OZLOMOTH
Involution

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 32 min
Genere: symphonic death/black


Ecco che dalla vicina Francia, precisamente da Tolosa, arrivano a noi ed alle nostre orecchie gli Ozlomoth, band symphonic black metal dalle forti influenze death. I nostri hanno all'attivo già un primo lavoro, ben accolto in patria e che a permesso loro di esibirsi molto dal vivo, come, peraltro ben evidenziato dai vari video e dalle molte foto presenti sul sito ufficiale.
Come ben specificato dalla band stessa sul nuovo lavoro è stata utilizzata una drum-machine e solo a registrazioni ultimate è entrato a far parte del gruppo, Waylander, il nuovo batterista. Il booklet di "Involution" pur essendo scarno ed essenziale colpisce per la bellissima foto di copertina, un vecchio casolare abbandonato ricoperto, nascosto e soffocato dal fogliame e dalla boscaglia; in bianco e nero, fredda, cupa, insomma come piace tanto al sottoscritto.
Come detto in precedenza il gruppo francese è dedito ad un classico death/black metal dalle forti atmosfere sinfoniche, figlio legittimo di Dimmu Borgir, primi Cradle Of Filth e simili; tutti i canoni dei generi suddetti vengono rispettati, ossia, lunghe introduzioni e bridge lasciati alla sola tastiera o pianoforte, dal gusto classico, struggente, dove le melodie e le atmosfere risultano spesso accattivanti e pregne di pathos, degne colonne sonore per uno qualsiasi dei tantissimi film horror del momento; vedi "Involution (Part. 1)" e la finale "Immortals". Rifferama velocissimo, graffiante, dal tipico suono freddo e tagliente, dove le chitarre vanno ha creare un muro di suono impenetrabile e maligno, dove il suono singolo diviene un tutt'uno e risulta veramente difficile distinguere una chitarra dall'altra; in generale le melodie sono subito memorizzabili e dal facile impatto, anche se a parer mio niente viene fatto per personalizzare il tutto, sia per i suoni che per i riff stessi, facilmente catalogabili e risentiti. La voce merita un capitolo a parte; Eyghon, infatti alterna le molte parti in puro scream, sempre graffianti, ruvide e sporche a growl pesanti, super gutturali che spesso e volentieri vanno a fondersi completamente con le chitarre e la doppia cassa, in modo da creare un unico "rumore" di fondo, indistinguibile e cacofonico. Nota veramente dolente del tutto, l'utilizzo della drum-machine; il suono troppo, eccessivamente, ricco di medi della stessa, rende la doppia cassa impercettibile ed in taluni momenti i troppi effetti utilizzati vanno ad inficiare il lavoro di tutti gli altri strumentisti, creando un vero e proprio pastone sonoro, dove non esistono i singoli strumenti. La titletrack così come il terzo brano "Tortures & Discordes", colpiscono comunque nel segno, miscelando agevolmente e con buon gusto le varie atmosfere prodotte; gli stacchi, numerosi, rendono i brani scorrevoli, passando da dure e pesanti partiture death a vere e proprie sfuriate di puro e classico black di scuola norvegese. Gli Ozlomoth non pretendono, in fondo, di inventare granchè, ma pensano solo a comporre e portare in sede live le sonorità da loro sempre apprezzate e seguite; per cui l'ascolto di questo "Involution" è consigliabile solo a chi ancora non conosce perfettamente i generi suddetti e vi si sta avvicinando solo ora; per chi, invece, vive a pane ed Emperor i nostri potranno risultare fin troppo risentiti e banali, ricascando inevitabilmente nel dimenticatoio e nell'enorme calderone formato da tutte quelle band, molte, che ancor non hanno trovato il coraggio, l'ispirazione o la voglia di creare qualcosa di proprio ed originale. Peccato, ma anche per questa volta l'evoluzione deve saper aspettare.
(Pasa - Agosto 2007)

Voto: 5.5


Contatti:
Mail: ozlomoth@free.fr
Sito internet: http://www.ozlomoth.free.fr/