ODAL
...Wilde Kraft
Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2005
Durata: 44 min
Genere: black metal
Gli Odal sono un gruppo tedesco formato da Taaken (chitarra e voce),
Grroll (batteria) e Wolfhetan (basso). Nel 2001 hanno esordito col
demotape "Germansk", limitato a 500 copie ed ora totalmente esaurito.
Negli anni seguenti hanno dato alle stampe un discreto numero tra EP,
MCD, split CD e album. L'ultimo, intitolato "...Wilde Kraft", è uscito
da poco per la Christhunt Productions e contiene nove tracce di black
scarno e veloce, ispirato alla tradizione nordica. L'incedere epico,
che non tradisce un certo gusto per la melodia, ricorda da vicino i
Taake, soprattutto quelli del 7" e del primo album, nonostante qui le
canzoni siano meno complicate. Comunque, se avete sentito come suona la
band di Høst, allora avrete sicuramente un'idea della musica proposta
dagli Odal. Le atmosfere sono le stesse, anche se la magia di
"Nattestid..." è un'altra cosa. Le fonti di ispirazione del terzetto
non si esauriscono qui, ma quella dei Taake è la principale, senza
ombra di dubbio.
Caratteristiche dello stile degli Odal sono un cantato in
screaming un po' monocorde, una sezione ritmica che alterna episodi
sostenuti a mid-tempo con doppia cassa sparata e chitarre grezze
incentrate spesso -ma non spudoratamente- sulla melodia. Bene o male le
solite cose, per come ve le ho descritte, e difatti il gruppo soffre di
una certa mancanza di personalità. Questo difetto si concretizza sia
nella scelta dei riff, in genere abbastanza buoni ma anche decisamente
ordinari e derivativi, sia nella struttura delle canzoni, che molto
spesso risultano eccessivamente prolisse e basate su poche idee. Anche
il fatto che terminino frequentemente in fade è indice, a mio avviso,
della poca personalità del gruppo.
Nel complesso l'album non regala grosse emozioni. E' un black
metal assolutamente nella norma, abbastanza freddo ed atmosferico, non
particolarmente aggressivo quando invece dovrebbe esserlo. Alcuni
frangenti avrebbero meritato una registrazione corposa, che li avrebbe
resi sicuramente più maestosi. Al di là di questo, i limiti maggiori
sono dovuti, come già anticipato, alla mancanza di personalità della
proposta. Le uniche variazioni del tema sono rappresentate dal mesto
inizio di "Um Frei Zu Sein Pt. II", che si ispira anche a Manes e
primissimi Thorns, ma che finisce per essere il peggior episodio
dell'intero lavoro, e dall'outro "Uusklang (Das Siegeslied)", una
composizione di musica folcloristica, suonata con alcuni strumenti
tradizionali, ai quali si aggiungono successivamente pure le chitarre.
Le altre canzoni sono carine, di certo piaceranno ai fan del genere, ma
non si tratta di qualcosa di imperdibile.
Di sicuro la registrazione non aiuta l'album a decollare: i suoni
sono ovviamente grezzi, ma fin troppo confusi, sia per quanto riguarda
le chitarre, poco presenti e incisive, sia per ciò che concerne alcune
parti della batteria. Visto che i nostri non puntano tutto sulla
violenza, forse una produzione più piena e avvolgente sarebbe stata più
indicata.
Insomma, pur non rivelandosi un fiasco clamoroso, "...Wilde Kraft"
non mi convince pienamente. Innanzitutto la band deve supplire alla
mancanza di personalità, se non altro concentrandosi maggiormente in
fase di songwriting. Fatto questo, potremo riparlarne.
(BRN - Febbraio 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Odal: taaken@odal-horde.de
Sito Odal: http://www.odal-horde.de/
Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/