ORPLID
Sterbender Satyr
Etichetta: Auerbach Tonträger / Prophecy Productions
Anno: 2006
Durata: 60 min
Genere: neo folk
Terzo full-length per i tedeschi Orplid, autori di un neo folk bucolico
e minimalista di grande interesse, sia per le atmosfere rarefatte ed
evocative che riesce a creare, sia per la sorprendente abilità con cui
la band comunica emozioni con dei suoni semplici e minimalisti.
La band, composta da Frank Machau (autore di tutte le musiche e
cantante) e Uwe Nolte (curatore dei testi, della parte grafica e, in
generale, del concept che sta dietro al progetto Orplid), è attiva fin
dal 1997, anno in cui pubblica il suo debut album autointitolato, che
poi verrà ristampato nel 2000 dalla Prophecy Productions. Nel 2003 il
duo tedesco pubblica "Nächtliche Jünger" seguito, tre anni dopo, dal
nuovo "Sterbender Satyr".
Come dicevo in apertura, la musica degli Orplid è un neo folk minimale
e affascinante, che pesca dalla tradizione acustica tedesca, fondendola
con tappeti di tastiere ed inserti elettronici, sempre molto discreti,
che con il loro battere pulsante e ripetitivo, ipnotizzano
l'ascoltatore, trascinandolo in lontani paesaggi sonori. La copertina è
molto bella e curata e rappresenta un primo piano di un uomo (o più
probabilmente un satiro) con in mano un flauto di Pan.
Si parte con "Der Letzte Ikaride", una breve canzone in cui si
staglia la voce profonda di Machau su un tappeto di campanelle e
organo. L'atmosfera è triste, malinconica, avvolgente e le poche note
della canzone non suonano scarne e vuote ma, al contrario, vengono
valorizzate. Si continua con la bellissima "Auf Deine Augen Senk Ich
Schlummer", tre minuti di sola chitarra acustica e voce che rievocano
il folk più puro e antico. A mio parere, uno degli episodi più belli
del CD.
Con "Die Seherin" gli Orplid si spostano su territori ancora più
oscuri, vicini all'ambient più funerea. Le tastiere si dilatano in un
rifluire continuo, mentre le parti vocali vengono affidate ad
un'appassionata e drammatica voce femminile che, ora cantando, ora
sussurrando, declama i versi di Nolte. Ottimo, in questo brano, l'uso
di percussioni e loop di batteria elettronica, che aumentano il senso
di trance che pervade la canzone.
Le atmosfere si fanno ancora più rarefatte nella traccia
successiva, "Instrumental I", un semplice intermezzo di tastiere
liquide, che ci introducono ad "Amils Abendgebet", una delle tracce più
lunghe del CD con i suoi sette minuti e mezzo. La voce di Machau torna
a recitare con enfasi, accompagnato da una bella melodia acustica e da
un efficace sottofondo ritmico di una batteria elettronica. Anche in
questo caso il minimalismo sonoro degli Orplid non pesa affatto, anzi,
non fa altro che sottolineare anche i momenti di pausa, i silenzi, gli
echi, che diventano altrettanto significativi.
"Erster Frost" prosegue sulla stessa linea del brano precedente,
mentre "Gesang Der Quellnymphe" vede il ritorno della voce femminile,
che canta una nenia, una sorta di litania ossessiva, su un
accompagnamento elettronico che sembra 'ribollire', come se una strega
stesse recitando antichi incantesimi su un calderone in una caverna
piena di echi e sussurrii.
Delle gocce di xilofono e un crescendo quasi sinfonico caratterizzano
"Intrumental II", che ci guida dritti fino a "Sang Am Abend", l'unico
brano che recupera la forma-canzone, ricordando la dark wave degli anni
'80 e, in particolare i Cure. Un altro piccolo gioiello di questo
sorprendente "Sterbender Satyr".
Dopo questo momento di respiro, si torna all'ambient più
opprimente con "Heimkehr", anch'esso giocato sulla voce di Machau e su
un martellante accompagnamento di percussioni; mentre la conclusione è
affidata alla title-track, una lunga composizione di nove minuti, che
mostra ancora il lato più malinconico del gruppo, con linee melodiche
di oboe e tastiere tristi e cullanti.
Un lavoro affascinante e curato, ricco di piccoli particolari e
accorgimenti che ne aumentano il valore. Un lavoro difficile, anche,
che necessita di numerosi ascolti e, soprattutto, una predisposizione
psicologica a proposte sonore intimiste e struggenti. La certezza,
comunque, è che se riuscirete a penetrare nei meandri sonori creati
dagli Orplid, scoprirete un universo da cui è difficile staccarsi.
(Danny Boodman - Aprile 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Orplid: nolte@orplid.de
Sito Orplid: http://www.orplid.de/
Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/
Sito Auerbach Tonträger: http://www.auerbach.cd/