PANIC
Fact
Etichetta: Metal Blade
Anno: 1993
Durata: 39 min
Genere: thrash metal
"Fact" è il secondo album dei Panic, dopo l'esordio "Epidemic" del
1991. I Panic suonavano thrash e parlando di 1991 e 1993 penso di aver
già detto molto, se non tutto. Se nel 1991 l'interesse per il thrash
metal era veramente basso, nel 1993 la situazione era eddirittura
peggiore e possiamo dire tranquillamente che "Fact" passò del tutto
inosservato o quasi. Tutto tirava più del thrash, dalle contaminazioni
più disparate al death metal, dall'interesse crescente per un certo
tipo di heavy/power metal all'esplosione commerciale del black metal...
Insomma, dischi di thrash vero e proprio ne uscivano ben pochi. Basti
pensare alle uscite del periodo dei "nomi grossi"... tra rallentamenti,
scioglimenti, cambiamenti di genere ecc. ben pochi dischi del periodo
possono essere definiti "thrash". Questa era la situazione, in linea di
massima. E non potevano essere i Panic a cambiare lo stato delle cose.
"Epidemic", il precedente lavoro, fece notizia anche perchè prodotto
dai due chitarristi degli Exodus. "Fact" fu prodotto invece dagli
stessi Panic e da Marc Sanesac (non proprio uno sconosciuto, per i fan
degli Exodus), con risultati comunque buoni.
I Panic comunque erano un gruppo non di primo piano e non avevano
le qualità per emergere in un contesto ostile. Già qualche anno prima
il loro thrash di maniera, ben eseguito ma abbastanza anonimo e
impersonale, avrebbe probabilmente avuto difficoltà a farsi notare più
del dovuto. Nel '93 poi, le orecchie dei metallari erano tutte - o
quasi - rivolte altrove.
Musicalmente "Fact" non si discosta molto dall'album precedente. Stiamo
sempre parlando di thrash crudo e diretto, dotato di buon tiro e con
una certa predisposizione ai tempi e ai riff "spezzati" (ad esempio
"Burn One"), piuttosto secco nei suoni. E come nel precedente album...
se anche a piccole dosi i nostri riescono a convincere e trascinare
alla lunga l'insieme risulta piuttosto ripetitivo e monocorde. Non
basta qualche rara concessione melodica a variare più di tanto le sorti
del disco.
Brani come "Hit And Dragged" o "Hell No Fuck Yes" scorrono senza
lasciare segno e anche cose come "Rotator", con un chorus leggermente
più aperto,
convincono veramente poco.
Uscire dal seminato porta qualche buon risultato, vedi la semiballad
abbastanza scontata ma tutto sommato ascoltabile "Gone Bad" o "Two
Things (XYY)", sicuramente è uno dei miglior brani del disco , con il
suo bel riff strisciante nella prima parte.
Convincono sicuramente la trascinante "Close My Eyes And Jump" e
anche l'iniziale "Die Tryin'", ma è troppo poco... Il disco è privo di
momenti vincenti e viaggia nell'anonimato fino alla fine, con pochi
passaggi degni di attenzione.
Insomma, riffing di chitarra ben eseguito ma piuttosto monotono,
bel basso martellante e metallico, voce molto "cruda" e urlata e
batteria molto presente e più predisposta a creare groove molto potenti
piuttosto che sparate veloci: questi erano, più o meno i Panic.
I collezionisti di thrash americano dovrebbero trovare in "Fact" qualche motivo di interesse.
Gli atri possono tranquillamente passare oltre.
(Linho - Novembre 2010)
Voto: 6