PATEK XIII + RES NULIUS
Split CD
Etichetta: Let Them Come Records
Anno: 2007
Durata: 79 min
Genere Patek XIII: heavy oscuro con varie influenze
Genere Res Nulius: black metal / musica strumentale
Uno split anomalo. Anomalo e brutto.
Anomalo perché i due gruppi non si assomigliano per nulla,
stilisticamente sono lontanissimi. Quindi, è difficile che possano
piacere entrambi allo stesso modo, e perciò anche chi apprezzasse uno
dei due, per forza di cose (salvo rarissimi casi) troverebbe
interessante solo metà del CD.
Brutto per un sacco di motivi: nessuno dei due gruppi sembra
all'altezza, la registrazione lascia molto a desiderare, la veste
grafica è ridicola (salvo il retrocopertina), e per di più il CD è
interminabile, quasi quasi si potevano fare due album al posto di
questo split.
Patek XIII e Res Nulius, entrambi provenienti dalla Polonia, sono
gruppi sconosciuti, specialmente fuori dall'Est Europa. Non avendo una
biografia sotto mano, non so dire quando si siano formati e cosa
abbiano pubblicato, ma presumo siano agli esordi.
I Patek XIII propongono dieci canzoni che spaziano attraverso vari
generi. Ora possono sembrare heavy metal, ora thrash, ora hard rock,
ora qualcosa altro ancora. La voce è una specie di scream, estremo
rispetto alla musica, duro per via della lingua polacca. Le chitarre
alternano riff stoppati, altri grintosi, qualche parte pesante
(l'inizio di "Yamamba" è in stile death, lentissimo e cavernoso) e
qualche altra velenosa (la fine di "Mastodont" strizza l'occhio al
black"), assoli melodici, arpeggi etc. C'è un po' di tutto, in genere
contornato da un alone cupo e orrifico. Il grosso problema è che da
salvare c'è molto poco, quasi ogni passaggio o suona banale, o
monotono, o ridicolo, o noioso. C'è molta varietà nella musica dei
Patek XIII, ma invece che contribuire a rendere interessante la
proposta, la fa sembrare troppo eterogenea, rarefatta e priva di un
senso. Ci sono troppe stranezze, le canzoni non hanno una loro
impronta, paiono un puzzle riuscito male. A proposito di stranezze, la
settima traccia si intitola "Lucio Fulci" e per metà è cantata in
italiano, ovviamente con una pronuncia non perfetta (ridicola per noi
italiani, anche se almeno potremmo apprezzare le intenzioni).
A tutto questo di deve aggiungere una produzione molto alla buona, priva di profondità e dai suoni molto grezzi.
Con Res Nulius passiamo ad un black metal lento, casalingo,
costruito su un susseguirsi di arpeggi distorti e accompagnato da una
drum machine artificiale e lontana. Le canzoni sono interminabili,
alcune sforano gli otto minuti, senza avere una struttura ben precisa.
A tratti sembrano improvvisate. C'è anche qualche esperimento
improbabile, come la straccia "Perpetual Journey", costruita soltanto
sul piano.
La voce è uno scream strozzato ed effettato. Prolisso è uno degli
aggettivi che descrive meglio lo stile di questa one-man-band. Riff
banali, o comunque non certo pretenziosi, sono ripetuti come fossero
dei capolavori imperdibili.
Altra caratteristica è la presenza di tantissimi tempi morti, nei
quali la chitarra è lasciata sola. In certi frangenti l'atmosfera non
sarebbe neanche malaccio, ma nel complesso le sette tracce di Res
Nulius sono insostenibili, sterili e prive di emozione. Anche in questo
caso, la registrazione non aiuta.
Non serve ragionarci a lungo, questo split è assolutamente da
evitare: composto, registrato e prodotto in maniera troppo frettolosa
da entrambe le band, confezionato alla bene e meglio dall'etichetta,
non sembra destinato a nessuno in particolare.
In tutta onestà, non vedo motivo perché qualcuno se lo vada a comprare. Un prodotto immaturo e inutile.
(BRN - Maggio 2008)
Voto Patek XIII: 4.5
Voto Res Nulius: 4
Contatti:
Mail Let Them Come Productions: let_them_come@o2.pl
Sito Let Them Come Productions: http://www.ltc.musiinside.pl/