OSTROGOTH
Full Moon's Eyes (EP)

Etichetta: Mausoleum
Anno: 1983
Durata: 17 min
Genere: Speed/Epic Metal


Molti fra coloro che leggeranno questa recensione si staranno chiedendo chi diamine sono questi sconosciutissimi Ostrogoth. La band in questione proviene dal Belgio e nel 1983 produsse un autentico classico presso la Mausoleum, sfigata e dimenticata casa discografica.
La copia in vinile di questo lavoro è ricercatissima e ambita da tanti collezionisti, anche se intorno al 1995 molti titoli della Mausoleum (fra cui l'omonimo disco degli Steeler di Axel Rudi Pell), sono stati ristampati in versione CD, incluso questo piccolo capolavoro. La musica proposta dal gruppo è epicamente grezza e veloce per l'anno di uscita, quello che stupisce è proprio il constatare che gli Ostrogoth suonavano qualcosa che altri gruppi divenuti più importanti non avevano ancora concepito.
Le quattro tracce del mini LP sono accattivanti, ricche di quel classic metal Britannico che ha fatto la gloria di Maiden e Priest, unite ad una velocità che indubbiamente posso catalogare come Speed Metal (a parte gli Exciter ed i nascenti Metallica non erano poi così tante le band a suonare così veloce in doppia cassa...).
L'album si apre con l'arpeggio medioevaleggiante della title-track, che non sfigurerebbe nei primi dischi dei Manowar, interrotto da un autentico assalto di batteria, velocissimo e spietato per tutta la durata della canzone, che termina alla grande dopo pregevoli melodie e chorus d'impatto.
La seconda traccia 'Heroe's Museum', parte letteralmente a manetta, nel senso più vero della parola, con la doppia cassa sempre in primo piano e i chorus belli e coinvolgenti. Grande song anche la successiva 'Paris By Night, dall'inizio vagamente maideniano, mentre su 'Rock Fever' si riparte veloci come un treno, su un tappeto melodico straordinario. Non c'è nient'altro da dire, questo EP è veramente bello, chissà che con maggiore fortuna e seguendo questa strada cosa avrebbero potuto fare gli Ostrogoth, i successivi album non avevano canzoni così belle e veloci e la band si eclissò nell'anonimato.
Sicuramente hanno avuto il merito di essere stata la prima band a suonare heavy metal classico a queste velocità, dei pionieri sconosciuti dello Speed Metal, molto prima che venisse dato alle stampe il fondamentale 'Helloween Ep' degli Helloween.
Se riuscirete a trovarlo miracolosamente in qualche fiera del vinile, (o cosa ancora più rara in formato CD) mi darete ragione e ve lo terrete ben stretto come un piccolo tesoro!
Keep The Metal Faith!
(Muad'Dib - Maggio 2002)

Voto: 9.5



Queste sono veramente quattro buone canzoni, piene dell'energia irruente che l'heavy metal riversava sugli ascoltatori ai tempi d'oro del genere. La title track ha il solo difetto del ritornello vocale ripetuto ad nauseam, ma e' giusto per cercare il pelo nell'uovo. In evidenza la batteria, che per l'epoca suonava davvero in maniera potente. No class: just raw power here! E "Rock Fever" dimostra come si poteva suonare metal veloce senza usare dei dannati trigger.
L'EP e' stato poi ristampato su CD assieme all'eccellente successivo "Extasy And Danger" (che grandissimo album!!) su un unico disco, quindi se lo trovate in giro e amate il metal defender dovete acquistarlo a scatola chiusa.
(Mork - Giugno 2003)

Voto: 8.5