PHANTASMAGORY
Odd Sounds

Etichetta: Moon Records
Anno: 1999
Durata: 46 min
Genere: techno-death


Questo è il primo album degli ucraini Phantasmagory, un gruppo totalmente sconosciuto al di fuori dei paesi dell'ex Unione Sovietica, ma che meriterebbe le prime pagine di ogni rivista per la qualità della propria musica. Lo stile di questo album rappresenta un'evoluzione di quello del demo "Phantasmagoria" (trovate la rece): abbiamo sempre un techno-death molto intricato e con parti influenzate dal jazz (simile a "Spheres" dei Pestilence), ma stavolta i Phantasmagory hanno aggiunto delle parti legate al prog metal ed un pizzico di musica classica.
Nell'album sono contenute 6 canzoni (di cui 1 strumentale) ed un'outro. La line-up è rimasta invariata rispetto al demo, quindi abbiamo Sergey Progrebnoy alla voce, Edward Miroshnichenko alla chitarra (principale compositore e vero leader del gruppo), Boris Baklitsky al basso, Valeriy Klimets alle tastiere e Valeriy Vorobyov alla batteria.
Se il demo alla fine risultava molto cervellotico e di difficile ascolto, questo album invece risulta un po' più immediato ed accessibile. Questo non vuol dire che le composizioni siano più facili e meno complesse, anzi! Semplicemente c'è più melodia, e la musica scorre più facilmente. Le canzoni restano però molto intricate, con dei riff complessi e sincopati, ed una sezione ritmica molto precisa ed elaborata. In questo album le tastiere vengono usate in maniera diversa dal demo, in quanto stavolta non svolgono più un ruolo prettamente di contorno, ma hanno un ruolo primario, come se si trattasse di un'altra chitarra. In pratica chitarra e tastiere sono sempre lì ad incrociarsi e a duettare, a scambiarsi gli assoli ed a tessere trame melodiche complesse e spaziali.
Si nota la volontà del gruppo di incorporare nel proprio stile degli elementi presi dal prog metal e dalla musica classica. L'esempio più lampante è "Everlasting Change (Season's)", una canzone quasi totalmente strumentale di 16 minuti, in cui troviamo decine di riff, tonnellate di melodie, assoli di basso, riferimenti alla musica classica (Vivaldi su tutti, d'altronde il titolo parla chiaro...), parti vagamente simili ai Dream Theater di "A Change Of Seasons" (anche qui parla chiaro il titolo, heheheh), e pure uno stacchetto melodico di facilissima presa. La voce è sempre un growl soffocato, a cui vengono aggiunte delle parti parlate, quasi sussurrate, proprio perché il cantato non ha un ruolo di spicco, ma di completamento della musica.
La produzione è ottima, con dei suoni pulitissimi e belli potenti, mi sembra quasi impossibile che un gruppo ucraino che si autoproduce un album da solo sia riuscito ad arrivare a questi livelli. La confezione è buona (tenendo conto che si tratta di una cassetta...), la copertina è stampata a colori e rappresenta un disegno di alcune sfere, cubi e tetraedri blu in volo sopra a delle montagne e con dietro un bel fulmine... insomma, a sti Phantasmagory piacciono gli artwork schizzati, hehehehe! L'unica pecca è che non ci sono i testi.
In conclusione questo album è una vera gemma nascosta. Se siete amanti del techno-death vi consiglio molto vivamente di farlo vostro, qui siamo ad alti livelli. Lo consiglio anche agli amanti del prog metal che riescono a sopportare la voce in growl (il cantato è simile come stile a quello dei Carcass di "Heartwork", ed è molto meno presente). Per comprarlo vi consiglio di rivolgervi alla Odium Music (trovate la pagina nella sezione Mailorder), la versione su cassetta costa veramente poco. E' pure disponibile (ad un costo leggermente maggiore) la versione su CDr (quella che ho comprato io).
(teonzo - Ottobre 2002)

Voto: 9


Contatti:
Mail: autsun@mail.ru
Sito internet: http://phantasmagoryband.tripod.com/




Parliamo un secondo dei qui presenti Nessuno. Innanzitutto date un'attenta occhiata alla rece di "Anamorphosis...", e così comincerete a capire il perché del clamore che si sta allargando a macchia d'olio sulla nostra zine attorno al nome dei Phantasmagory, come detto i nuovi signor Nessuno. Non sono nessuno perché la loro musica, da noi, è introvabile, il loro nome sconosciuto, il futuro inesistente (si sono sciolti), ma la qualità del songwriting... sbalordente. Ora come ora, l'unico modo per restituire un nome, una microscopica ma meritata fama, ai signor Nessuno, è quello di ordinare a prezzi vantaggiosi i loro lavori. Ne varrebbe la pena.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 8