POWER OF OMENS
Eyes Of The Oracle

Etichetta: Elevate Records
Anno: 1998
Durata: 72 min
Genere: Prog Metal


Gli statunitensi Power Of Omens non sono il solito gruppo Prog Metal clone dei Dream Theater. Loro hanno un inconfondibile background anni '80, quando Queensrÿche e Fates Warning gettavano le fondamenta dove centinaia di gruppi si sarebbero appoggiati.
Diciamo che il gruppo saccheggia specialmente i Fates Warning dell'era transitoria, cioè "No Exit" e "Perfect Simmetry", ma non disdegna neppure qualche salto lontano nel Metal più classico di "Awaken The Guardian". A queste influenze pensano bene di aggiungere una tecnica strumentale di grande impatto. In primo piano soprattutto la sezione ritmica che lascia a bocca aperta, batteria e basso non stanno un attimo fermi. Il batterista Alex Arellano è una piovra, credo abbia più di due braccia, perché non è possibile che una persona normale suoni così. Possiede lo stesso e identico tocco raffinato di Mark Zonder (sempre Fates Warning), anche se da vero tamarro non riesce sempre a contenersi e corre il rischio di annegare nel suo stesso mare di battute.
Certo che questo non è un album semplice, le canzoni necessitano di numerosi ascolti, e la durata certe volte eccessiva non è d'aiuto. La cosa migliore è ascoltarlo in piccole dosi. All'inizio sembra quasi una massa informe di riff e cambi di tempo, poi con l'andare del tempo si inizia a capire dove vuole andare a parare il gruppo.
Da citare anche il cantante Chris Salinas. Svolge più che degnamente il suo lavoro, certo non possiede una propria personalità, però riesce comunque a creare linee vocali relativamente memorizzabili, nonostante sotto la sua voce gli strumenti scatenino l'inferno. Prevedibili i suoi "maestri", nelle tonalità basse regna l'onnipresente spettro di Geoff Tate, mentre per il resto ci pensa un altro grande, Ray Alder.
Come brano simbolo dell'album prenderei la suite "Test Of Wills", divisa in quattro parti, di cui due strumentali. In questa canzone si può trovare tutta l'essenza dei Power Of Omens, quindi come già detto parti intricate, immancabili cambi di tempo e d'atmosfera, infiniti passaggi strumentali spesso dal sapore latino. Quest'ultima caratteristica è presente anche in altre canzoni, come l'ultima "Tears Of The Wind".
Tirando le somme, questo debutto è un buon album, interessante per chi segue il genere, costante nella qualità, senza cali di tono, ma neppure un capolavoro.
Non so se sia semplice trovarlo, anche perché l'italiana Elevate Records, che tra l'altro produsse gruppi dal discreto successo come gli Heimdall, i DGM ed i Secret Spere, ha tirato le cuoia, quindi buona fortuna.
(carma1977 - Luglio 2003)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://www.powerofomens.com/