OLD MAN'S CHILD
The Pagan Prosperity

Etichetta: Century Media
Anno: 1997
Durata: 36 min
Genere: Black sinfonico


Questo è un album che consiglio caldamente a tutti, quando mi capitò di sentire un pezzo loro in un locale chiesi chi fossero, e mi fidai di chi mi disse "Comprali a scatola chiusa".
E' uno di quegli album che ciclicamente sento il bisogno di riascoltare, un perfetto mix di rabbia, melodia e malvagità, che forse può far storcere il naso ai puristi del black ma capace di catturare più di un ascoltatore con i suoi passaggi semplici eppure articolati.
Il disco si apre con "The millennium king", dove lo scream di Galder (il gruppo lo si può identificare con lui, gli altri sono session, come addirittura Gene Hoglan alla batteria nell'album seguente) comincia a ruggire e a preparare alla doppia cassa tirata iniziale, come per dire che sarà pure sinfonico ma non si scherza... Gli intrecci fra i mid tempos e le esplosioni sonore sono sapientemente orchestrati sino a sfociare addirittura in un assolo heavy metal seguito da una stupenda cavalcata.
La voce di Galder si fa più cupa o più urlata a seconda dei pezzi, i tocchi sul ride vengono fatti risaltare molto come piace a me, forse certi suoni (come il rullante o le distorsioni) possono non piacere ma una volta che lo si ascolta un po' questo album rapisce pezzo dopo pezzo, anche con l'uso e mai abuso delle tastiere. Un loro pregio è appunto quello di imprimere alla loro musica una certa maestosità che però non scade mai nella pomposità fastidiosa di gruppi stile Rhapsody (a proposito di gruppi sinfonici).
Riguardo la loro produzione e originalità ho trovato pareri opposti ma rimango della mia (e non solo mia) idea che anche sotto questi aspetti sia un disco più che valido, e anche tecnicamente non esagerano mai (inteso in senso positivo), esagerati tecnicismi toglierebbero impatto e poesia a quest'album.
Il libretto, com'è buona tradizione black metal norvegese, è corredato da immagini simmetriche di natura innevata o simili, i testi francamente non son mai riuscito a capirli appieno anche perché sono un po' criptici, se comunque pensate di trovare chissà quali testi anticristiani o roba simile vi sbagliate, anche se appare ovvio come la pensino...
Se il genere vi piace mettete da parte qualche soldino e andate nel primo negozio di dischi, non ve ne pentirete, se pensate non sia roba per voi vi consiglio comunque di darci un ascolto, ne vale la pena.
(Hatebreeder - Giugno 2002)

Voto: 9.5



Gli Old Man's Child sono sicuramente una buona band e sicuramente ciò che suonano non può essere catalogato con la parola black metal sinfonico. Il genere si avvicina molto spesso al Death melodico di matrice svedese con ampie porzioni di metal classico.
Le tastiere sono veramente sporadiche e di sottofondo (perlomeno in questo disco), i riff buoni, neo-classicheggianti ma non troppo e la voce a volte Growl a volte quasi black fa il suo dovere. Cosa c'è allora che non fa gridare al miracolo? L'album è bello, ma non so perché, giorni fa ho riascoltato 'The Gallery' dei Dark Tranquillity, e con le dovute proporzioni, se dovessi consigliare l'acquisto a scatola chiusa, sceglierei la band svedese che ha una tonnellata in più di originalità...
Fate voi.
(Muad'Dib - Giugno 2002)

Voto: 8



Concordo con Muad'Dib su tutto tranne che sul voto. A me sto disco non piace molto, lo reputo un primo passo verso un metal estremo molto sputtanato e commerciale che porterà a dischi del cazzo come "Ill-Natured Spiritual Invasion" o "Revelation 666: The Curse Of Damnation". Consiglio a tutti voi l'acquisto del primo album, "Born Of The Flickering", vero gioiellino di black sinfonico. Ah, che bei tempi erano quelli lì...
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: 7