PILEDRIVER
Stay Ugly

Etichetta: Cobra Records
Anno: 1986
Durata: 40 min
Genere: speed/thrash metal


Uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo della musica in generale vuole che il secondo album sia sempre il più difficile nella carriera di un artista, frase fatta e banale quant'altre mai... Vero? Falso? Ma dato che qua parliamo di PileDriver la risposta è un sonoro e tonante "ma che cazzo ce ne frega!", visto che l'esagitato, spiritato e ultraborchiato energumeno canadese in questa sua seconda opera resta sempre il solito pendaglio da forca!
Abbandonato o quasi il canonico speed metal a tutto gas dalle forti influenze "classiche" che caratterizzava il disco d'esordio e appesantito il suono fino ai limiti del thrash (grazie anche al quasi totale rinnovamento della line-up, che vede i chitarristi Bud Slaker e Knuckles Akimbo e il batterista Former Lee silurati a favore di tali "Bruizer" Bernette, John Savage e "Hammer", i quali vanno ad affiancare il superstite bassista Sal Gibson), PileDriver cerca di dimostrare il proprio valore ed il proprio carisma, ma, come vedremo, la fortuna non gli arrise di certo.
La band è comunque solida e potente, non tecnicissima ma dall'impatto ultradiretto, ideale per il mix di adrenalina, splatter/gore e metallone pesante che sono il marchio di fabbrica irrinunciabile di PileDriver. Oddio, a livello di testi il buon Gord Kirchin pare darsi una relativa calmata, in quanto mancano i titoli grottescamente eccessivi che avevano caratterizzato il disco d'esordio (ah... il mitico inno "Sodomize The Dead"!), ma ci sono ugualmente allegre cosucce quali "The Incubus", "Death Metal Racer" e "Lord Of Abominations"... brani speed sempre col pedale dell'acceleratore a tavoletta, sempre carichi di ironia, sarcasmo e cinismo, presenti in urticante quantità industriale nell'ugola e nel caratteraccio del nostro eroe... insomma, ancora una volta il nome PileDriver è garanzia di grande metallo, poco ma sicuro!
Purtroppo però i limiti della formula legata a questo nome emersero ben presto: risultati di vendita non esaltanti, la pressoché totale inattività dal vivo, problemi di ego non indifferenti e un indubbio pessimo carattere del "capo" minarono ben presto le basi del progetto PileDriver, che di lì a poco si sfasciò irrimediabilmente, venendo dimenticato dai più, se non da pochi irriducibili fanatici.
Gord mise in piedi i Dogs With Jobs, che poi si trasformarono nei Sofa-Q, e dopo essere stato malamente truffato da una casa discografica tedesca che ristampò su CD i due lavori dei PileDriver chiuse completamente i ponti col passato rifiutando categoricamente di parlare di tutto quello che riguarda quegli indimenticabili e ruggenti episodi ormai lontani nel tempo. Rimane a noi fan veterani il ricordo di una band che con gli anni divenne mito e culto e che fu anticipatrice e preparatrice di molte future tendenze del metallo più o meno estremo.
In conclusione, i PileDriver andrebbero davvero riscoperti perché ne vale la pena, con il loro metallo pesante e grottesco da ascoltare tassativamente a tutto volume, possibilmente fino a che i vicini di casa non chiamino la forza pubblica o il soffitto non vi crolli sul cranio seppellendovi!!!
(Metal Mike - Maggio 2004)

Voto: 8.5



Bell'album anche questo, ma preferisco quello prima, era più casinaro ed ignorante (in senso buono), quindi mi diverto di più ascoltando "Metal Inquisition". Anche questo album è tosto da trovare in vinile, su CD esiste solo una stampa pirata assieme a "Metal Inquisition".
(teonzo - Maggio 2004)

Voto: 8