PHARAOH
Be Gone
Etichetta: Cruz Del Sur Music
Anno: 2008
Durata: 47 min
Genere: US Metal
Un paio d'anni fa mi era capitato tra le mani "The Longest Night",
secondo album degli statunitensi Pharaoh, che molti conosceranno a
causa della presenza al microfono di Tim Aymar, il cantante che ha
contribuito con il suo timbro a quel capolavoro che risponde al nome di
"The Fragile Art Of Existence" dei Control Denied.
All'epoca, pur non rimanendo folgorato, rimasi piacevolmente sorpreso
dalla buona qualità di un lavoro che magari non sarebbe entrato nella
storia, ma sicuramente mostrava l'opera di artisti dotati di gusto e
tecnica (trovate comunque nell'archivio la recensione completa di "The
Longest Night" fatta da teonzo).
A due anni di distanza, posso confermare l'impressione avuta con "The
Longest Night", grazie ad un terzo album, "Be Gone", che mette in luce
ancora una volta le ottime potenzialità di una band che sa il fatto
suo. Lo stile del gruppo continua a gravitare in orbite classicissime,
restando saldamente ancorato al mondo dell'heavy metal a stelle e
strisce, aggiungendo una marcia in più grazie all'ottima chitarra di
Matt Johnsen. Non aspettatevi grandi sorprese o sperimentazioni di
sorta, anzi, la band ha addirittura snellito alcuni aspetti del proprio
sound, dando vita ad un album che convince nella sua linearità.
L'album è musicalmente molto compatto e viene supportato
ottimamente dal lavoro di tutti i musicisti, che vantano una
preparazione di tutto rispetto: la chitarra di Johnsen merita
sicuramente una lode perchè riesce a destreggiarsi ottimamente sia in
fase ritmica che solista, creando riff affilati e taglienti; la sezione
ritmica è variegata e dinamica al punto giusto, mentre la voce di Aymar
ha raggiunto una maturità invidiabile.
Vista la natura così compatta e la struttura classica dell'album
non voglio annoiarvi con troppe descrizioni, ma vale la pena di fare
una breve carrellata sui vari episodi dell'album, che riesce comunque
ad essere sufficientemente variegato. Si parte con "Speak To Me" e
"Dark New Life", che presentano molto bene lo stile del gruppo: tempi
serrati, ritmiche tese e nervose, grandi momenti strumentali e potenza
da vendere.
Allo stesso tempo, però, si nota quello che, a conti fatti, è
anche il limite più grande del gruppo: il songwriting è sì possente ed
energico, ma manca quella grande capacità di creare linee melodiche
killer, quel dono misterioso di saper dare alle composizioni un
qualcosa in più rispetto agli altri dischi di genere. Il risultato,
quindi, è un lavoro formalmente ineccepibile, che però non può essere
considerato un vero e proprio capolavoro del genere.
Continuiamo il nostro viaggio tra le canzoni di "Be Gone" e
attraversiamo bordate come "No Remains", "Red Honor" con i suoi rimandi
agli Iron Maiden, mentre "Buried At Sea" vira su atmosfere più cupe ed
epiche, dipandando momenti più atmosferici ad altri più tipicamente
metallici. "Rats And Rope" non concede tregua, ma allo stesso tempo si
fa notare per il suo dinamismo strumentale; "Telepath" riprende lo
stile nervoso di cui parlavo all'inizio con scariche di adrenalina che
colpiscono allo stomaco e, infine, la title-track chiude il CD con il
suo incedere maestoso a coronare un lavoro degno di nota.
Insomma, come ho già sottolineato, il nuovo lavoro dei Pharaoh non
sarà una delle pietre miliari che segneranno il percorso dell'heavy
metal mondiale, ma credo che difficilmente un amante del genere potrà
rimanere deluso da questo lavoro. Una piacevole conferma.
(Danny Boodman - Giugno 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Pharaoh: pharaoh@solarflight.net
Sito Pharaoh: http://www.solarflight.net/
Sito Cruz Del Sur Music: http://www.cruzdelsurmusic.com/