PSICORRAGIA
La Pasión De Lo Mortal
Etichetta: American Line Productions
Anno: 2001
Durata: 43 min
Genere: gothic/dark metal con diverse influenze
Gli Psicorragia sono un quintetto peruviano autore di uno strano miscuglio di generi. I toni della loro musica sono oscuri e i tempi relativamente lenti. La loro mistura di classicità con trovate originali li eleggono a band personale ed interessante.
La storia della band non presenta particolari accadimenti. Gli Psicorragia sono composti da Mario Romanet Riva (basso e voce), Marco Borra Ramirez (chitarre), Alick Gonzalez Mujica (chitarra solista), Antonio Duncan Perez (tastiere) e Manuel Saavedra Chamolì (batteria). La loro attività è cominciata nel 1994, ma è solo nel 1996 che gli Psicorragia hanno acquisito la line-up sopracitata. Nel 1998 hanno inciso il demo intitolato "Otoño" ("Autunno") che ha venduto piuttosto bene nell'underground. Le buone critiche e il gran numero di concerti in Perù hanno attirato l'etichetta messicana American Line che li ha messi sotto contratto. Grazie ad essa la band ha potuto esordire su CD, con questo "La Pasión De Lo Mortal".
In questo album i musicisti sono coadiuvati dalla cantante Rocìo Antero-Cabrera, dal violinista Vìctor, dal percussionista Javier Reye e da Mito Espìritu alla charanga (strumento popolare andino).
Pioggia, canti d'uccelli e rumori di frequenze libere fanno da sottofondo ad una malinconica melodia per chitarra acustica. "Vagitus" è il brano di apertura di "La Pasión De Lo Mortal". Le parole recitate da Mario: "Nascere per morire... e cadere appena raggiunto il vivere" introducono alla parte centrale del brano, con la band al completo. Il solismo di Alick è molto melodico. Non virtuoso, anzi, le note si dipanano in maniera piuttosto timida. Il suono della band è intimo ed introverso. L'atmosfera delicata è ravvivata da suoni curiosi, quali l'organo pop di Antonio e le congas che danno quel tocco etnico che non guasta. Il brano termina com'era cominciato, con la chitarra acustica che si eclissa nel suono oscuro della pioggia.
Più vivace è l'attacco di "Padecer Sólamente" ("Patire solamente"). Al suono più classicamente metal della band si unisce un violino, che imposta il riff iniziale. Mario aggredisce subito con le sue vocals torturate, sia gutturali che strillate. Questo brano ha una struttura complessa, discretamente tecnica ma molto creativa. Le sezioni melodiche si susseguono a vere e proprie aggressioni death.
In alcuni casi la musica dei Psicorragia è stata etichettata come "experimental dark metal". E' una definizione vaga, forse fuorviante. E' vero però che la band peruviana non teme di sperimentare soluzioni originali mescolando i vari generi. La cosa buona è che lo fanno senza esagerare o senza forzare i determinati passaggi.
"Otoño" è caratterizzato da una prima sezione che non disdegna richiami popolari. Le vocals sono molto aggressive, anche se è veramente difficile a un primo ascolto capire che sono in spagnolo. Un breve stacco di batteria introduce la seconda sezione, più veloce e agile rispetto alla prima. Per quanto possa sembrare un paragone distante, non è un'eresia dire che questa sezione mi ricorda parecchio gli ultimi Sigh. Una nota di merito ai suoni scelti da Antonio Duncan per le sue tastiere: sono sempre curiosi. Il brano si fa più aggressivo via via che si avvicina al suo termine. Peccato solo che la potenza della band venga penalizzata dalla qualità di registrazione. OK, è limpida e cristallina, ma un po' troppo piatta e debole. E' un difetto maggiore che non rende giustizia ai musicisti.
Un arpeggio di chitarra acustica apre "Nuestro Rìo De Recuerdos" ("Il nostro fiume dei ricordi"), una canzone tristissima. Ricorda molto da vicino, come atmosfere, i My Dying Bride. Soprattutto nella prima parte in cui il cantante recita. Nonostante questo sia un brano fondamentalmente gothic/death, la sua originalità è resa dai forti richiami alla musica peruviana. Il violino e il charango contribuiscono a ricreare le atmosfere del paese sudamericano. Sia ben chiaro comunque che gli Psicorragia non sono una band di metal folk. I suoni tradizionali colorano un songwriting fondamentalmente europeo, e incrementano la gamma espressiva.
"Estrofas A La Muerte" ("Strofe alla morte") si presenta con una furia imprevista. L'assalto è quasi brutal, con le urla di Mario più sguaiate del solito. Questo brano nervoso e cattivo è reso originale dal suono del wah-wah prima e dalle improvvise aperture melodiche dopo. Il paragone che ho fatto prima con i Sigh trova qui un'altra conferma. Non nel senso strettamente musicale, poiché le due band differiscono notevolmente. E' la concezione compositiva che è simile. Al pari della band giapponese, gli Psicorragia riescono sempre a trovare soluzioni musicali inaspettate e poco ortodosse. Alle volte rasentano il kitsch. Sono però segnali di carattere, di volontà di non uniformarsi ai canoni di un genere preciso. Ecco quindi che in "Estrofas A La Muerte" si possono sentire passaggi di black sinfonico, violenti ritorni al brutal e spiazzanti momenti di calma. Nonostante queste canzoni siano tutte di facile ascolto, penso che certe assurde soluzioni possano scioccare un po' i puristi di ogni genere.
Tanto per non smentire il loro eclettismo, la successiva "Amén" è molto più leggera nel suo incedere, un gotico elegante caratterizzato da una melodia quasi orientale. Mario alterna il suo growling con le delicate vocals della cantante ospite Rocìo Antero-Cabrera. Il suono è interessante: il bongo coadiuva la batteria alla perfezione. L'effetto wah-wah della chitarra e l'hammond danno un tocco anni '70 a tutta la composizione.
Più tradizionalmente gothic/death è la lunga "La Misma Historia" ("La stessa storia"). Il suono della band si fa ieratico e severo. Sporadicamente la voce femminile interviene a sottolineare il growling. A circa metà del brano la melodia si fa più agile, mantenendo peraltro lo stesso giro di accordi. Segue una sorta di ripresa, nella quale Mario canta per la prima volta con la voce pulita.
"La Misma Historia" rappresenta il lato più entropico degli Psicorragia. E' l'ideale commento sonoro alle immagini di lapidi e statue funerarie che corredano il bel libretto. L'immaginario oscuro della band è espresso in tutte le varie forme artistiche, non ultimi i testi molto poetici. Di ogni formula musicale essi cercano i risvolti più deprimenti, denotando un fatalismo molto spiccato.
"Áspid" ("Aspide") chiude "La Pasión De Lo Mortal". Le prime battute sono caratterizzate da un mid-tempo abbastanza nervoso. La melodia è resa inquieta dal growling e dalla spasmodica sezione ritmica. In seguito il cantante alterna parlato e strilli black mentre la band si diletta in passaggi prog. La terza parte di "Áspid" si fa molto più death e violenta, introducendo il da capo che conclude la traccia. Essa non finisce però che dopo una breve serie di note della chitarra acustica.
"La Pasión De Lo Mortal" è un disco interessante, molto personale. E' un'opera prima di tutto rispetto. Attualmente non so cosa stiano facendo gli Psicorragia. Il loro nuovo sito è basilare, interessante ma non dà notizie di avvenimenti recenti. L'unica cosa sicura è che il quintetto peruviano è ancora attivo.
(Hellvis - Luglio 2003)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail: psicorragia@hotmail.com
Sito internet: http://www.psicorragia.com/