OUTCAST
First Call/Last Warning
Etichetta: Thundering Records
Anno: 2005
Durata: 45 min
Genere: death/thrash
Dopo il buon MCD "The Source Of All Creation" (recensito sulle pagine
di Shapeless), per gli Outcast è il momento di approdare sulla lunga
distanza. "First Call / Last Warning" non delude le attese, anche se
non è il botto che mi sarei aspettato.
Con l'opener "Evolution" e "The Supreme Descendance", ci si
accorge subito che la proposta musicale del quintetto si è incattivita
ulteriormente. Le ritmiche sono più veloci, con un sacco di parti
grind, gli stacchi sono frequenti e la voce, al solito, trasuda rabbia
e cattiveria. Lo stile degli Outcast si pone dunque a metà tra
Sepultura, ultimi Testament e soprattutto The Haunted. Riff stoppati
accanto episodi abbastanza tecnici, melodie dissonanti ed accelerazioni
spietate compongono l'ossatura di "The Same Face From Passion To
Hatred". Un suono compatto e granitico caratterizza ogni singola
canzone. Per certi versi, quindi, si può dire che quest'album si ponga
come il degno successore di "The Source Of All Creation", con un sound
che si è evoluto in maniera naturale verso lidi più estremi. "Delirium
Tremens" è forse l'esempio migliore di quanto scritto finora: questa
canzone si colloca a metà tra i The Haunted più incazzati e i Sepultura
di Roots, con un cantato cattivissimo, un assolo di ottima fattura ed
alcuni riff devastanti, prima di un'insospettabile arpeggio melodico
che precede il finale nuovamente sugli scudi. Purtroppo alla lunga
questa ricetta mostra dei limiti. La violenza di alcune canzoni è
troppo fine a sè stessa e rischia di lasciare indifferenti. Ci sono
pezzi riuscitissimi ed altri sottotono. La successiva "Lusting For
Knowledge", ad esempio, ha un ritornello fenomenale, mentre la strofa è
troppo spezzettata per essere incisiva. Il talento c'è eccome, ma non
sempre gli Outcast riescono a sfruttarlo al meglio per mettere a segno
i loro colpi. Con la strumentale "Deus Ex Machina" si può tirare il
fiato, prima del nuovo assalto firmato "A Way Of Substitution". Seguono
"Voices", "To What I Belong" e "Inner Wisdom", canzoni che confermano
quanto detto finora. Sempre rimanendo ben aderenti al proprio stile, ma
provando ad introdurre qualche timida variazione (tempi dispari e riff
thrasheggianti) gli Outcast ci regalano ulteriori prove della loro
abilità, anche se non fanno gridare al miracolo. E' la conferma che il
gruppo ha dato alla luce un album buono, ma forse fin troppo compatto e
monolitico.
La produzione del disco è ineccepibile: i suoni sono corposi e
potenti, ma anche nitidi. Un vero e proprio muro, soprattutto nei
momenti tirati. Anche l'esecuzione rasenta la perfezione, precisissima
e pulita. Neanche sulla veste grafica si può recriminare. Il libretto,
di otto pagine, contiene testi e foto. Purtroppo questi sono solo gli
aspetti secondari: prima di tutto va valutata la musica.
In definitiva, "First Call / Last Warning" è un album che merita
di essere ascoltato. Gli amanti del genere sono avvisati. Ma non solo a
loro è indirizzato questo disco: se vi state addentrando pian piano nei
meandri del metal estremo, gli Outcast potrebbero fare decisamente al
caso vostro, soprattutto se non siete ancora abituati alle voci growl.
Neanche le ritmiche sono esasperate come nel death tradizionale,
nonostante la notevole aggressività che sprigioni. Provare per credere.
(BRN - Ottobre 2005)
Voto: 7
Contatti:
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c/o Clément Mauro
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