PANIC ROOM
Equilibrium

Etichetta: UK Division Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2008
Durata: 41 min
Genere: alternative metal


La Alkemist Fanatix così come la UK Division Records stanno sfornando continuamente prodotti di ottimo valore, dando visibilità e corpo a band con buone prospettive e potenzialità; tra i nuovi gruppi usciti sotto l'egida della scuderia italiana ecco i toscani Panic Room; che con "Equilibrium" danno alle stampe un prodotto di valore internazionale e dalla buona appetibilità sonora.
"Dark Angel" apre il lavoro con le sue chitarre graffianti e pompate, per un mid-tempo abbastanza tradizionale su cui vanno ad inserirsi interessanti soli di chitarra, brevi accenni di synth e skratching. Un piccolo appunto alla voce; le linee di cantato sono continue, lineari e senza troppi cambi timbrici o melodici, tanto che alla lunga il tutto si trasforma in una lunga nenia, delimitandone non poco le potenzialità. Buonissimo il solo sul finale.
La velocità e l'incedere non aumentano; anche in "New State Of Confusion" partiture distorte si alternano a brevi passaggi puliti sulle strofe che poi si aprono e riempiono di nuova linfa ed energia lungo i bridges ed i chorus. Ancora una volta i cantati sono fiume, non seguendo metriche ben definite si sviluppano lungo linee melodiche continue; di ottima fattura e dal sicuro appeal i chorus, melodici, aperti ed orecchiabili. In "Attitude" i suoni si appesantiscono un poco; le chitarre acquisiscono maggior pesantezza mentre gli inserti di synth aumentano in portata e volume; metal moderno, nel senso più ampio del termine, tanto da ricordare in più di un'occasione gli americani Disturbed, sia per strutture compositive che per svolgimento melodico in generale. Davvero non male. E' con il quarto brano in scaletta, "Star", che i nostri sembrano finalmente trovare maggior coesione e fiducia nei propri mezzi, donando all'intero pezzo una grinta, un tiro ed un approccio davvero notevoli ed ispirati. I mezzi utilizzati sono quelli usati sin qui, ma il tutto sembra esser fatto con maggior professionalità, convinzione ed attitudine, riuscendo a bilanciare benissimo le partiture più dure con quelle più sentite e pacate, bilanciamento, questo, che serve poi da slancio per i passaggi successivi.
"Peddlers Of Resignation"; la componente moderna ed alternative trova qui maggior sfogo; gli inserti synth e le partiture spezzate trovano maggior spazio ed utilizzo, avvicinando ancor più le sonorità dei nostri ai più conosciuti Disturbed o, soprattutto, Incubus ( quelli di "Morning View").
Con "Disappointed" è facile notare come, pur non mancando le classiche componenti metal sia nei volumi che nelle sonorità, fuori escano dalle note profonde reminiscenze "pop"; tanta è l' ascoltabilità di certi passaggi e l'innata capacità dei Panic Room nel creare atmosfere e giri musicali assolutamente orecchiabili e coinvolgenti; certamente l' approccio e le strutture ritmiche richiamano ancora ad un certo metal, ma l'anima del brano è assolutamente "commerciale".
La velocità di base va ad aumentare nel brano seguente, "Take Me Away", dove ancora una volta si alternano lungo le ritmiche distorsioni e partiture pulite, atte ad incentivare i vari cambi melodici ed umorali che, alla fine, contraddistinguono il brano. Tutto ruota intorno ed in funzione dei chorus, aperti, melodici e vigorosi, donando sì, una maggior ascoltabilità ma limitando anche, a mio parere, le soluzioni sonore dei nostri, obbligati musicalmente ad un'estenuante ricerca del riff e della melodia vincenti. "Crazy Bullet" sembra aver tutto per poter divenire una propria e vera hit di valore; groove intenso, impatto, stacchi improvvisi, crescendo e chorus vincenti, senza tralasciare il suo spirito ruffiano ed accattivante. I numerosi spunti funk sulle ritmiche e le strofe maggiormente aperte rendono anche "About My Life" assolutamente radio friendly; professionale, ben prodotta e strutturata. Anche in "Change", decimo pezzo del lotto, non vi è niente di particolarmente innovativo, se non l'alternarsi continuo tra partiture più dure e robuste e fraseggi più leggeri e sentiti. Bravi.
Tocca quindi a "The Person I Knew" chiudere il lavoro; le numerose influenze alternative trovano qui maggior spinta ed occasione di sfogo, soprattutto lungo le strofe più sostenute e vigorose, punteggiate da chitarre robuste e da una sezione ritmica particolarmente affiatata e saltellante. Ancora una volta, però, è l'annosa ricerca del ritornello o del riffing vincente a tutti i costi a debilitare alla lunga il tutto. Peccato.
Che dire quindi; produzione sonora di ottimo livello, packaging professionale e ricco, contenuti musicali apprezzabili, convincenti e di sicura e facile presa. Un altro gruppo a cui dover dare fiducia, chances ed appoggio. Ve ne fossero.
(Pasa - Marzo 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Panic Room: http://www.myspace.com/panicroomworld

Sito UK Division Records: http://www.ukdivision-records.com/

Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/