PSYCHOTIC WALTZ
Bleeding
Etichetta: Bullet Proof
Anno: 1996
Durata: 42 min
Genere: progressive metal
Il capitolo finale, ovvero l'ultimo stadio dell'evoluzione degli Psychotic Waltz, prende vita in "Bleeding", risultato delle intuizioni stilistiche che il precedente "Mosquito" lasciava intravedere e massimo picco espressivo nella manciata di brani di punta dell'album.
Il graduale passaggio di consegne dalle schematiche progressive del primo album termina con la più classica e semplice delle forme-canzone che l'heavy metal ha saputo sfruttare, inserendo la sezione dell'assolo dopo la seconda alternanza tra strofa e ritornello: è la struttura che impegna quasi completamente "Bleeding", fatta eccezione per qualche apertura in "Faded", "Sleep" e la conclusiva "Freedom?". Come lasciato intendere dai cambiamenti intrapresi nei dischi passati, gli Psychotic Waltz passano definitivamente il testimone delle sonorità al servizio dell'espressione emotiva e alla ricerca di atmosfera; per concentrare le attenzioni su questi aspetti abbandonano perciò definitivamente le inflessioni complesse nella fase di stesura, confidando nelle doti di songwriting e arrangiamento per dar forma all'ispirazione.
Le coordinate di "Mosquito" sono quindi amplificate per un ampio uso di soluzioni atmosferiche, tra le quali l'uso di tempi più dilatati, accordi lunghi e molta tastiera, lavorando soprattutto sulla melodia di fondo e sul contrasto tra le tonalità basse e profonde e le inflessioni vocali. Si può ben dire che Buddy Lackey abbia il dominio del disco, prendendo per mano il resto del gruppo e caratterizzando come non mai il contenuto musicale: lo stile lirico qua si è fatto molto evocativo ("Morbid"), sognante nelle tonalità medie e malinconico nell'inflessione ("Need", "Drift"). Anche grazie ad un intelligente lavoro delle chitarre, divise tra perfette scelte di arrangiamento, assoli taglienti e riff piuttosto spessi, il disco è pervaso da un certo senso di sospensione, sembra di essere immersi e circondati da uno strato profondo dalla geometria sconosciuta, senza punti di riferimento.
E' una sensazione che ha la sua massima efficacia dove il gruppo si concentra sugli effetti evocativi e psichedelici del proprio stile: "Locust" e la toccante "Freedom?" sono i picchi compositivi in questo senso, capaci di generare un'intensità notevole. Ma non sono da sottovalutare gli esempi in cui si cerca di combinare questi aspetti con tempi groovosi e cadenzati, come in "Morbid" e nell'omaggio olandese di "Northern Light" (buona erbetta dagli effetti visivi notevoli), mentre la band non si dimentica di citare gli aspetti poliedrici e variegati delle proprie sonorità, tra i ritmi trascinanti di "Skeleton" e "Sleep", la ballad folkeggiante di "My Grave" e gli intenti doom della title-track.
Da non tralasciare assolutamente l'artwork del disco, primo lavoro di un certo Travis Smith (in tempi non inflazionati) capace di infondere le peculiarità visionarie e psichedeliche del gruppo nei disegni con variegato uso di colori e immagini (l'omino di copertina mi ricorda "Twisted Into Form"!), anche se non ancora definiti e curati come nei tempi più recenti.
(Melix - Luglio 2004)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito internet: http://www.psychoticwaltz.com/