PSYCHOTIC WALTZ
A Social Grace

Etichetta: Bullet Proof
Anno: 1990
Durata: 65 min
Genere: progressive metal


La recente uscita delle ristampe dei dischi usciti per etichette indipendenti potrebbe, in parte, distogliere gli Psychotic Waltz dal culto pressoché underground che li caratterizza nonostante l'interessantissima e particolare proposta musicale dei quattro album.
Il gruppo americano è composto da Ward Evan al basso, Norm Leggio alla batteria, Brian McAlpin e Dan Rock alle chitarre, mentre dietro il microfono troviamo l'inconfondibile voce di Buddy Lackey, vero e proprio marchio di fabbrica delle sonorità progressive costituenti linfa vitale fin dall'esordio "A Social Grace". Definire la musica del quintetto è estremamente complesso e confesso di aver passato parecchio tempo nell'arrovellarmi sulla stesura della recensione, tantoché il disco in questione gira costantemente nel lettore da quasi due mesi. La musica è una sorta di amalgama molto personale ed elaborata di tre direttive principali, che vengono a presentarsi alternativamente tra le 13 tracce, oppure all'interno di un singolo brano negli episodi più ispirati. La prima è una matrice speed-thrash dai pesanti connotati tecnici riferibili allo stile ed alla dinamica dei primi WatchTower: diverse sequele di riff abbastanza complessi e tempi non veloci e piuttosto groovosi caratterizzano per bene brani come l'opener "...And The Devil Cried" e "In This Place", mentre in altri casi appaiono mitigati dalle altre due caratteristiche. Parlo in primo luogo delle radici prog del gruppo, da considerare per la complessità delle strutture compositive alla base dei gruppi negli anni '70 (Pink Floyd, ovvio), che consentono agli Psychotic Waltz di architettare brani alquanto elaborati, alla costante ricerca di un difficile equilibrio tra l'elevata ispirazione strumentale/compositiva e l'aspetto melodico e atmosferico delle composizioni. Quest'ultima parte costituisce il terzo binario del gruppo e va a parare nell'attenzione riservata agli arrangiamenti, al fine di garantire un elevato carico di pathos e ariosità (e qua entrano in gioco i Fates Warning), e nelle venature folk delle melodie, dove il flauto e lo stile vocale di Lackey ricordano molto il cantante dei Jethro Tull; ne saltano fuori brani-filastrocca ("Another Prophet Song", "I Remember", "Spiral Tower"), nonché pezzi ariosi e carichi di pathos, molto vicini ai primi Led Zeppelin ("I Remember" e la splendida "A Psychotic Waltz").
Il disco si rivela pertanto il riuscito lavoro di un difficile bilanciamento tra queste tre componenti, dedicandosi sia al 'contrasto' della direzione principale intrapresa da ogni brano rispetto ad un altro e sia, nei pezzi migliori, all'interno di un brano stesso, utilizzando a dovere le qualità di songwriting tramite crescendo, estrema dinamica e poliedricità di stile, forma e tema di fondo in continua evoluzione, geniali passaggi armonici tra le sezioni senza perdere di vista l'espressività emotiva che il quintetto pone come obiettivo principale. Le uniche leggere cadute di tono sono da ricercare nella coppia "Only A Dream" e "Spiral Tower", dove la esasperata ricerca di atmosfera fa perdere l'attenzione per l'ingegno compositivo e strutturale del brano, ma si tratta di episodi appena al di sotto di una media parecchio elevata di oltre un'ora di durata.
Un album che premia a dovere le svariate qualità del quintetto, riuscito a mettere in musica un difficile lavoro con la dichiarata intenzione di esprimersi ed evocare, con uno stile 'moderno' e ricercato, le sonorità, le atmosfere e l'attitudine emotiva che permeavano l'ispirazione compositiva dei gruppi migliori di 20 anni prima.
(Melix - Maggio 2004)

Voto: 8.5


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Sito internet: http://www.psychoticwaltz.com/