P.I.T.T.
Forced Disillusion
Etichetta: War Records / autoprodotto
Anno: 2000
Durata: 74 min (con la ghost track)
Genere: death metal con incursioni nel doom
"Forced Disillusion" è il primo full-length dei sudafricani P.I.T.T. . Prima di questo, soltanto partecipazioni a compilation e il MCD "Three And A Half Years In The P.I.T.T. ... A Collection" (2000). Eppure, nonostante la rada produzione discografica, la band di Johannesburg è ben conosciuta e stimata nel circuiti underground del proprio paese. Questo per via di un'impressionante attività live che li ha portati a girare il Sud Africa in lungo e in largo. Date un'occhiata alla biografia presente nel sito della band per credere!
Formatisi nel 1996, la band ha visto avvicendarsi tra le sue fila un gran numero di musicisti. La formazione storica vedeva Marco alla voce, Stefan alla chitarra e alle tastiere, Kerryn alla batteria e Tamlyn al basso. Proprio l'abbandono di quest'ultima ha sancito il termine di un lungo periodo di stabilità. A causa di problemi di salute, Tamlyn non poteva più suonare il basso se non per brevi periodi di tempo. Questo non impedì alla band di riorganizzarsi e di partire per un tour in Inghilterra (2001).
Attualmente il ruolo di bassista è occupato da Marius mentre un secondo chitarrista, Alex, si è unito al gruppo. I P.I.T.T. continuano ad essere stakanovisti del palco e la loro esuberanza non sembra placarsi.
Diamo un'occhiata ora all'unico full-length della band, intitolato "Forced Disillusion".
La formazione è quella storica, e sin da un primo ascolto è evidente come i meccanismi siano ben collaudati. I quattro musicisti sono dotati di una discreta tecnica e di un ottimo tiro!
La loro musica è fondamentalmente un death metal tradizionale che non disdegna qualche occasionale incursione nel doom. La loro proposta musicale non sa però di stantio. Certo, spesso e volentieri c'è qualche caduta in stilemi un po' triti ma globalmente ogni composizione si salva. "Forced Disillusion" è un CD di buona fattura e le canzoni che contiene si assestano su un livello qualitativo abbastanza costante.
La fedeltà della registrazione permette all'ascoltatore di distinguere bene gli strumenti ma è grezza quel tanto da rendere il suono più pesante e cattivo.
Possiamo individuare due tipi di death metal in questo lavoro dei P.I.T.T.: uno più tradizionale ed uno caratterizzato da sprazzi tipicamente thrash. I brani "Cage In Hell", "Spellbound" e "What A Beautiful World" rientrano senza dubbio nella prima categoria. "Bulldozer Tactics", la fighissima "Sweetest Child" e la conclusiva "Inquisition" sono invece contaminate da ritmiche thrash. In alcuni frangenti si possono anche notare alcune cadenze death'n'roll (ma non nella vena degli Entombed... come spiegare? immaginatevi gli Impaled Nazarene con growling e chitarre ribassate, ecco!). Questi due tipi di death vengono sintetizzati nella "trilogia della fiamma" composta da queste canzoni: "Infernal Flames", "Flames Of Power" e "Darkness Soothing". I tre brani sono uniti in modo da creare una minisinfonia che mette in bella mostra tutte le qualità dei P.I.T.T. . Un viaggio emozionante che si fa ammirare quando la struttura è complessa e che coinvolge quando il brano si fa diretto e semplice!
Ho accennato al fatto che il quartetto non disdegna di spaziare nel doom. L'esempio più evidente è "Chasing The Dragon", nel quale Marco non usa il growling ma canta con la voce pulita. Il riff è sabbathiano e la parte cantata va all'unisono con le note della chitarra. Nonno Ozzy docet.
Più vicine al doom/death sono le malinconiche "Nightmare Skies" e la deprimente "Mists Of Darkness", quasi due tributi ai primi Paradise Lost e My Dying Bride, rispettivamente.
In alcuni casi il genere viene soltanto sfiorato come nel caso di "Shrouds Of Darkness" o nel break centrale della già citata "Sweetest Child".
Consultando il display si possono notare 99 tracce. In realtà, alla traccia 66 si sentono i ragazzi che ridono mentre dicono che non c'è nessuna traccia nascosta. La promessa viene infatti mantenuta...
Che giudizio dare? Secondo me questo "Forced Disillusion" è un album meritevole dell'acquisto. E' divertente, vario e tirato. Se avete la puzza sotto il naso, rivolgetevi piuttosto a qualche gruppo d'avanguardia. Se volete divertirvi, i P.I.T.T. fanno per voi.
P.S. Punto dolente dell'album è la copertina. Raffigura un cielo pieno di lampi con un occhio in mezzo. I colori dominanti sono il viola scuro e il fucsia. Il logo è scritto in caratteri cubitali, ognuno dei quali ritrae nella sua forma un'arma. I puntini tra le varie lettere maiuscole sono piccoli teschi. Prima di ascoltare il CD temevo di trovarmi di fronte ad un gruppo di power decerebrato e infantile.
Certo, in fondo è la musica che conta ma... per cortesia, signori, un po' di buon gusto!
(Hellvis - Luglio 2003)
Voto: 7.5
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