PART OF ME
LOMDIC
Etichetta: UK Division Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2006
Durata: 30 min
Genere: alternative metal
"LOMDIC" è il primo full-length dei bolognesi Part Of Me, gruppo in
circolazione dal 2001 e con già l'EP "My Bloody Migraine" all'attivo.
La parola "LOMDIC" è costituita dalle iniziali della frase "Le Opere
Muoiono Dentro I Cassetti", ed è stato registrato nel 2006 presso lo
Studio 73 di Ravenna, sotto la supervisione di Paso. La formazione che
ha partecipato alle registrazioni ha visto Fabio Santachiara occuparsi
della voce, Anthony Mariano della chitarra, Andrea Commissari della
batteria e Carlos Pambianchi del basso.
La copertina di "LOMDIC" è tutta giocata su una monocromia rossa,
il cui disegno sembra un bassorilievo di difficile interpretazione. La
copertina funge anche da libretto, con una foto dei musicisti
sull'altro lato: tra l'altro, gli artisti sono indicati con dei numeri,
e non con i loro nomi.
"LOMDIC" contiene otto canzoni per trenta minuti di musica. Si
tratta di un full-length o di un MCD? Beh, io ho optato per la prima
opzione, come avrete potuto dedurre dalla prima frase di questa
recensione. Nel sito MySpace della band, però, un messaggio presente
nel loro blog lo definisce "EP", in contrasto con la biografia "LOMDIC"
che lo annuncia come full-length. Sia come sia, MCD o album, la cosa
non ha importanza ai fini della recensione. I dati numerici li avete,
perciò potrete trarre le vostre conclusioni. Quello che mi interessa è
commentare la musica presente nel CD. E dunque, cos'hanno da proporci
questi bolognesi (che per la precisione vengono da Monghidoro, paese
della provincia)?
Innanzitutto, il quartetto propone una musica complessa,
realizzata professionalmente e registrata alla grande. Dal punto di
vista della professionalità, "LOMDIC" non presenta pecche. Il suono è
ottimo: espressivo, cupo, potente e nitido. E le canzoni sono eseguite
con grinta e passione, un'attenzione maniacale al particolare, ed una
cura certosina nell'esecuzione. La voce di Fabio è espressiva e
potente, e piuttosto eclettica. La chitarra è una miniera inesauribile
di sonorità. La sezione ritmica sà far male e sà accarezzare, e spesso
riesce ad ipnotizzare l'ascoltatore. Tutte le canzoni, nessuna esclusa,
sono in possesso di un buon equilibrio di fondo, che le rende
apprezzabili al primo ascolto e pienamente fruibili anche negli ascolti
successivi. La melodia gioca un ruolo fondamentale, ma senza rubare le
scene alla sovrapposizione dei suoni, alle ricercatezze
dell'arrangiamento ed ai trip ai limiti della psichedelia, che riescono
ad imbambolare l'ascoltatore, affascinandolo e disturbandolo al tempo
stesso.
Tutto molto bello quindi. I Part Of One sanno ciò che stanno
facendo, e si dimostrano abili e dotati. Potrebbero considerarsi quasi
esenti da critiche se... se non spiattellassero in modo così evidente
ed inequivocabile il loro amore sviscerato per i Tool! Eh sì, lo
spettro del gruppo americano aleggia, anzi, spadroneggia per tutte le
otto tracce. La scelta dei suoni, le ritmiche particolari, alcuni
passaggi nel cantato, l'arrangiamento, tutto è assolutamente
Tool-dipendente! E più si ascolta "LOMDIC", più la cosa si fa evidente.
Allora, sono d'accordo che i musicisti ci mettano cuore ed anima
(aenima?), e che le canzoni siano obiettivamente belle... però
l'aderenza al modello è eccessiva, e pure irritante, perchè
ridimensiona il valore dei musicisti. Perchè tanta tecnica e tanto
talento devono essere usati per ricalcare percorsi musicali già
sfruttati a dovere da un altro gruppo? Cioè, magari la cosa si potrebbe
anche fare, però non in modo così sfacciato! Certo, un fanatico dei
Tool adorerà questo CD, e non si può certo dire che "LOMDIC" sia
un'uscita brutta o trascurabile. Però lascia l'impressione che i Part
Of Me siano ancora molto, molto distanti dal trovare una dimensione
autonoma, e dal raggiungere una personalità ben definita. Capisco che
l'amore per un gruppo possa far nascere delle similitudini
impressionanti anche se il songwriting è genuinamente spontaneo. Però
occorre avere l'intelligenza di staccarsi dai modelli, e di provare a
muovere i primi passi da soli. Non per nulla, tra i brani più
significativi non posso che indicare "Genova", non fosse altro che per
l'utilizzo sporadico dell'italiano, e per l'effettiva bontà delle
scelte compositive, maggiormente personali che in altri frangenti. Per
quanto riguarda le altre canzoni, ritengo degne di attenzione la
traccia d'apertura "A Dark Spiral", "Judas Tree" (la loro "Schism") e
"Penis" (che originariamente doveva essere intitolata "Niente E'
Comparabile Al Mio Pene"). Ecco, anche questa insistenza sull'organo
genitale maschile (sul loro MySpace c'è scritto che il gruppo suona
come un "penis inside")
è di chiara derivazione Tool (quel vecchio logo disegnato da Cam De
Leon per il loro demo omonimo, canzoni quali "Hooker With A Penis", le
dichiarazioni di Keenan sul genere: "Tool (utensile) vuole intendere esattamente ciò per cui può essere inteso: è un grosso cazzo"). E poi, cavolo, il nome stesso della band: "Part Of Me", canzone del 1991 (già nel demo, ma riregistrata per "Opiate")...
Che dire quindi? Sicuramente i Part Of Me sono abili e capaci,
talentuosi e raffinati. Hanno un grande potenziale non sfruttato al
meglio, perchè soggiogato da un'infelunza troppo invadente e
soffocante. I musicisti dovrebbero, anzi, devono scollarsi di dosso il
fardello dei Tool, perchè non gli permetterà di affermarsi come realtà
autonoma. Le similitudini sono così tante e profonde che, sinceramente,
non credo che i Part Of Me riusciranno a camminare con le proprie gambe
in tempi brevi. Però hanno tutte le capacità per riuscirci.
(Hellvis - Luglio 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Part Of Me: http://www.partofme.it/
Sito UK Division Records: http://www.ukdivision-records.com/
Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/