PRAETORIAN
Threnody

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 46 min
Genere: death metal progressivo e melodico


I Praetorian sono una band australiana formatasi verso la fine del 2000. E' composta da Rick Luke (basso), Jonathan Cachia (voce, chitarra), Steve Byrnes (batteria) e Ian Ahles (voce, chitarra). Di recente la tastierista Beth Johnstone si è unita al gruppo. Al loro attivo ci sono due demo, "Praethorian" e "Harlequin Dreams" (2001), e un CD: "Threnody". E' proprio quest'ultimo che vado a commentare.
"Threnody", trenodia in italiano, significa su per giù "canto funebre". A chi o a che cosa è indirizzato questo lamento? La copertina e il booklet del CD rispondono chiaramente a questa domanda. La trenodia è in memoria del tilacino, detto lupo marsupiale o tigre della Tasmania per il suo dorso a strisce. L'ultimo esemplare pare sia morto il 7 settembre del 1936. La causa della rapida estinzione di questo marsupiale fu l'insensata caccia a cui l'essere umano l'ha sottoposto. Aborigeni e bianchi immigrati si dividono a pari merito la colpa. La copertina dell'album mostra il caratteristico dorso tigrato di questo carnivoro mentre all'interno del booklet vi è una vecchia foto che ne ritrae un branco. Non saprei dire se in cattività o liberi.
Una nota della band accosta la parola "presumed" (presunto) ad estinto. Infatti molte testimonianze dicono che alcuni esemplari potrebbero essere ancora in vita. Non per nulla l'animale è diventato quasi un simbolo per i criptozoologi. In realtà, il tilacino è un caso esemplare e recentissimo di come molte specie viventi scompaiano definitivamente dal pianeta nel corso degli anni. L'esercito della Tasmania presenta due tilacini nel proprio stemma, come tributo a questa specie presumibilmente distrutta. Certo, un riconoscimento tardivo.
Se questo tema ha dato spunto al titolo del CD è anche vero che "Threnody" non si limita a questo. I testi sono molto vari e così anche la musica.
I Praetorian amano definire il loro stile come "death metal progressivo e melodico". La descrizione è abbastanza coerente. Basta tenere in conto l'eventualità di contaminazioni stilistiche o di occasionali strizzate d'occhio ad altri generi.
La produzione è potente e nitida. Al momento della registrazione Beth non era ancora entrata a far parte della band. Le tastiere sono comunque presenti.
"Soul Collector" è la prima traccia del CD. Alcune caratteristiche della musica dei Praetorian saltano subito all'orecchio: la spiccata melodia e l'utilizzo anche della voce pulita. Le tastiere arricchiscono il suono con lunghi accordi ma, nel caso in questione, non sono mai in primo piano. Gli elementi progressive o techno-death sono presenti a tratti: vuoi quando la ritmica si fa meno ortodossa, vuoi quando tastiere e chitarre dipingono piacevoli quadri sonori. A conti fatti, comunque, "Soul Collector" non è una grande canzone.
Il risultato è migliore nella seguente "Wide-Eyed Death". Questa sì che è una traccia convincente! Le scelte sonore si rivelano personali. Ad una prima sezione aggressiva seguono inattesi sviluppi dal sapore sinfonico. Il death metal assume dei tratti emozionali e la band dà mostra di una ricca gamma espressiva.
"All Alone" ci riporta su territori un po' più canonici. Lo sviluppo della traccia è lineare. Sebbene sia veloce non eccede mai in aggressività. Spesso la ritmica sfora sul thrash ma le fila sono tenute assieme dall'onnipresente growling del cantante.
"Ravenous" è aperta dal cantato pulito ed è un mid-tempo inquietante. E' difficile considerare death questa canzone, sebbene elementi classici del genere non manchino. La strofa principale sembra debitrice della gothic wave degli anni '80 mentre lo spettro del black sinfonico europeo aleggia un po' ovunque. Globalmente si tratta di una buona traccia.
"Harlequin Dreams", esattamente come il brano che l'ha preceduto, amplia i confini musicali entro i quali i Praetorian amano considerarsi. La traccia è relativamente complessa ma al tempo stessa è perfettamente fruibile. Complici il cantato pulito e la scelta dei suoni, sempre piacevole e mai eccessivamente estrema. Questa canzone è uno degli highlight del CD.
La traccia che segue, "Incisions", in alcuni frangenti assume dei toni pacati, diversi dal resto dell'album. Altre volte mostra il lato più tecnico dei Praetorian risultando alla fine una prova credibile delle capacità del combo australiano.
"Sarcophagus" ci porta gradualmente su territori sempre più deprimenti. A conti fatti resta però una canzone poco incisiva che si dimentica subito. Ad essa segue lo strumentale "Thylacine": ecco qui la trenodia annunciata dal titolo. L'atmosfera che si respira, naturalmente, è malinconica.
"Night" chiude il CD. Questa è forse la traccia più intensa ed emozionante di tutto "Threnody". Il suo tono severo la carica di una tensione irresistibile che non si stempera fino a quando "Night" non finisce. E' un valido esempio di creatività e di immediatezza nel songwriting. Ottima, davvero una gran bella canzone!
Secondo me, i Praetorian hanno grandi potenzialità ma sono ancora abbastanza discontinui. Se tracce come l'appena commentata "Night", ma anche "Ravenous", "Harlequin Dreams" e "Wide-Eyed Death" sono ammirevoli, altre sembrano un po' fiacche e sanno di già sentito. Considerato comunque che si tratta del primo album della band, il giudizio è positivo.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 7


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