ORPLID
Greifenherz
Etichetta: Auerbach Tonträger / Prophecy Productions
Anno: 2008
Durata: 54 min
Genere: neo folk
La prima volta che ho ascoltato la musica degli Orplid è stato circa un
paio d'anni fa, dopo la pubblicazione di "Sterbender Satyr", il terzo
album di questo interessantissimo due tedesco formato da Frank Machau,
che si occupa della parte musicale, e Uwe Nolte che invece compone i
testi e si occupa del concept visivo che sta dietro agli Orplid.
All'epoca ero rimasto dapprima basito e poi,lentamente,
affascinato da questa bizzarra realtà musicale, che sembrava
concentrare dentro di sé anime diverse: da una parte la gelida
marzialità teutonica era dettata da ritmi secchi e militaresti, con un
uso dell'elettronica che toglieva ulteriormente calore alle
composizioni; dall'altra, invece, quasi a rievocare il satiro del
titolo, comparivano strani momenti pastorali, con chitarre acustiche e
passaggi neo-folk.
Ero molto ansioso, quindi, di ascoltare questo "Greifenherz", che
tradotto significa "Cuore di Grifone": bene, da un certo punto di vista
posso dire che le attese non sono state deluse, visto che la quarta
fatica degli Orplid è un ennesimo lavoro di grande spessore, ma allo
stesso tempo temo che,per quanto mi riguarda, non si sia ripetuta la
magia di "Sterbender Satyr".
Iniziamo parlando di un dato oggettivo: questo "Greifenherz" è un album
molto più oscuro del precedente; sembra proprio adatta la scelta del
grifone come simbolo dell'album, con il suo fare altero, nobile, così
diverso dalla figura del satiro, da sempre associata al selvatico, al
vino e alla natura più indomabile. Sono praticamente scomparsi i
momenti folk, o meglio, ci sono dei passaggi acustici (come in
"Schwertgesang"), ma sono comunque più aridi, con la musica che imbocca
senza esitazione quel sentiero grigio, sterile e pietroso che è
l'aspetto più austero della proposta degli Orplid. La musica si riversa
con implacabile rigore nell'animo dell'ascoltatore e noon sembra
lasciare spazio alla speranza, concedendo solo qualche squarcio di luce
alla voce di Sandra Fink, che impreziosisce alcuni brani.
Prendiamo per esempio la seconda traccia, "Luzifer", che mette in
musica un poema di Rolf Schilling: la voce declamante di Machau ci
guida all'interno di una tempesta stridente, fatta di suoni distorti e
graffiati. Archi lancinanti e taglienti aggiungono un alone spettrale
al tutto, mentre una ritmica ossessiva si ripete incessantemente.
"Totenesche", con la bravissima Sandra Fink alla voce, colpisce per il
suo alone stregonesco e maligno, dove il pianoforte rintocca con
spettrale forza; "Myrmidonenklage" ipnotizza con rumori e disturbi,
mentre un suono secco di glockenspiel picchia una melodia portante;
"Des Sperbers Geheimnis" è forse l'episodio più melodico, grazie a dei
suoni più morbidi e melliflui; "Gesang An Den Horusfalken" è
praticamente un'altra opera di Schilling declamata da Machau; mentre
"Falken-Eid II" rievoca un po' il folk del precedente album. Infine non
si può non citare "Traum Von Blashyrkh", un tributo al black metal
degli Immortal realizzato con una nenia vocale di Sandra, percussioni e
un tappeto sinfonico di tastiere.
Insomma, bisogna ammettere che c'è molto in questo "Greifenherz" da
scoprire ascolto dopo ascolto, il CD è indubbiamente molto buono, ma
devo ammettere che questa dimensione troppo claustrofobica della musica
degli Orplid non riesce a comunicarmi le stesse sensazioni di
"Sterbender Satyr". Non metto assolutamente in dubbio che per molti
potrebbe essere l'esatto opposto per gli stessi motivi, ma è proprio
questo il bello della musica più profonda e difficile. Comunque sia,
anche questo nuovo album degli Orplid merita tutto il supporto e il
rispetto che si deve all'opera di artisti di grande talento.
(Danny Boodman - Novembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Orplid: nolte@orplid.de
Sito Orplid: http://www.orplid.de/
Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/
Sito Auerbach Tonträger: http://www.auerbach.cd/