PSYCHO SYMPHONY
Silent Fall

Etichetta: Audio Pro Records
Anno: 1997
Durata: 48 min
Genere: progressive thrash


Lo sport preferito dai metallari è quello di vantarsi di non seguire le mode, di non avere i pregiudizi che flagellano il mondo. Due buoni propositi, che purtroppo restano validi solo a parole nella maggior parte dei casi. Negli anni '80 questi discorsi potevano avere un minimo di fondamento, in quanto gli appassionati di musica metal avevano un ruolo attivo nella scena, cercandosi i gruppi fighi e facendoli conoscere ai loro amici corrispondenti in giro per il mondo. Grazie a queste cose i Testament erano famosi ancora prima di firmare un contratto, grazie a queste cose i Sepultura sono riusciti a firmare per la Roadrunner (e quindi a regalarci un bel numero di album fighi), grazie a queste cose i gruppi thrash dell'Est Europa riuscivano a superare la cortina di ferro dell'epoca e farsi conoscere anche nel resto del mondo. Ora invece le cose sono cambiate radicalmente: la maggior parte dei metallari è di indole puramente passiva. Sono molto pochi quelli che badano principalmente alla qualità di quello che ascoltano, e sempre più quelli che guardano solo alle apparenze. E' grazie a questi caproni smidollati, imbecilli ed incoerenti, che la scena maggiore del metal si sta soffocando da sola (non esiste praticamente nessun gruppo nuovo che abbia esordito dopo il 2000 e che sia riuscito a farsi notare, e siamo a metà 2004!) ed i gruppi giovani che hanno qualcosa da dire restano insabbiati dalla noncuranza generale.
Gli Psycho Symphony sono un gruppo proveniente dalla Romania, precisamente dalla Transilvania. Se al Gods avessi fermato un po' di metallari chiedendogli se volevano ascoltare un gruppo dalla Romania, allora credo che almeno il 70% avrebbe risposto con qualcosa del tipo "Romania? e che cazzo di buono può fare un gruppo della Romania?". Se poi ci avessi aggiunto che facevano progressive thrash, allora mooolto probabilmente un sacco di pagliacci mi avrebbero riso dietro. E questi sono i primi che vanno in giro vantandosi di essere metallari, di non avere pregiudizi e di essere dei reietti della società perché pensano con la propria testa (ahahahah, aggiungo io). Se tu che stai leggendo sei tra questi, credo sia ora di renderti conto di non aver capito un cazzo di niente.
Dicevo, gli Psycho Symphony sono un gruppo della Romania, suonano progressive thrash metal, e questo "Silent Fall" è il loro primo album del 1997. Sottolineo 1997. Ora, come mai in questi 7 anni nessuno fuori dalla Romania è arrivato a conoscerli? Come mai se si cerca con google non esce una sega di informazione su di loro? Come mai ho dovuto metterci un sacco di mesi e di ricerche in stile investigatore privato per entrare in contatto con questi ragazzi e portare a casa i loro lavori? La risposta è semplice: la colpa è di tutte quelle larve che seguono in maniera passiva la musica metal. Non è possibile che in 7 anni un album così figo sia rimasto totalmente sconosciuto. La cortina di ferro si è spostata: una volta era tra l'Europa dell'Est e quella dell'Ovest, mentre ora si trova tra il cervello ed il resto del corpo dei metallari.
Chiuso lo sfogo personale, passo alla parte descrittiva della rece. "Silent Fall" era stato stampato solo su cassetta dalla etichetta rumena Audio Pro Records. Prima di esso gli Psycho Symphony avevano registrato due demo, da cui hanno ripescato 5 delle 7 canzoni di questo album. La line-up che ha registrato questo album era composta da Emil Gherasim (voce e chitarra), Attila Mogyorós (chitarra), Róbert Gindele (basso) e Gábor Gindele (batteria).
Lo stile dell'album rientra nel cosiddetto progressive thrash, ossia un thrash metal molto articolato e tecnico. Qui sono presenti anche molte influenze derivanti dal progressive anni '70, non a caso l'alone di Robert Fripp è presente dietro a molti intrecci ritmici. Il progressive non è l'unica influenza, vanno aggiunte anche la musica psichedelica, il jazz, qualcosa di musica classica in alcuni spunti dei fraseggi chitarristici, ed ovviamente il thrash intelligente di gruppi come Voivod e Mekong Delta. Il risultato finale però non ricorda nessuno di questi gruppi. Se dovessi fare un nome, allora direi che mi ricordano i Thought Industry di "Songs For Insects", ma solo in maniera marginale. La grande dote degli Psycho Symphony è quella di aver raggiunto uno stile personale sin dalla prima uscita, e di mantenerlo in ogni singolo istante: se ascoltate una loro canzone, allora poi sarete in grado di riconoscerli subito senza esitazioni.
Le canzoni sono molto articolate, la sezione ritmica dimostra una fantasia paurosa. Il basso non si lancia in parti troppo astruse, spara poche note ma al posto giusto, spiazzando sempre. La batteria fa un festival di controtempi e tempi dispari, i giochi sui piatti sono spettacolari, e Gábor non sfrutta mai né la doppia cassa né le rullate sui tom (probabilmente perché aveva un set così striminzito che manco poteva farlo...). Anche i riff sono belli tosti e vari. Ma nonostante tutte le figure articolate a livello ritmico, la musica degli Psycho Symphony mantiene una buona scorrevolezza, le canzoni si apprezzano sin dal primo ascolto. Da questo punto di vista mi ricordano i nostrani Hypnotheticall. Questa proprietà è data dalle linee melodiche del cantato, e dai vari stacchi strumentali. La voce di Emil è piuttosto strana, non saprei a chi paragonarla, ma sta di fatto che ha un impatto quasi psichedelico, e le sue linee si stampano in testa praticamente al primo ascolto. Inoltre, quando Emil non canta, c'è sempre una linea melodica in primo piano, spezzettata e variata in continuazione, ma ruffiana al punto giusto per non far pesare la complessità delle ritmiche. Se al primo ascolto "Silent Fall" si lascia apprezzare, poi con gli ascolti successivi si scoprono un sacco di dettagli e di soluzioni spettacolari, come le nacchere alla fine di "Reality Falls Asleep".
La produzione è la cosa peggiore dell'album purtroppo. Gli strumenti si seguono tutti senza problemi, ed in fin dei conti i suoni scelti si adattano bene all'atmosferza psichedelica e schizoide del gruppo. Il problema è che il tutto manca di potenza, i suoni sono un po' scarni e poco incisivi. La confezione non so come sia. In mano ho un CD-R con stampata la copertina della cassetta.
Insomma, "Silent Fall" è una gemma veramente clamorosa, uno di quei dischi che ad ascoltarlo si comincia a bestemmiare dietro a tutte quelle etichette che mettono sotto contratto i cloni dei cloni, solo per abbindolare i metallari imbecilli e fregargli soldi. Questo album è praticamente senza difetti dal lato compositivo, con una produzione di qualità avrebbe meritato 10 pieno. Ed avrebbe meritato di uscire per una etichetta di punta, diventando top album su tutte le riviste. Così non è stato purtroppo. Ma siete ancora in tempo per supportare il gruppo, svegliatevi che è ora.
(teonzo - Luglio 2004)

Voto: 9


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