P:O:B
Crossing Over

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 55 min
Genere: prog metal / hard rock melodico


Sono passati circa due anni dalla pubblicazione di "The Second Monologue", una splendida anticipazione del primo full-length ufficiale dei Pedestrians Of Blue (ora P:O:B) e le attese, almeno per quanto mi riguarda, erano davvero alte. Anche io, come Disconnected, che ha recensito il MCD e il primo demo del gruppo, ero rimasto rapito dalla musica così profonda ed elegante che questi norvegesi riuscivano a creare e non vedevo l'ora di vede all'opera il gruppo su un vero e proprio debutto discografico. Bene, dopo aver ascoltato per bene "Crossing Over" posso dire che i P:O:B, se non hanno composto un vero e proprio capolavoro, ci sono andati decisamente vicini!
Iniziamo, magari, con qualche dato sul disco e la formazione: oltre al nucleo centrale della band, formato da Johannes Stole (voce, tastiere, organo e programmazione) e Torfinn Sirnes (chitarra e programmazione), troviamo Rudolf Fredly al basso e alcuni ospiti come Daniel Flores (Mind's Eye) e Harald Levang alla batteria, e Daniel Palmqvist (sempre dei Mind's Eye) per un assolo di chitarra.
La produzione dell'album, curata da Stole e Sirnes, è semplicemente perfetta, così come anche il mixaggio di Daniel Flores e la masterizzazione di Mika Jussila presso i Finnivox Studios. La cosa, poi, acquista ancor più valore se si pensa di avere a che fare con un'autoproduzione, dato che i P:O:B, pur avendo ricevuto diverse offerte da varie etichette, hanno preferito andare avanti per la loro strada e pubblicare il loro debutto curandone personalmente ogni aspetto, con risultati davvero eccezionali.
Anche la copertina, nella sua semplicità, porta avanti il discorso iniziato con il precedente MCD: se in "Second Monologue", infatti, veniva rappresentata un'unica foglia gialla appesa ad un ramo in una foto in bianco e nero, in questo caso abbiamo lo stesso soggetto e gli stessi colori, solo che questa volta la foglia è caduta dall'albero e giace a terra, secca e senza vita, assieme a molte altre foglie.
Arriviamo quindi alla musica di questi ragazzi, che continua ad assestarsi sulle coordinate descritte per i precedenti lavori: un progressive metal misurato e delicato, in cui il gusto per gli arrangiamenti eleganti fa la differenza, con in più un gusto melodico tipico dell'hard rock scandinavo. Il songwriting è sempre di alta qualità con picchi notevolissimi e poche cadute di tono, cosa che rende ancora più appetibile il lavoro.
Si parte con "Father & Son", un brano già presente nel primo demo e nel MCD, che si conferma anche in questa veste un capolavoro assoluto. L'introduzione con l'organo a canne, le melodie sinuose, il riffing vitale, l'intermezzo romantico/sinfonico e un ritornello semplicemente perfetto rendono questo brano punto di riferimento per chiunque volesse cimentarsi in questo genere, tanto che, a mio parere, basterebbe anche solo questa canzone per far meritare ai P:O:B un contratto immediato con una lebel degna di nota.
La successiva "Promises" non è da meno, con la bellissima voce di Stole a scandire un ritornello che ti si pianta in testa e non ti molla più: un'ulteriore prova di come si possa essere semplici e diretti, senza per questo essere banali. Stesso discorso per la splendida "The Garden", già presente nel MCD, eseguita alla perfezione da tutti i musicisti e dotata di gusto e misura.
Dopo un altro paio di brani di buonissima fattura, "Where The Rain Falls" e "Crossing Over", si passa ad un altro gioiello che, ad un ascolto distratto, potrebbe sembrare un riempitivo, ma che, invece, focalizza alla perfezione lo stile dei P:O:B: si tratta di un pezzo strumentale di soli tre minuti, "The Line", in cui gli intrecci degli strumenti raggiungono quella simbiosi perfetta che solo i grandi sanno dare. Le chitarre abbracciano l'organo hammond e il tutto si tinge di quell'aura tipica del progressive rock. Spettacolo.
Un leggero calo, secondo me, lo si ha nella seconda parte di un CD che, altrimenti, sarebbe stato perfetto. Da questo punto in avanti la band decide di puntare più sui mid-tempo, facendo calare leggermente l'emotività dei pezzi. Intendiamoci, si tratta sempre di canzoni ben al di sopra della media, ma manca giusto quel guizzo in più. Detto questo, comunque, vale la pena di citare il bell'assolo di Daniel Palmqvist su "The Other Side", la pregevole ballata pianistica "How Much More Than A Dream", la fuga strumentale sul finale di "Altar Of Love" e la lunga "Out Of The Rain", che chiude questo bellissimo CD.
Insomma, non c'è che dire: i P:O:B hanno dato alle stampe un lavoro da comprare ad occhi chiusi, curatissimo, professionale, suonato e arrangiato da dio e, soprattutto, ricchissimo dal punto di vista emotivo. Mano ai portafogli!
(Danny Boodman - Settembre 2007)

Voto: 8


Contatti:
Mail: mail@pedestriansofblue.com
Sito internet: http://www.pedestriansofblue.com/