PERMAFROST (GER)
Pervers & Geisteskrank
Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2006
Durata: 42 min
Genere: black metal
I Permafrost sono uno di quei gruppi che basano il loro stile musicale
esclusivamente nel minimalismo. Le loro canzoni sono composte da due,
tre giri al massimo, e non lasciano intravedere la benché minima
intenzione a sperimentare da parte del gruppo.
Sorvolando sull'intro di tastiera, dalla quale non è che mi
aspettassi chissà che cosa, basta ascoltare "Ein Zarter Körper", la
seconda traccia del CD: in cinque minuti sono ripetuti soltanto due
riff.
Proseguendo l'ascolto, "The Throne Of Satan" è basata
sull'alternarsi di un giro black fatto con i classici quattro accordi e
di uno rallentato, sempre molto semplice. Questo ha però una variante,
e di seguito c'è pure un arpeggio di chitarra e basso che devo
ammettere essere abbastanza affascinante. Peccato che una voce stonata
e totalmente fuori luogo, a metà tra parlato e cantato, rovini quello
che sarebbe stato il momento migliore dell'album.
Su "Das Nichts" compare un cantato che assomiglia alla voce di
Godkiller degli esordi (fino al MCD "The Rebirt Of The Middle Age"
compreso), ovvero un lamento agonizzante e straziato. Musicalmente, c'è
un riff cadenzato che costituisce l'intelaiatura della canzone, e uno
simile ma suonato ad una velocità superiore. Tutto qua, e stiamo
parlando di una composizione di ei minuti. Lo stesso cantato nella
successiva "Deprtession" si fa ancor più isterico e piagnucolante.
Potrebbe ricordare i Bethlehem, se non fosse che qui manca totalmente
di aggressività. Il brano in pratica è incentrato su un arpeggio,
interrotto da un paio di fraseggi in distorto, sul quale si alternano
una voce sussurrata e una specie di piagnisteo insopportabile. Il ritmo
è sempre uguale, lentissimo e monotono. Una canzone davvero brutta,
insomma, anche questa di oltre cinque minuti.
Le tracce seguenti (in totale sono dieci, intro compresa)
continuano su questa falsariga, costantemente all'inseguimento della
semplicità e dell'essenzialità a tutti i costi. La qual cosa la trovo
assai limitante, perché costringe i Permafrost a limitare enormemente
il loro raggio 'azione, finendo quasi inevitabilmente per ripetere se
stessi. Sono pochi i gruppi che sono riusciti a calamitare l'attenzione
con questo tipo di approccio musicale e meno ancora quelli che non si
sono svalutati col passare del tempo. Solo che in passato certe
soluzioni e certi modi di comporrepotevano anche funzionare, mentre
adesso non hanno alcun seno, dimostrano solo l'assenza di pesronalità e
di idee da parte del gruppo.
Le uniche canzoni fuori dagli schemi sono le conclusive "Tod
Geboren", un breve assalto black/hardcore cantata con voce strillante e
isterica, "T.O.D.", nella quale persiste l'ombra hardcore, mentre la
voce si fa più grave.
I Permafrost non hanno dalla loro dei riff davvero efficaci, che anche
se ripetuti all'infinito riuscirebbero comunque a piacere. Non sanno
andare oltre la banalità, a conferma di doti compositive inconsistenti.
Peggio ancora, quando provano ad introdurre qualche elemento nuovo nei
loro brani fanno addirittura peggio. Basti ascoltare le voci su un paio
di canzoni, oppure focalizzarsi sui tempi base riproposti in
continuazione. Non hanno neppure un bagaglio tecnico all'altezza,
altrimenti sono sicuro che proverebbero ad esprimersi a velocità
decisamente più sostenute.
E se quello che sono in grado di fare sono soltanto brani monotoni
e prolissi, allora permettete di dire che "Pervers & Geisteskrank"
non ha nessun motivo di essere ascoltato. Se proprio iete alla ricerca
di black metal tradizionale, con riff crudi e strutture delle canzoni
ridotte all'osso, allora piuttosto procuratevi gli album storici. I
titoli spero li conosciate già. Almeno spenderete i soldi per qualcosa
che ne vale la pena.
(BRN - Luglio 2007)
Voto: 4
Contatti:
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/