PROWLER INC.
Pay The Fiddler (MCD)

Etichetta: Man In Black Music
Anno: 2005
Durata: 23 min
Genere: heavy metal americano


Recensire questo MCD dei Prowler Inc. è stata un'impresa non da poco. Si tratta, infatti, di uno di quei lavori per cui, dopo averlo ascoltato e riascoltato, ci si ritrova a pensare: 'E adesso cosa dico?'.
Mi spiego meglio. La musica è forse l'ultimo grande campo in cui ciò che conta davvero è l'intuizione: le note toccano corde nascoste dell'animo, corde che niente hanno a che fare con la razionalità.
Sfortunatamente una recensione è, per sua stessa natura, l'antitesi di tutto ciò, dato che il mio compito è proprio quello di razionalizzare la musica. Brutta cosa, in effetti. Però serve anche quello. Infatti se mi limitassi a basare il mio giudizio critico o estetico sulla pura e semplice conoscenza intuitiva, la recensione di "Pay The Fiddler" sarebbe più o meno così:
- Ti è piaciuto il MCD dei Prowler Inc.?
- No...
- Perché?
- Boh...
Cerchiamo, invece, di andare oltre e di capire cosa non vada nella loro musica.
Innanzitutto presentiamo un po' la band: i Prowler Inc. sono un gruppo statunitense dedito a un heavy metal di ovvio stampo americano che, in alcune parti, strizza l'occhio a certe soluzioni tipiche del thrash dei primi anni ottanta, non tanto da un punto di vista strumentale, quanto più per l'approccio vocale.
Purtroppo non ho trovato da nessuna parte ulteriori informazioni riguardo alla storia della band (il sito ufficiale è piuttosto scarno) e, quindi, posso solo presentare la line-up dell'album: Brad Kubik nel duplice e singolare ruolo di batterista e cantante, Al Rhay e Don McBee alle chitarre, ed infine Ed Jensen al basso.
Come dicevo prima, la proposta della band è delle più classiche: sei canzoni piuttosto omogenee, rocciose, mai eccessivamente veloci, giocate sul riffing dei due chitarristi.
La band non brilla certo per capacità tecniche: il lavoro di Rhay e McBee è piuttosto ordinario, con ritmiche vuote e intrecci solisti abbastanza trasandati; il basso è praticamente impercettibile e la batteria viene pesantemente penalizzata da una produzione scadente che crea il classico effetto 'fustini del Dixan'.
Se tutto ciò non depone certo a favore della band, è anche vero che i pezzi siano abbastanza buoni. Niente di trascendentale, si intende, però buoni. Eppure scivolano via. Non trovo altri termini per descrivere la mia sensazione. Scivolano via.
Ho ascoltato tantissime volte questo MCD e, ancora, quando leggo il titolo dell'ultimo pezzo, "Killer By Night", "Minor In Possession", oppure la title track, mi ritrovo a pensare: 'E questa qual è??'. Non fanno presa, non hanno melodie capaci di darti un bel pugno nello stomaco, non riesce a farti sbatacchiare la testa... finisce l'ascolto e basta.
Discreti invece gli altri tre brani che risollevano un po' il livello dell'album. "Mountains Of Madness", che avevo già ascoltato nella compilation "Defenders Of Metal Vol. 2", si conferma un brano roccioso con un buon ritornello, dove il vocione di Kubik ricorda un po' il timbro del primo Chuck Billy; "Marching On Your Head" continua su questa falsariga, candidandosi come brano migliore del lotto; e "Mortis" che, con le sue atmosfere lugubri riporta alla mente alcuni momenti dei grandi Mercyful Fate. Sempre a proposito di questo brano non posso evitare di citare l'assurda prova vocale di Kubik, che per una ventina di secondi si diletta a imitare il verso di un gufo con risultati tragicomici.
Dunque, se anche non fossi riuscito nel mio intento di capire cosa esattamente non quadri nelle composizioni dei Prowler Inc., posso affermare con sufficiente sicurezza che i brani di "Pay The Fiddler" non riescono a decollare e, pur non essendo oggettivamente pessimi, rischiano di finire molto presto nel dimenticatoio.
(Danny Boodman - Ottobre 2005)

Voto: 6


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