PERSEPHONE'S DREAM
Opposition

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 69 min
Genere: Dark Wave Progressive


"Opposition" è il terzo lavoro per questa band americana, di cui ho già avuto il piacere di parlare il mese scorso in occasione della recensione del precedente lavoro dal titolo "Moonspell" (1999).
Rispetto a questo album, "Opposition" vede l'inserimento di Kim Finney alle tastiere e di John Tallent alle percussioni; come dicevo nella precedente recensione l'aspetto visivo della musica dei Persephone's Dream è così fondamentale che ora vengono considerati parte integrante della band anche Jonathan Fleischman e Audre, che curano rispettivamente l'aspetto scenografico dei live e quello relativo alla grafica e tutto ciò che ne è annesso.
Dal punto di vista musicale l'album presenta alcune differenze rispetto a "Moonspell": innanzitutto è un lavoro un po' più duro, nel senso che non ci sono più quegli evidenti richiami al pop, il sound stesso tende ad essere più cupo rafforzando l'aspetto darkeggiante delle loro ambientazioni. Nel complesso si sente che c'è un passo in avanti, è chiara un'evoluzione sia tecnica che compositiva: il disco è sicuramente suonato e prodotto meglio, si percepisce ancora di più la potenzialità, l'affiatamento, la bravura e la personalità della band.
Tuttavia per contro presenta molte analogie proprio come pregi e difetti: infatti dovrei proprio ripetermi... in pratica resta un lavoro molto evocativo, surreale, intenso, poetico, la cui comprensione diventa difficile se non ci si cala in pieno nell'ascolto isolandosi da tutto ciò che ci circonda. I brani sono più lineari e fluidi, il songwriting è sempre molto curato così come lo sono gli arrangiamenti.
Purtroppo durante l'ascolto si può cogliere una certa ripetitività a volte determinata dalla voce, a mio avviso uno dei punti deboli di questo disco; mi riferisco in particolare alla scelta delle linee vocali che risultano essere ripetitive e lagnose, visto anche il caratteristico timbro vocale della cantante. Quello che voglio dire è che in questo modo la voce di Karin secondo me non riesce ad essere adeguatamente valorizzata ed è un peccato.
Concludendo, posso dire che nel complesso "Opposition" vale come il predecessore "Moonspell", con l'unica differenza che le mie aspettative sono state un pochino disattese, cioè mi aspettavo qualcosa di più da questo lavoro. Resta un bel disco, però obiettivamente gli manca qualcosa. Ho scelto di togliere mezzo punto rispetto a "Moonspell" solo per questo motivo. Per il resto spero di avere la possibilità di ascoltare il prossimo che avrà come titolo "Synesthesia" la cui uscita era prevista per la fine di quest'anno.
(Disconnected - Dicembre 2003)

Voto: 6.5


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