OVERKILL
The Years Of Decay

Etichetta: Megaforce / Atlantic
Anno: 1989
Durata: 56 min
Genere: thrash


Non so come iniziare questa recensione, anche perché TYOD è uno dei miei album preferiti! Io penso che alcuni gruppi come gli OverKill (e sto parlando di Testament, Slayer e pochi altri) non vanno ascoltati e giudicati, perché sono come la Roma... vanno amati e basta! Ok, anche gli OverKill hanno avuto dei bassi in carriera ("I Hear Black" è semplicemente brutto), ma anche nei momenti non esaltanti della loro carriera si sono sempre impegnati a dare il 100% in energia e potenza, veri e propri maestri di coinvolgimento ed intrattenimento in concerto. E' inevitabile finire a parlare dei loro distruttivi live show (me ne sono pappati 3 finora) perché per chi non li ha mai visti on stage non può capire quello che è un concerto degli OverKill! Si è sempre detto che in concerto gli OverKill riescono ad esprimere quello che non riescono a dire su CD, ed in parte è vero, a volte le loro produzioni suonano un po' fredde, quasi distanti, ma non sempre, come nel caso di "The Years Of Decay", dove comunque le canzoni sono assolutamente fantastiche. Il CD si apre con la speed song (ma sempre nel loro classico stile) "Time To Kill" per poi proseguire con "Elimination", un titolo che la dice lunga sulla natura della canzone, ancora oggi cavallo di battaglia nei concerti. "I Hate" non si fa certo intimidire dalle precedenti canzoni spingendo ancora sull'acceleratore. Un break si ha con "Skullcrasher", song sulfurea molto vicina ad un certo tipo di doom pesante e spacca collo. Il CD si chiude con una canzone che io reputo fra le 10 migliori Thrash song: "E.vil N.ever D.ies"!!! Pura violenza senza compromessi, velocità e cattiveria, questa è END, sempre presente (tranne qualche eccezione nei primi anni '90) nella track list dei concerti. Le altre canzoni? Potenti e massicce, con riff di chitarra semplici ma molto efficaci, basso di DD Verni che pulsa come solo lui sa fare e la voce di Bobby Blitz a farla da padrone su testi che non lo mandano a dire, pieni di rabbia, come solo in pochi sanno fare senza cadere nel ridicolo. Gli OverKill sono un'istituzione del metal (e non solo del Thrash), che però non hanno mai avuto i consensi che meritavano, ma a loro questo non frega niente, vanno avanti con i fans al loro fianco, sfornando di volta in volta grandi album al passo con il tempo senza per questo vendersi alle mode del cazzo.
(Tamas - Aprile 2002)

Voto: 9


Contatti:
Sito internet: http://www.wreckingcrew.com/




Gli OverKill meritano enorme rispetto per il fatto di essere uno dei pochi gruppi thrash (assieme a Tankard e Sodom) ad aver continuato a sfornare album con continuità senza tradire il loro stile. Questo è uno dei loro lavori che preferisco, ma non me la sento di metterlo nei migliori lavori thrash della storia. E' un album molto buono, lo consiglio a chi ha già i lavori principali e storici del thrash. Oltretutto si trova senza difficoltà, ed a mid-price, dettaglio da non sottovalutare. Una nota a parte va fatta per la voce aspra e corrosiva di Blitz: o la si ama o la si odia, quindi attenzione a chi potrebbe odiarla...
(teonzo - Aprile 2002)

Voto: 8



Disco molto buono questo "The Years Of Decay". La voce di Blitz è il solito ghigno isterico e stridulo e D.D. Verni al basso martella a più non posso sulla doppia cassa di "Sid" Falck; buono l'operato di Bobby Gustafson alla chitarra, che ogni tanto piazza qualche riff particolare - vedi "Nothing To Die For" - in mezzo a tanta potenza. Da segnalare la particolare atmosfera creata da "Who Tends The Fire", il bel riff tagliente di "Nothing To Die For" e l'ottima "Elimination", uno dei classici della band (ci fu anche un video per questo brano). Ma sono da ascoltare anche la sfuriata conclusiva "E.vil N.ever D.ies", "The Years Of Decay" (basata su un arpeggio che sfocia in un marziale mid tempo) e classici pezzi alla OverKill come "Birth Of Tension" o "Time To Kill". L'unico pezzo che non mi ha mai convinto è lo stanco sabbathiano "Skullcrusher", per il resto si tratta, ripeto, di un disco meritevole.
(Lihno - Ottobre 2002)

Voto: 8.5