OMEGA LITHIUM
Phoenix

Etichetta: Drakkar Records
Anno: 2009
Durata: 39 min
Genere: gothic metal / electro goth


Eccoci qui con un nuovo progetto pop targato Drakkar Records! Ops, ho detto pop? Intendevo metal, gothic metal, per la precisione, ma sapete com'è, in certi casi il limite tra i due generi non è poi così distinto. In fondo pop sta per popular e vi assicuro che i ragazzi della Drakkar hanno studiato bene questo progetto sperando di farlo diventare il più popolare possibile.
Naturalmente non c'è niente di male in questo e di sicuro nessuno cerca di spacciare questo CD per un vessillo del metallo più tradizionale, eppure a mio parere questo è il classico album tutto fumo e niente arrosto. Mi spiego meglio: visto che nella biografia la band e l'etichetta si lanciano in grandi paralleli alchemici spiegando tutto sul litio, la formalina e via dicendo, anche io resto sulla stessa strada e vi racconto quella che, a mio parere, potrebbe essere stata la formula chimica pensata per far esplodere il fenomeno dei croati Omega Lithium.
Prendete un bell'alambicco e mettete a bollire un po' di Lacuna Coil ed Evanescence, quindi del gothic metal immediato, malinconico ma non troppo, con i chitarroni ben in vista e una suadente voce femminile; aggiungete una quintalata di effettistica tra l'EBM e i Theatre Of Tragedy del loro periodo elettronico, un pizzico di Deathstars e rifinite il tutto con una produzione laccata e tirata a lucido. Dopodiché prendete i quattro musicisti in questione e scattate un po' di foto, naturalmente facendo risaltare gli algidi occhi azzurri e la pelle candida dei tre tenebrosi maschi e, ancora di più, evidenziando la bellezza eterea e fragile della bionda cantante Mya, anch'ella fredda e irraggiungibile nel suo corpetto di pizzo blu e il suo boa di piume nere. Per concludere fate disegnare una bella copertina un po' alla Travis Smith, con una figura femminile mascherata, fiori secchi e colori freddi. Ecco, insomma, il risultato magari non finirà su MTV, ma più o meno si gravita da quelle parti e qualche bel migliaio di copie andranno via facilmente, che dite?
Quindi niente di male, una bella operazione di marketing musicale che punta su un fenomeno sì saturo, ma che ancora piace e quindi va bene così. Però. C'è un però. Non so come la pensiate voi, ma sotto sotto ci vuole un bel po' di sostanza perché tutto funzioni e personalmente non ce la vedo in questo CD: diciamo che per i primi tre/quattro brani va ancora bene, anche senza grande personalità, perché si miscela quanto ho detto finora con discreta abilità e quindi, se non si hanno pregiudizi sul genere, il tutto può anche piacere. Poi però le canzoni scorrono e viene fuori che i pezzi sono davvero tutti simili tra di loro, senza che il songwriting alla base sia davvero efficace: gli arrangiamenti e la prova dei musicisti sono scolastici, senza guizzi né particolari errori. Grattate via la patina di lucido che si vede in superficie, però, e rimarrà ben poco a cui aggrapparsi. Non so, non mi viene nemmeno da parlarvi di un episodio piuttosto che di un altro, perché alla fine sono tutti intercambiabili.
A questo punto non me la sento di consigliarvi a cuor leggero un disco così poco concreto: ho pensato per un po' a che voto dare agli Omega Lithium e sebbene la confezione e la realizzazione siano professionali e curati, questo a mio avviso non è abbastanza per far raggiungere la sufficienza a questo "Dreams In Formaline".
(Danny Boodman - Ottobre 2009)

Voto: 5.5


Contatti:
Sito Omega Lithium: http://www.omegalithium.com/

Sito Drakkar Records: http://www.drakkar.de/