
(teonzo - Gennaio 2003)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito internet: http://www.psypheria.com/