PENETRATOR
Penetrator
Etichetta: Sonic Age Records
Anno: 2005
Durata: 32 min
Genere: heavy power americano
No, no, non vi preoccupate: avete digitato il link giusto! Siete su
Shapeless e questa non è la pubblicità di un nuovissimo giocattolino
erotico con cui sollazzarvi (soprattutto voi donzelle), come avevate
pensato all'inizio.
Penetrator è solo il nome di un nuovo gruppo, il cui
scopo è piuttosto quello di prendervi a bastonate con del sano,
violento power metal d'oltreoceano.
La band, proveniente da Toronto (Canada), nasce dalla
collaborazione di due artisti: Bess Ross, chitarrista che, oltre ad
aver collaborato con Anvil, Brawl e Travelin' War, è stato anche il
roadie di Tony Iommi durante il tour di "Never Say Die"; e Maxel Black,
cantante dei Mastery e dei Maniacal.
Con loro troviamo anche David T. Green e Simon Vanderzand,
rispettivamente basso e batteria, a completare l'efficace sezione
ritmica.
La proposta del quartetto è piuttosto classica: un power metal
americano, influenzato da band come Eidolon, che trova il suo punto di
forza nei brani più aggressivi e dinamici. La preparazione tecnica
della band è piuttosto buona, soprattutto per quanto riguarda la
chitarra di Bess Ross, sempre agguerrito sia in fase ritmica che
solista.
Un po' meno convincente, invece, la prova di Maxel Black, che non
riesce ad essere sufficientemente potente, soprattutto quando si lancia
in improbabili acuti che vorrebbero fare il verso a Rob Halford e che,
più spesso, riescono solo a ridursi a un falsetto un po' nasale.
A livello di songwriting la qualità è piuttosto altalenante, anzi
'calante', visto che l'album, benché di durata ridotta, non riesce a
mantenere viva l'attenzione dell'ascoltatore dall'inizio alla fine.
I primi brani del CD, infatti, sono davvero convincenti: l'opener
"Unleash The Fury" e un piccolo gioiello di heavy metal ottantiano,
fortemente influenzato dai Judas Priest più classici. Davvero ottima in
ogni sua parte, dalle linee melodiche, fino all'assolo di Bess Ross.
Molto buone anche le successive "Spread The Mind" e, soprattutto,
"Guns And Whiskey", con il suo andamento catchy, capace di fare presa
immediata sull'ascoltatore.
Particolarissima anche "Muso In A Bottle", un pezzo alcolico che
si appoggia su poderose linee di basso che sorreggono degli accordi
acustici molto groovy. Convincente anche la prova vocale di Mazel
Black, nella sua interpretazione ubriaca, che mi ha fatto tornare alla
mente un certo metal sudista alla Down e Black Label Society.
Da qui l'album, a mio parere, subisce un leggero calo: il
songwriting resta piuttosto buono ma sembra quasi che la band abbia già
utilizzato le sue cartucce migliori e si limiti ad andare avanti per
inerzia.
Dove, infatti, troviamo pezzi ancora buoni, sebbene un po' ripetitivi,
come "Adultress" e "Templars Of Hate"; troviamo anche alcuni brani
noiosi come "Penetrator" e "Wheels Of Justice".
Il punto più basso dell'album lo si tocca senza dubbio con "Shock
Therapy", un brano davvero imbarazzante che ruota praticamente su due
riff, suonati incessantemente 'a motosega'. Se questo non bastasse, a
peggiorare il tutto ci pensa Maxel Black, con le sue urla lancinanti e
poco convincenti, una specie di King Diamond poco ispirato.
In conclusione, quindi, possiamo dire che i Penetrator hanno
composto un album discreto con delle punte di tutto rispetto (l'opener
e "Muso In A Bottle"), che si lascia ascoltare piacevolmente ma che,
ancora, presenta dei limiti che non lo rendono certo un'uscita
indispensabile.
Per ora, dunque, mi limito a dare loro una sufficienza abbondante
e aspetto il nuovo lavoro, dove spero che la band riuscirà a
focalizzare le potenzialità emerse in questo primo CD.
(Danny Boodman - Luglio 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Penetrator: info@penetratorpower.com
Sito Penetrator: http://www.penetratorpower.com/
Sito Sonic Age Records: http://www.sonicagerecords.com/