PAIN CONFESSOR
Turmoil
Etichetta: Megamania
Anno: 2004
Durata: 40 min
Genere: thrash/death melodico
Con "Turmoil" debuttano i finlandesi Pain Confessor, sotto contratto con la conterranea Megamania. L'album è stato registrato e mixato tra maggio e giugno del 2004, ed è uscito nel settembre dello stesso anno. Il gruppo è composto da Veslayer e Tuomas alle chitarre, Make alla voce, Pasi alla tastiera, Mikko K. al basso e Mikko L. alla batteria. Nella biografia pervenutami dalla Megamania è tracciata in sintesi la storia musicale dei membri del gruppo. A quanto pare tutti i componenti fuorché il tastierista hanno suonato in precedenza con altri gruppi thrash e death influenzati dai vari Meshuggah, Machine Head, Sepultura, Pantera.
Quanto proposto ora nei Pain Confessor non ha nulla a che vedere invece con i gruppi citati, ma con una storia recente comune a decine e decine di gruppi specialmente svedesi. Mi riferisco all'ondata pazzesca di emulatori (a volte veri e propri imitatori) di Soilwork ed In Flames (ultimi album). Il gruppo finlandese, pur appartenendo a questo filone per quanto riguarda melodie e ritornelli, nelle strofe attinge a piene mani da gruppi come Darkane e Terror 2000, sempre svedesi, ma con componenti molto più marcatamente thrash rispetto ai due citati in precedenza. Per questi motivi descrivere "Turmoil" non è difficile. Come detto le strofe sono composte da riff essenzialmente di matrice thrash, quasi mai eseguiti velocemente. Il più delle volte si spazia tra mid tempo e accordi piuttosto semplici e ripetuti nelle strofe.
Non c'è da aspettarsi nulla di particolarmente intricato, il marchio dei Pain Confessor è proprio questo: suonare in modo diretto e senza fronzoli. I ritornelli intervengono puntuali come un orologio dopo l'esecuzione della prima strofa, e costituiscono un momento importante in ogni brano. Essi sono caratterizzati dalla voce pulita di Make, spesso accompagnata da cori in secondo piano. Nella seconda parte di alcuni brani come "Fiery Thorns", "Hollow Souls", "Poor Man's Crown", o la bella "Soul Eraser", rispetto alle strofe convenzionali sono presenti degli stacchi più morbidi, che rappresentano momenti interessanti del disco. In questi casi il thrash/death ossessionante è messo da parte in favore di uno stile che mi ha ricordato molto i Sentenced del periodo intercorso tra "Amok" e il MCD "Love And Death". La stessa voce di Make che in questi momenti diventa leggermente roca assomiglia proprio a quella di Taneli Jarva (ex-cantante/bassista dei Sentenced). Altre volte i brani, come "Underworld" o "Lake Of Regret", sono secondo il mio parere troppo brevi e senza spunti tali da incidere. La tastiera dà un buon supporto atmosferico al tutto, è usata davvero frequentemente ma non opprime mai il suono massiccio delle chitarre. La voce di Make è nel complesso convincente, tuttavia nelle parti pulite non è esattamente il massimo. Essa è abbastanza varia: principalmente è uno screaming non molto cattivo, del tutto simile al primo cantante dei Darkane, Lawrence Mackrory.
Nel complesso è un CD che contiene caratteristiche che potrebbero soddisfare persone che ascoltano anche vari generi e che non sono fossilizzati (come il sottoscritto) sul vecchio death melodico. In particolare se siete amanti dei Soilwork questo è un CD adattissimo a voi.
(EverEve - Gennaio 2005)
Voto: 7
Contatti:
Sito Pain Confessor: http://www.painconfessor.com/
Sito Megamania: http://www.megamania.fi/