POWER
Justice Of Fire

Etichetta: Rock The Nations
Anno: 1995
Durata: 40 min
Genere: power metal


"Justice Of Fire" è l'unica testimonianza sonora lasciata nel 1995 dai Power, progetto messo in piedi qualche anno prima dal chitarrista/bassista Daniel Dalley. L'uscita di questo album suscitò un certo clamore, soprattutto per la presenza dietro il microfono di Alan Tecchio, ex Hades-Non Fiction e Watchtower. Nonostante questo "Justice Of Fire" rimarrà purtroppo l'unica testimonianza a nome Power.
Musicalmente il trio - completa la formazione il batterista Mike Watt dei System Addict - proponeva una sorta di power metal veloce e tagliente nei riff, coinvolgente per certi versi ma privo di momenti esaltanti o di canzoni realmente efficaci.
La particolarità di questo disco è che Daniel suona anche la chitarra synth che spesso doppia i riff di chitarra, riuscendo a creare atmosfere abbastanza tese, magari non del tutto "apocalittiche" ma comunque cariche di pathos, considerata la velocità media dei pezzi del disco. Ecco, questo a mio avviso è il vero punto di forza di un album che altrimenti si distinguerebbe poco dai dischi stilisticamente affini. Prendiamo un pezzo come "Rising Son (Through The Eyes Of God)": il riffing principale è abbastanza innocuo e comunque risentito, per quanto potente, però la parte di synth dona all'insieme una certa tensione; la stessa cosa accade nella veloce "Deceiver Of Truth" e soprattutto negli otto minuti e mezzo del brano che da il titolo al disco, piuttosto cadenzato per buona parte della sua durata.
C'è da dire che però manca un po' di varietà; singolarmente alcuni pezzi funzionano anche bene (ad esempio la veloce "Firewalk"), alla lunga però il gruppo si perde un po', compositivamene parlando.
Complessivamente devo dire che "Justice Of Fire" è un album che non mi ha mai preso più di tanto. Mi piace a piccole dosi, ma tutto d'un fiato mi risulta un po' ostico e a tratti pesante. Tecchio è un cantante per certi versi estremo, quasi sempre proteso alla ricerca della nota più alta (ma questo lo sapevamo già). Penso però che il discorso iniziato in questo disco avrebbe potuto tranquillamente dare risultati più brillanti se il songwriting fosse stato di livello più alto... è per questo che in apertura ho detto che purtroppo non c'è stato un seguito. La chirarra synth usata in questi contesti e in questo modo è comunque una bella trovata e sarebbe stato sicuramente interessante sentirne gli sviluppi futuri. Così non è stato e quindi dobbiamo accontentarci di quest'unica opera prima, valida e interessante ma non interamente riuscita, a mio avviso.
(Linho - Maggio 2007)

Voto: 6.5