ON-OFF
Ribcrasher
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2010
Durata: 42 min
Genere: (hard) rock
I lombardi On-Off nascono nel 1998 per divertimento ed iniziano a
suonare cover di vari gruppi e artisti tra il rock, l'hard rock e il
blues. Solo poco più tardi si specializzano in una apprezzata tribute
band degli Ac/Dc, cosa che garantirà loro un buon numero di date dal
vivo negli anni a venire.
Il gruppo però ha intenzione di dedicarsi anche alla composizione
di pezzi propri e negli ultimi anni l'attività di tribute band procede
parallelamente a quella di band vera e propria, solo che per quanto
riguarda il tributo la formazione è la classica a 5 degli Ac/Dc
(batteria, basso, chitarra ritmica, solista e voce), negli On-Off
"originali" il chitarrista Teo si occupa anche della voce.
Nel 2010 esce "Ribcrasher", primo album ufficiale degli On-Off.
Chi mi conosce sa che non apprezzo particolarmente le cover band.
Men che meno le tribute band. Insomma, posso apprezzare chi fa le cover
di sottofondo in una birreria o chi dedica un tributo a un
artista/gruppo che non c'è più (un tributo a Janis Joplin, ai Led
Zeppelin, ai Genesis può anche avere ragione di esistere...), non
concepisco chi si mette a tributare artisti viventi che magari passano
dall'Italia con una certa frequenza, con situazione spesso ai limiti
del ridicolo o del grottesco (musicisti incapaci, gente che suona con
la parrucca per somigliare al musicista di turno, pose e smorfie varie
ecc.). Parere prettamente personale. Detto questo, ecco, non so come
siano gli On-Off versione tributo agli Ac/Dc dal vivo e non mi
interessa saperlo; gli On-Off di "Ribcrasher" invece sono molto buoni.
I dieci brani che compongono il disco pescano ovviamente a piene
mani dal repertorio Ac/Dc, con un leggerissimo tocco melodico in più, e
una voce meno graffiante ma comunque valida. I brani sono ben costruiti
e suonati, il Cd è prodotto molto bene ed i pezzi funzionano alla
grande. Chitarre e basso si intrecciano/alternano con mestiere nello
scandire riff rockeggianti ascoltati chissà quante volte ma sempre
efficaci, il tutto accompagnato da una batteria precisa e pulita (e mai
invadente), come Phil Rudd insegna. Non c'è praticamente una nota fuori
posto, il gruppo gira e "tira" alla perfezione, gli assoli sono ben
curati e integrati con i pezzi.
E' veramente difficile trovare brani che si elevano sopra gli altri
per qualità, ripeto... non voglio apparire blasfemo ma "Ribcrasher" non
sfigura assolutamente con la produzione dei fratelli Young del dopo
"Back In Black".
Una menzione forse per il brano d'apertura "Ribcrascher", praticamente
una dichiarazione di intenti, e per il pesantissimo incedere di
"Steamroller Blues" ma la qualità è costantemente alta e potrei
tranquillamente indicarne uno dei restanti otto.
L'unico problema, se così vogliamo chiamarlo, e' che se togliamo al
disco tutto quello che c'è di AC-DC non rimane praticamente niente.
Ovviamente sarà una cosa voluta, ma sarebbe auspicabile in un prossimo
lavoro mettere qualcosa di più personale, non dico iniziare a suonare
thrash o black metal, ma almeno togliersi di dosso - su disco -
l'etichetta di tribute band che potrebbe diventare limitante in futuro.
Per chi ama gli Ac-DC un acquisto obbligatorio.
Gli altri considerino comunque l'ascolto perchè nonostante le
perplessità iniziali siamo di fronte a un gruppo veramente valido e a
un disco che se solo "bollato" Ac-DC venderebbe centinaia di migliaia
di copie.
Gran bel disco.
(Linho - Febbraio 2011)
Voto: 8
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