ONCE WAS SILENCE
Death Notes
Etichetta: autoprodotto / Extreme Agency
Anno: 2008
Durata: 37 min
Genere: death/alternative metal tecnico e d'avanguardia
Nell'aggiornamento passato, ho commentato il demo "Orphan Warped Sun"
dei lombardi Once Was Silence. Proprio per questo, evito di dilungarmi
sulle notizie biografiche del gruppo, perchè le ho già riportate nel
mio articolo precedente. E' importante però ricordare al lettore, in
due parole, il mio giudizio relativo al demo del 2006: interessante,
personale, molto tecnico ma a volte un po' dispersivo. L'unico vero neo
del demo poteva essere trovato nella struttura di alcune composizioni,
che soffrivano di poca naturalezza. Certi passaggi sembravano incollati
ad altri, senza una soluzione di continuità convincente.
"Death Notes" è il primo full-length degli Once Was Silence. Per
l'occasione, il gruppo ha deciso di corredare l'album con un artwork
oscuro (la copertina, in bianco e nero, ci mostra il pavimento di un
vecchio edificio, con delle pale appoggiate ad una parete), e
alternativo (i testi sono stampati in parte come se fossero stati
scritti a mano).
La formazione che ha inciso il disco consiste in Federico e
Sabrina alle voci, Dario e Riccardo alle chitarre, Piero al basso, Luca
alla batteria e Francesco alle percussioni.
E' maturato il gruppo dal 2006? Ci sono delle differenze
sostanziali tra il nuovo disco, e quanto la band ha prodotto in
precedenza? Leggete questa recensione, e lo scoprirete!
Il brano introduttivo non ha titolo, però ha il sottotitolo
"(Notizia)": è un breve strumentale vigoroso e tirato, sul quale la
voce maschile si limita a recitare un testo. Mano a mano che il brano
si sviluppa, il suono si fa sempre più slabbrato e distorto. Infine,
l'introduzione sfocia in "Reality (Negazione)": praticamente, le due
composizioni sono attaccate. La qualità del suono salta subito
all'orecchio: ci sono stati dei passi avanti nella produzione, dai
tempi dei demo. Il lavoro di Giuseppe Morazzoni e del suo IndyRecords
Studio è impeccabile. La canzone si apre con una melodia particolare
intonata dalla voce di Sabrina, accompagnata dal ritmo nervoso ma dal
volume contenuto dei suoi compagni. Si sente anche il suono di organo,
suonato dall'ospite Chris "L'Alchimista" Duncan. Nel ritornello, la
musica si fa decisamente più potente, con la voce di Sabrina sostenuta
dal growling di Federico. Dopo che questo semplice schema si ripete una
prima volta, la canzone si libera in tutta una serie di variazioni di
stampo death. Da sottolineare il lavoro delle percussioni di Francesco,
che rendono la proposta degli Once Was Silence ancora più ricca e
gustosa. Rispetto alle canzoni del demo "Orphan Warped Sun", "Reality
(Negazione)" è meno schizofrenica, e la melodia è utilizzata in modo
più convincente ma, ahimè, anche più convenzionale.
"#" è un intermezzo composto sempre dall'ospite Chris. La musica è
spezzettata e trattata, e riproposta come una creazione a metà strada
tra il noise e il dark ambient.
"Hate (Rabbia)" parte come una classica composizione death metal,
resa particolare dai vocalizzi teatrali di Sabrina che si sovrappongono
al gutturale di Federico. Insomma, solita formula proposta però in una
salsa diversa. Le melodie cromatiche della cantante, hanno talvolta un
retrogusto doom. Però l'anima del gruppo, come ho scritto nella
recensione del demo "Orphan Warped Sun", è death metal. E la cosa è
evidente ascoltando il riffing di chitarre e basso, la pesantezza del
suono, le accelerazioni repentine e comunque la violenza esecutiva.
Ottima la ritmica, ben sostenuta dalle immancabili percussioni e dalla
batteria impeccabile di Luca.
La quinta traccia è un nuovo intermezzo inquietante di dark
ambient, questa volta senza titolo. Tali intermezzi non sono inutili,
ma donano espressione a "Death Notes" nella sua interezza.
"Godward (Contrattazione)" è aperto in modo gotico, espressivo e
bellissimo. Sabrina interpreta una melodia malinconica e delicata,
accompagnata da una batteria che accarezza le pelli e da un lavoro
stupendo e dolce del basso. L'intervento della voce di Federico,
urlata, spiana la strada alla potenza distorta delle chitarre. La
canzone assume toni intensi e tesi, con la melodia in primo piano. Ed è
proprio il suono liquido di una delle chitarre, a dare al tutto quel
sapore dark/gothic che, è noto, è parte integrante del background dei
musicisti. La canzone prosegue per la sua strada, dal volume potente e
dall'aspetto quasi ipnotico, senza conformarsi a modelli eccessivamente
scontati. Certamente, "Godward" è un brano molto diverso da "Reality",
tanto per fare un esempio. Però questi sono gli Once Was Silence.
Inoltre, nonostante le differenze notevoli tra una canzone è l'altra,
il suono conferma una coerenza di fondo. Perciò ci sono stati dei
miglioramenti nel songwriting del gruppo, più naturale e maturo sotto
tutti i punti di vista. Ultima nota: l'arrangiamento è arricchito dai
soliti effetti di Chris.
"ØØØ" è l'ultimo intermezzo del CD. Ad esso segue la canzone "Dig
(Depressione)", che inizialmente non sembra sorprendere più di tanto
l'ascoltatore, con la sua melodia piuttosto alternativa ma anche in
linea con quanto ascoltato altre volte, da altre parti. La musica
rimane su territori espressivi e confidenziali, con il lavoro della
cantante sempre in primo piano. Il death si rifà vivo nella seconda
parte, con la musica più pesante. Il finale rende bene il sottotitolo
della composizione, esprimendosi in un linguaggio death/doom
distruttivo e negativo al massimo.
"To The Light (Accettazione)" è contraddistinta da un buon lavoro
delle due voce, con Federico che si esibisce sia in vocalizzi puliti
che nel consueto gutturale. Il death metal è sempre meno puro, ma è
mescolato a tante altre influenze provenienti da più generi. La melodia
ha assunto un ruolo di rilievo, e dei generi più estremi rimane la
pesantezza e determinate trovate ritmiche, oltre che lo stile di
Federico. Come molte delle canzoni di "Death Notes", anche "To The
Light" insiste su ritmiche contenute, che danno la possibilità a
Sabrina di esprimersi al meglio. Tra l'altro, i suoi vocalizzi si sono
fatti più convincenti, perdendo l'intonazione teatrale eccessiva del
demo precedente. La canzone cresce d'intensità fino al finale, sorretto
da una ritmica marziale.
Con "Death Notes" gli Once Was Silence hanno sicuramente
perfezionato molti aspetti della loro proposta musicale. Lo stile di
Sabrina è molto meno teatrale ed enfatico, rispetto al passato. Ma
soprattutto le composizioni scorrono meglio, non ci sono parti
accostate a forza l'una all'altra, nè sono presenti contrasti
eccessivamente stridenti. La cosa non può che farmi piacere, perchè
dimostra che il gruppo sta maturando giorno dopo giorno, e che il suo
potenziale sia altissimo e, a parer mio, ancora tutto da scoprire.
"Death Notes" è un lavoro stimolante, indicato a chiunque cerchi
qualcosa di nuovo e di personale. Probabilmente gli amanti del death
metal ad oltranza potrebbero storcere il naso, ascoltandolo, perchè
l'elemento death diventa sempre meno preponderante mano a mano che il
CD avanza. E' anche vero però che proprio grazie al sostegno di gente
dalla mentalità aperta, che gli Once Was Silence e i gruppi simili
riescono a trovare stimoli per proseguire nel loro percorso. E tutto
questo va sostenuto, contro l'uniformarsi della proposta musicale
offertaci sia dal mercato mainstream, che da quello underground. Ammiro
il gruppo per il suo desiderio di sperimentare, di rendere la loro
musica un veicolo originale per comunicare emozioni, o semplicemente
per il puro gusto di un godimento musicale totale. Assegno al CD un
7.5, che è un bel voto per un album. Ricordo che il 7 che ho assegnato
al demo va inteso, come al solito su Shapeless, come un voto relativo
ad un demo. E sui demo si utilizzano parametri di giudizi diversi
rispetto a quelli di un album ufficiale. Quindi, non è solo un mezzo
punto quello che divide "Death Notes" da "Orphan Warped Sun": la
differenza è maggiore. Un 7.5 per un album è un voto di tutto rispetto.
E spero col cuore che gli Once Was Silence procedano per la loro strada
con passione, volontà di ricrearsi sempre e tanta intelligenza. Sono
sicuro che hanno la capacità di farlo, e che ci regaleranno negli anni
futuri dei lavori sempre più belli ed interessanti.
(Hellvis - Settembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Once Was Silence: oncewassilence@libero.it
Sito Once Was Silence: http://www.owsows.com/
Sito Extreme Agency: http://www.extremeagency.org/