PSILOCYBE LARVAE
Stigmata

Etichetta: Black Side
Anno: 2001
Durata: 45 min
Genere: black doom metal


Fa un freddo cane, e il teonzo mi fa arrivare un CD dalla Russia. ... A quando qualche arrivo dalla Giamaica?!
Il CD in questione si intitolata "Stigmata" ed è opera di tali Psilocybe Larvae, che sono in circolazione dal 1996 e dalle facce mi sembrano belli maturi. E questo disco, registrato nell'estate (quale sarà il concetto di 'estate' in Russia?!) del 2000 e pubblicato nel 2001 dalla piccola etichetta Black Side Prod., suona bello maturo anche lui, il che è sorprendente per un esordio! In realtà questo CD mi è arrivato insieme al loro nuovo album "Agony", che però recensirò in un altro momento, tentando di ignorarlo per ora.
Questi ragazzi sembrano essere di quei tipi che non buttano via niente. C'è del buono nel black metal? Teniamolo. C'è del buono nel death? Teniamolo. C'è del buono nel doom? Teniamolo. Se ne sbattono dei limiti più o meno codificati di ognuno di questi generi, proponendocene una sfacciata quintessenza.
In pratica il loro è un sound doom/death, più debitore della composizione barocca che di quella rock'n'roll. Il timbro non è molto 'nocivo', per cui la ferocia death passa in secondo piano, facendo risaltare la drammaticità e la malinconia del doom più gotico, tipico dei primi Paradise Lost ed Anathema. Le vocals passano con disinvoltura da un growling tipicamente death ad uno screaming altrettanto tipicamente black. Ed anche il riffing sposa spesso passaggi tipicamente black metal, facendo però più riferimento alla sofisticata maestosità degli Emperor che alla carogna infernale che si portano addosso i DarkThrone! Insomma, come già detto, prendono di tutto un po', ma senza ricavarne un minestrone senza senso, bensì riuscendo a mantenere un equilibrio che è davvero difficile ottenere. Qualcuno potrebbe ritenere un difetto la loro non-catalogabilità? Penso che loro se ne freghino, e me ne frego anch'io, perché in questo caso questa non-ortodossia ha portato a risultati davvero ottimi.
Ottimo song-writing ed ottima registrazione, forse troppo tenera per certe orecchie... Se proprio dovessi fare dei paragoni, sforzando un po' la fantasia, come ho fatto quando sopra mi sono inventato la definizione di 'black doom', potrei indicare i primissimi Katatonia od i primi Tiamat.
Avrebbe poca utilità segnalare un brano piuttosto che un altro, visto che la qualità è costante per tutto l'album. Mi limito a consigliarvi di scaricare dal loro sito il brano "Yearning Spirit", che è poi anche l'opener del disco: vi renderete subito conto di cosa intendevo con questa recensione!
(MoonFish - Novembre 2003)

Voto: 8.5


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