PESTILENCE
Malleus Maleficarum

Etichetta: RoadRunner
Anno: 1988
Durata: 38 min
Genere: death


"Malleus Maleficarum" è il primo album degli olandesi Pestilence, uscito per l'etichetta olandese RoadRunner. All'epoca l'Olanda era un paese praticamente sconosciuto per il metal, c'era stato qualche gruppo ma nessuno di questi era riuscito a farsi notare al grande pubblico. C'era però una etichetta che stava emergendo, ossia la RoadRunner, grazie soprattutto all'aver scoperto i danesi Mercyful Fate. La RoadRunner è sempre stata una etichetta attenta alle nuove correnti che nascevano nella scena metal, verso la metà degli anni '80 aveva prodotto vari album thrash, e verso la fine degli anni '80 si trovò in prima linea a supportare l'esplosione del death metal (tanto per fare 3 nomi: Sepultura, Obituary e Deicide). "Malleus Maleficarum" fa parte di questa prima ondata di gruppi death metal, un'ondata che era capitanata dai DEATH, e che si ispirava a gruppi come Possessed, Kreator e Slayer.
Il nucleo storico dei Pestilence era composto da due ragazzi provenienti da famiglie di immigrati sardi, ossia Marco Foddis alla batteria e Patrick Mameli alla chitarra solista. In questo debutto erano affiancati da Martin Von Drunen al basso e voce (che rimarrà anche nell'album seguente, per poi entrare negli Asphyx e partecipare anche ad un album dei Comecon) e Randy Meinhard alla seconda chitarra (questo non so che fine abbia fatto dopo questo lavoro). Per concludere le note storiche aggiungo che l'album è stato prodotto da Kalle Trapp, uno dei produttori più attivi nella scena metal tedesca dell'epoca.
In questo album sono comprese 10 canzoni, di cui una è un intermezzo strumentale. Lo stile è un classico death di tipo primordiale, ossia una specie di thrash estremizzato, reso più scarno, più veloce e più cattivo, tutto il contrario di quella che era la tendenza della Bay Area dell'epoca. Le canzoni hanno tutte una struttura lineare e semplice, ed anche i riff non sono niente di assurdo od intricato, badavano solo al sodo e a fare tanto casino. Le parti più semplici sono quelle di batteria, veramente elementari e scarne, ma il bello era proprio questo: poca roba, poca tecnica, ma tanto grezzume per rendere marcia la musica, in maniera da non sfigurare con le tematiche trattate nei testi (tanto per fare due titoli, "Extreme Unction" e "Bacterial Surgery"). La voce è un growl primordiale, quindi non un growl cavernoso come diventerà consueto negli anni '90, ma un normale vocione sforzato e senza tonnellate di effetti.
Per fare qualche paragone, si può dire che questo album segue lo stile indicato da "Scream Bloody Gore" dei DEATH, o per fare un altro nome direi "Illusions" dei Sadus. Quindi una musica ancora fortemente legata al thrash, ma più estrema del thrash di quel periodo. Tanto per darvi un'idea, all'epoca questo tipo di album veniva definito "thrash da macelleria" e non ancora "death metal". La parola "macelleria" è quanto di più appropriato per descrivere questo album: questi 4 olandesotti fanno i macellai dall'inizio alla fine, anzi non completamente! Ci sono due parti melodiche e suonate senza distorsione in questo album, vale a dire l'intro di "Commandments" e l'intermezzo "Osculum Infame". In quest'ultima ci sono addirittura dei sintetizzatori suonati da Kalle Trapp, haahahahaha!!! Per il resto invece tanto casino atonale e tanto sano headbanging.
La produzione dell'album può sembrare brutta ai giorni nostri, ma non è assolutamente così. Certo, i suoni non sono puliti ed il volume in uscita non è altissimo, ma all'epoca così andavano le cose, ed era anche una caratteristica fondamentale! Un album come questo avrebbe perso gran parte del suo fascino se fosse stato registrato in maniera pulita e perfettina. Ad ogni stile musicale il suo tipo di produzione. La confezione è carina, in copertina c'è uno sfondo verdastro su cui è stato sovrapposto un disegno di squartamenti e torture varie.
In conclusione questo è un album che è rimasto poco conosciuto dal grande pubblico metal, quando invece non ha nulla da invidiare agli esordi di gruppi come Obituary, Sadus, Malevolent Creation e compagnia brutta. Tutta la discografia dei Pestilence merita di essere riscoperta, visto che si tratta di 4 album di alta qualità, e forse questo è il meno bello, pur restando degno di nota. Quindi se amate il death grezzo e senza fronzoli allora fatelo vostro, l'headbanging è assicurato dal primo all'ultimo minuto. Se cercate in qualche catalogo trovate la ristampa della Displeased su CD a mid-price, hanno rimasterizzato l'album ed aggiunto i due demo del gruppo.
(teonzo - Maggio 2003)

Voto: 8.5