PSYCHOTIC WALTZ
Mosquito

Etichetta: Bullet Proof
Anno: 1994
Durata: 45 min
Genere: progressive metal


Dopo due album dallo stile piuttosto simile gli Psychotic Waltz virano in misura piuttosto decisa gli obiettivi della loro produzione con questo "Mosquito", lasciando libero il freno per la direzione della forma canzone e per un'attenzione spostata nettamente sulla ricerca di atmosfera e su innesti psichedelici, tali da dare buona risposta a quella ricerca di profondità che il gruppo va attuando.
"Mosquito" è un disco più diretto, che toglie spazio alla composizioni articolate e alle variegate influenze per inserire soluzioni ritmiche dilatate, ariose e intrise di groove. La chiave di questo 'nuovo corso' è il gran lavoro di basso di Ward Evans, motore eccellente dei tempi cadenzati e trascinanti che permeano l'album e impalcatura solida per le divagazioni melodiche, psichedeliche e atmosferiche di McAlpin e Rock alle chitarre e tastiera (solo per il secondo) e per il solito eclettismo lirico di Buddy Lackey.
Come per i dischi precedenti le dieci tracce di "Mosquito" sono un'amalgama ben distribuita sotto il profilo della corrente principale che le anima singolarmente; troviamo quindi il pezzo tirato e pesante nell'opener "Mosquito", "Cold" e "Locked Down", gli accenni prog nelle strutture di "Dancing In The Ashes" e "Mindsong" e le atmosfere spaziali condensate di psichedelia in "Haze One" e "All The Voices". L'elenco potrebbe proseguire ancora e sarebbe sicuramente molto lungo analizzando gli intrecci delle varie influenze in ogni singolo brano, ma altresì noioso ed inutile per convincervi a comprare o rubare il disco, quindi mi limito a considerazioni più generali.
In un confronto diretto con i due album precedenti l'aspetto che più risalta è la dilatazione, il respiro dato alle composizioni: prima si cercava di costruire un insieme compatto e fluido al tempo stesso, mentre ora si va ricercando la resa più alta per l'idea, l'ispirazione originaria di ogni singla traccia. In questo viene saccheggiato a fondo il barile dell'espressività, dote che agli Psychotic Waltz di certo non manca, e nutro pochi dubbi sull'influenza olandese dell'uso di cannabis per il grosso carico emotivo e atmosferico di pezzi come "All The Voices" o nei ritornello di "Haze One"; a conferma di ciò le tante foto dedicate all'argomento nel booklet e la dedica particolare ad Amsterdam inserita nel successivo "Bleeding".
Il resto della rece va dedicato alle ripetute - e credo pure noiose! - considerazioni sulla matrice progressiva del gruppo e sulla riuscita combinazione con gli aspetti emotivi e comunicativi che il quintetto americano non si scorda mai di proporre. Il livello superiore e il talento vengono messi nuovamente in luce guardando ai risultati ottenuti nonostante una decisa sterzata dalle direttive musicali originarie; mentre perdono qualche punto al di sotto del livello medio per la costante dedizione ad un certo tipo di sperimentazione musicale, elemento pressoché costante delle qualità compositive.
(Melix - Luglio 2004)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.psychoticwaltz.com/