OMEGA
The Prophet
(ristampa)
Etichetta: Metal Legions
Anno: 2002
Durata: 40 min
Genere: heavy/dark metal-rock
Gli Omega sono uno degli ultimi frutti dalla NWOBHM. In effetti nel
1985 la nuova ondata del metal inglese aveva già detto quel che aveva
da dire ed un album come "The Prophet" passò, è un dato di fatto,
abbastanza inosservato.
Non voglio raccontarvi che in quel periodo io c'ero e che ho
vissuto in tempo reale l'uscita di questo disco. Tutt'altro. La prima
copia di questo bell'album mi giunse infatti per posta sotto forma di
cassetta registrata. L'amico che me la inviò, mio mentore per anni, mi
disse che quello contenuto in "The Prophet" era "heavy metal sui
generis, con decise influenze progressive in generale e Pink Floyd per
quanto riguarda l'utilizzo della voce". Come non essere d'accordo?
Aggiungerei che l'album è dominato da un certo feeling oscuro, ma la
definizione di cui sopra calza a pennello.
L'ottima ristampa della Metal Legions (una divisione
dell'italianissima Comet Records) ci dice anche che gli Omega nacquero
dalle ceneri della metal band Apocalypse (autrice di un 45 giri) e
rilasciarono un demotape nel 1983 ("Alpha"), che consentì loro di
partecipare alla compilation "Metal Warrior" edita dalla Ebony. Ma
passiamo all'album in questione, pubblicato originariamente per la Rock
Machine.
Subito si inzia con "The Dark", un titolo che è una vera e propria
dichiarazione di intenti. La ritmica è scandita solo dal lento incedere
di basso e batteria e la voce di Nick Brent, impostata veramente alla
Gilmour/Waters, intona liriche oscure ("The
wind whispers my name / in a voice that will freeze your heart /
Welcome to my domain / I'll tear your senses apart / I am fear").
Il pezzo dura oltre cinque minuti e mezzo ed è uno di quei brani che
una volta sentiti ti rimangono cuciti addosso. L'apertura di chitarre è
molto classica (com'è bello sentire gli accordi che sfumano in maniera
naturale senza tagli artificiosi in studio!!!) e spezza più volte
un'andatura altrimenti "grave" e, volutamente, claudicante. Inaspettata
l'accelerazione a metà pezzo, una cavalcata che sembra presa di peso
dall'esordio degli Iron Maiden!! Una bellissima canzone, bissata subito
dopo dalla splendida "Shadow Of The Past". La costruzione della strofa
è molto delicata e appare chiaro perché "The Prophet" sia un album che
mise d'accordo amanti del prog e amanti dell'heavy metal. Gli Omega non
forzano l'esecuzione, non stoppano troppo le note, non premono troppo
spesso il piede sull'acceleratore... qui si punta sull'espressività,
sul pathos, sulle emozioni. L'assolo è anche stavolta introdotto da un
classico riff heavy metal, su cui si staglia un bellissimo tappeto di
tastiera, semplice ma dannatamente efficace (nel finale lo stesso giro
è ripreso come base per un bell'assolo di tastiera).
La canzone che dà il titolo al disco supera i nove minuti di
durata e si apre con un intro di tastiere miscelate a una chitarra
bellissima e "liquida". Stupendo l'impasto di suoni e colori che i
nostri riescono a creare con così poche note. Il cantato si alterna su
parti arpeggiate di chitarra e parti più dure e ... ehm...
"epicheggianti" e, per quanto magari formalmente non impeccabile,
riesce a donare brividi in continuazione. Qui viene fuori letteralmente
l'anima dei musicisti! L'assolo di chitarra è sviluppato su una ritmica
che avrebbe permesso a Randy Rhoads di fare il botto ma anche il buon
Steve Grainger se la cava, quantomeno in feeling. "The wrath of the gods is coming down on you",
si sente ripetere più volte durante la canzone con un incedere che
"cattura", letteralmente. Nel finale ci riprova anche Steve Grainer,
che questa si lascia andare di più e spara qualche sequenza più veloce
con discreti risultati.
"Yesterday's Children" si sviluppa su una cavalcata di chitarra
con la batteria a scandire charleston e cassa. Si tratta di una canzone
piuttosto nervosa, con stacchi frequenti,
I due pezzi che seguono sono un po' una storia a parte nel disco.
Infatti "Drive Me Crazy", già dal titolo, si discosta un po' da quanto
proposto in precedenza. Siamo molto vicini a un certo tipo di hard rock
venato di NWOBHM, il testo non fa eccezione ("I need your lovin' / I need your love / you drive me crazy"),
tanto meno la vena blueseggiante dell'assolo. Certamente non ci sono
pecche, però preferisco decisamente gli Omega nei loro passaggi più
introspettivi o nei loro momenti più evocativi. L'altro brano di cui
parlavo porta a firma della premiata ditta Lennon/McCartney, e non è
altro che una rilettura più muscolosa del classico "Day Tripper".
I quasi nove minuti del brano di chiusura ci riportano nel vero
mondo degli Omega. "The Child" è infatti un meraviglioso affresco
durante il quale Nick Brent arriva più volte a declamare "A blindman cries out / "I see the light!""
con un trasporto tale che ha quasi del commovente. A seguire la solita
accelerazione che ricorda i Maiden (e quindi anche i Purple....) e un
lunghissimo assolo durante il quale Grainer ha modo di scatenarsi,
prima del ritorno finale alla calma.
Dunque, lo ribadisco, un disco bellissimo: essenziale, privo di
orpelli e pavoneggiamenti vari, ma pieno di passione e note messe
insieme con sapienza e grandissimo gusto.
Questa ristampa della Metal Legions non contiene bonus track, né
gadget o altro, ma "solo" quaranta minuti di grande musica. Per me
basta e avanza.
(Linho - Marzo 2006)
Voto: 9