OCTOBER FALLS
The Streams Of The End
(MCD)
Etichetta: Debemur Morti Productions / Mystic Arts
Anno: 2007
Durata: 22 min
Genere: pagan metal con inserti acustici
Il nome October Falls non può suonare nuovo agli amanti del folk. Nato
nel 2001 come progetto solista di Mikko Lehto, ha subito reso chiara la
sua direzione artistica grazie al demo "Kaste" (2003), riregistrato,
ampliato e ripubblicato lo stesso anno col titolo di "Kuoni": un
folk/ambient acustico ricco di atmosfera.
Nel 2005, "Marras" ha confermato il medesimo approccio artistico
di "Tuoni", rendendo il sound più complesso, con un maggiore utilizzo
del pianoforte.
La vena più intimista troverà un suo sviluppo nel lavoro del 2007 "Sarastus".
Il MCD "The Streams Of The End", pubblicato sempre nel 2007 per la
Debemur Morti, mostra invece un cambiamento stilistico abbastanza
consistente. Mikko Lehto ha infatti deciso d rendere la sua musica più
metal, pur mantenendo le proprie caratteristiche folk. Per la
realizzazione di questo lavoro, Mikko ha richiesto le prestazioni del
batterista M. Aurekallio e del bassista V. Metsola.
Questo lavoro è stato pubblicato come 12" e come MCD in digipack.
Non ho la confezione originale, ma posso commentarvi la copertina
grazie al promo. E la copertina ci mostra una pianura innevata, il cui
orizzonte si perde nella distanza, nel punto in cui le nubi plumbee si
incontrano, arrossandosi, con il terreno. In primo piano, sui lati
però, si vedono dei pini, ed un sentiero sembra perdersi nella neve.
Una copertina ben realizzata a colori, e che porta subito alla nostra
mente le immagini della natura nordica tanto care all'artista.
"Shores Of Fire" è aperta dal soffio del vento, da una delicata
melodia della chitarra presto sostenuta dai flauti. L'atmosfera
bucolica e malinconica è interrotta bruscamente dal fragore delle
chitarre e della band al gran completo. La ritmica moderata, l'incedere
ostinato, le successioni armoniche e le melodie in minore, proiettano
immediatamente gli October Falls nell'affollato mondo del pagan metal.
Un pagan metal dalle radici black, come ben testimoniato dalle vocals
aspre di Mikko, e dal suono zanzaroso della chitarra. La qualità di
registrazione è molto buona e potente. Al di sotto degli strumenti
distorti, continua imperterrita la melodia della chitarra acustica.
L'arrangiamento, per quanto non complesso, si dimostra comunque ben
studiato, ed il buon amalgama dei suoni rende il tutto piuttosto
piacevole. Non ci sono particolari sorprese in "Shores Of Fire", ma non
si può parlare di brutta musica. Solo, il tutto è abbastanza derivativo
e sà sempre di già sentito. Ciò nonostante, il brano è realizzato bene
e confezionato meglio. Il pessimismo nordico traspare in ogni nota
della composizione.
"White Northern Soils", il cui titolo ci riporta all'immagine di
copertina, è legata alla prima traccia grazie al continuo spirare del
vento. La melodia iniziale non tradisce la tristezza di fondo del
progetto, una tristezza insita nell'animo dell'artista. Sensazioni di
malinconia e di solitudine vengono comunicate all'ascoltatore sia
quando la chitarra acustica sussurra le sue note con sentimento, sia
quando il gruppo pesta con cattiveria, toccando ritmicamente anche il
blastbeat. Sono comunque le ritmiche lente a farle da padrone, e "White
Northern Soils" ha un'incedere meno ostinato di "Shores Of Fire". La
musica di October Falls funziona anche in questa versione metallizzata.
La cosa non dovrebbe stupire, poichè a quanto pare il primissimo promo
del gruppo avrebbe presentato influenze metal, soprattutto relative ad
Opeth e Katatonia. Ho scritto "avrebbe" poichè non ho la certezza
riguardo a questa informazione, che ho trovato su internet e che
risalirebbe ad interviste rilasciate dallo stesso Mikko.
"Funeral Pyres" è un brano molto espressivo, ed i musicisti si
dimostrano molto bravi. Le composizioni di October Falls non sono mai
difficili come esecuzione, però vengono sempre realizzate in modo
impeccabile e privo di difetti. Anche qui il connubio tra sezoni
acustiche e parti metal è perfetto. Non c'è sempre una netta
separazione tra i due veicoli espressivi, ma gli elementi si mescolano,
si sovrappongono, in un continuo succedersi di sentimenti e di passaggi
evocativi.
Chiude la title-track, decisamente folk, con flauti e chitarra acustica. Ci congeda con mestizia.
Un buon lavoro, onesto ed appassionato. "The Streams Of The End" è
apprezzabile al di là dei suoi limiti, perchè la musica è bella. Certo,
il panorama pagan è così affollato che diffilmente gli October Falls
riusciranno ad emergere tra tutti. Però potranno ritagliarsi il loro
spazio.
(Hellvis - Dicembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail October Falls: october_falls@hotmail.com
Sito October Falls: http://koti.welho.com/mlehto4/of/of.html
Sito Debemur Morti Productions: http://www.debemur-morti.com/
Sito Mystic Arts: http://www.mystic-arts.info/