PATHOSRAY
Pathosray

Etichetta: Sensory Records / Intromental Promotion
Anno: 2007
Durata: 52 min
Genere: progressive metal


Fa piacere vedere un'etichetta come la Sensory Records, da sempre impegnata nel diffondere il verbo del progressive metal di qualità, interessarsi ad una band italiana. In fondo è innegabile come la scena nostrana sia davvero ricca di realtà degne di nota, senza contare il fatto che, ormai, il prog di casa nostra ha raggiunto delle connotazioni ben precise e riconoscibili.
I Pathosray, comunque, non sono facilmente inquadrabili in quel panorama di prog italico, anzi, si rifanno più decisamente alla scena americana, appoggiandosi a nomi di colossi onnipresenti come Dream Theater e Symphony X.
A questo punto molti potrebbero storcere il naso, pensando immediatamente all'ennesimo gruppo clone, senza personalità, senza stile, impegnato solo a emulare i vari Petrucci, Romeo e compagnia. Ebbene, questo per fortuna non accade e il debutto dei Pathosray, pur non essendo esente da difetti, gioca delle buone carte. È vero, la proposta del quintetto friulano è abbastanza classica, legata in gran parte a quelle strutture tipiche che, per quanto intricate, risultano abbastanza prevedibili ad un ascoltatore abituale del genere; allo stesso tempo, però, ci sono diversi elementi che controbilanciano il tutto.
Andiamo con ordine, però, e iniziamo presentando questi ragazzi. La band nasce nel 2000, inizialmente con il nome di N.D.E., e ben presto esce il primo demo, "Strange Kind Of Energies", registrato nel 2001 e ripubblicato l'anno successivo, una volta assunto il nome Pathosray. Dopo i consueti assestamenti di line-up, la band trova la sua formazione ideale, che comprende Marco Sandron (voce), Luca Luison (chitarra), Fabio D'Amore (basso), Ivan Moni Bidin (batteria) e Giampaolo Rinaldi (tastiere). Nel 2006, quindi, viene dato alle stampe un secondo demo, "Deathless Crescendo", e subito dopo il primo full-length "Pathosray", che frutterà al gruppo un contratto con l'etichetta statunitense.
Eccoci quindi arrivare a questo album d'esordio, che già si presenta ottimamente grazie alla bella copertina di Mattias Norén (Evergrey, Ayreon, Kamelot ecc..) e al perfetto mixaggio ad opera di Tommy Hansen (Helloween, Jorn, TNT ecc...).
Inseriamo il CD nel lettore e, dopo una breve introduzione di pianoforte, arriviamo subito al primo pezzo, "Faded Crystals", che è il perfetto biglietto da visita per la musica dei Pathosray. Veniamo assaltati da una trama di strumenti che si intrecciano e giocano ottimamente sull'aspetto ritmico delle canzoni; gli otto minuti trascorrono senza sosta e man mano ci si accorge di quei punti di forza di cui vi parlavo. Per prima cosa, ovviamente, la perfetta preparazione tecnica dei singoli musicisti: la sezione ritmica non perde un colpo, le tastiere di Rinaldi si dividono senza problemi tra accompagnamento e momenti solisti, la chitarra di Luison domina la scena e su tutti svetta la splendida prova canora di Marco Sandrin, un vero e proprio gioiello di versatilità e interpretazione.
Oltre a questo, poi, c'è un'altra cosa che ho apprezzato: lo stile aggressivo e compatto del gruppo, che in un brano come "Lines To Follow" mi ha ricordato qualche passaggio dei Nevermore e anche un certo power metal roccioso alla Angel Dust.
Fin qui il tutto sembra davvero di ottimo livello e per la prima metà del CD il livello non scende, pur mantenendo qualche ingenuità di fondo che è assolutamente normale per un gruppo al primo album; sfortunatamente, però, lo stesso non si può dire per la seconda parte del lavoro, che magari non avrà pezzi pessimi, ma per qualche motivo non riesce ad entusiasmare, lasciando addirittura spazio a momenti di noia. È come se dopo lo scatto iniziale, il gruppo si fosse ritrovare ad arrancare prima della fine della corsa, forse a causa di un songwriting promettente ma non ancora brillante.
È con vero dispiacere, quindi, che non riesco a promuovere a pieni voti il lavoro dei Pathosray: so che questi ragazzi hanno le carte in regola per poter creare qualcosa di eccelso, ne hanno le capacità e devono solo centrare meglio il bersaglio. Il mio consiglio è di non avere paura di osare, ma di lasciare libera la loro creatività. Detto questo, comunque, il debutto dei friulani merita sicuramente un ascolto e, anzi, spero che i lettori di Shapeless possano tenere d'occhio questa nuova promessa del prog metal italiano.
(Danny Boodman - Novembre 2007)

Voto: 7


Contatti:
Mail Pathosray: http://www.pathosray.com/
Sito Pathosray: http://www.pathosray.com/

Sito Sensory Records: http://www.lasercd.com/

Sito Intromental: http://www.intromental.com/