OBTEST
Iš Kartos Į Kartą
Etichetta: Ledo Takas Records
Anno: 2005
Durata: 43 min
Genere: heavy metal pagano e guerresco
Una delle scene più fertili ed interessanti del panorama metal
internazionale è quella dei paesi baltici. Estonia, Lettonia e Lituania
stanno sfornando a ripetizione gruppi di indubbio valore: Skyforger,
Loits, Dissimulation, ecc. Ed anche gli Obtest. Questo gruppo lituano
si è guadagnato nel corso degli ultimi anni una notevole reputazione.
Sono pochi quelli che ricordano i loro esordi black del 1992 (con un
primo demo pubblicato nel 1994); però gli appassionati del metal più
curiosi li avranno sicuramente notati a partire dal 1999, anno di
pubblicazione di "Tūkstantmetis". In questo album, il loro black metal
mostrava una forte componente pagana, ma lo stile si è modificato
ulteriormente in "Auka Seniem Dievams" (2001). Nel secondo full-length,
che ha inaugurato l'ottima collaborazione con l'etichetta Ledo Takas,
il black metal ha lasciato il posto ad uno stile di metal più
tradizionale, sebbene sempre in grado di evocare scenari pagani e
guerreschi.
"Iš Kartos Į Kartą" è l'ultima pubblicazione degli Obtest. Il
gruppo, i cui membri preferiscono mantenere l'anonimato (ma cercando su
internet potrete trovare tutti i loro nomi d'arte), viene da una serie
di importanti tour in tutta Europa. I grandi riscontri ottenuti dal
pubblico, hanno rese elevate le aspettative nei confronti di
quest'album.
Il promo in mio possesso è racchiuso in un cartoncino, decorato
con una fotografia dai colori scuri: si intravede un lontano paesaggio,
con il cielo nuvoloso. Non ci sono tante note allegate a questa
copertina: non sono citati nemmeno gli studi di registrazione. E' un
peccato, perchè la qualità dell'incisione è ottima.
Potente e fiera, "Paskutinè Akimirka" mette subito in chiaro una
cosa: gli Obtest sono un gruppo di alto livello! La melodia è
efficacissima; il tiro è notevole! Chitarre e basso intessono giri di
accordi fortemente evocativi, pregni di eroismo. La ritmica tenuta
dalla batteria è molto trascinante: serrata durante le strofe, si apre
addirittura in un blastbeat nel ritornello. La voce del cantante è
ruvida ma convincente, ideale per il contesto sonoro nel quale è
calata. Insomma, "Paskutinè Akimirka" è una canzone priva di sbavature,
essenziale ma non banale. Riesce a galvanizzare l'ascoltatore, evocando
nella sua testa scenari di battaglia, avventure di eroi indomabili. Ho
adorato questa traccia la prima volta che l'ho ascoltata. Dopo tanti
ascolti, la trovo sempre fantastica!
"Devyniaragis" continua sulle coordinate stilistiche suggerite dal
brano precedente. La potenza delle chitarre e della batteria, ed il
loro continuo spingere sull'acceleratore, tradiscono il passato estremo
(abbastanza recente, tra l'altro) degli Obtest. Il suono è energico,
sanguigno e maturo: è impossibile restarne indifferenti. Anche la voce
del cantante contribuisce a rendere perfetto il meccanismo della band
lituana. Il suo timbro roco, lontano anni luce dalle ugole limpide del
power, si rivela perfetto, insostituibile. L'irruenza guerresca ed
epica di "Devyniaragis" guadagna dalle vocals un qualcosa di barbarico.
Bella, davvero.
Ecco ora la title-track, il cui titolo potrebbe essere tradotto come
"Di Generazione In Generazione". Meno tirata da quelle che l'hanno
preceduta, questa traccia non si risparmia in quanto a potenza! Anzi!
La melodia intonata dal cantante è comunque in evidenza, grazie ad un
arrangiamento abbastanza agile. Il muro sonoro è stato abbandonato a
favore dell'espressività, grazie al lavoro separato delle due chitarre.
I riff, dai forti richiami popolari, non sono mai fuori luogo: gli
Obtest hanno lavorato col cesello per creare un qualcosa di
artisticamente ineccepibile. Sebbene la melodia rimanga in testa quasi
immeditamente, un suo ascolto attento rivela la ricchezza delle
soluzioni sonore. Queste sono sintomo di grandi creatività ed
ispirazione: due doti importantissime, tipiche non solo di questa
composizione, ma di tutto l'album!
"Pergalè", Vittoria, spinge nuovamente sull'acceleratore: per fare
un paragone scherzoso, immaginatevi i primi Blind Guardian in coca,
eheh! Ovviamente la band lituana ha poco o niente da spartire col
gruppo tedesco, però mi piace accostarne il mix comune di ritmica
violentissima, strofe energiche e ritornelli accattivanti. Questi sono
i veri punti di forza degli Obtest annata 2005, una band in grado di
far scorrere fuoco nelle vene degli ascoltatori! Se ad essi si uniscono
la precisione esecutiva e la giusta dose di arrabbiatura, beh, tanto di
cappello! La tensione è sempre alle stelle e la musica non si ammoscia
mai: l'urlo di astio e di sfida degli antichi guerrieri baltici,
risuona tra le note di "Pergalè".
"Griausmavaldys" è, come al solito, perfetta ed equilibrata in
tutte le sue parti. Il ritmo ritorna a farsi meno esasperato; la
melodia è severa e decisa. Il titolo fa riferimento ad un "Signore Del
Tuono", e "Griausmavaldys" è in possesso di un suono tonante, che
squassa i timpani dell'incauto ascoltatore! E' facile, per chi ama
viaggiare con la fantasia, immaginarsi cieli plumbei e popoli impavidi.
L'evocatività penso sia uno degli obiettivi primari degli Obtest: alla
luce di quanto ho ascoltato su "Iš Kartos Į Kartą", ritengo che abbiano
raggiunto il loro scopo con successo!
Arrembante e violenta, "Audronaša" riporta alla luce il passato
black del gruppo. La batteria è lanciata in un blastbeat serratissimo;
il suono è più oscuro che mai. Anche il timbro del cantante è più
sguaiato. Riffing popolare e spirito metal, rendono questa canzone un
cocktail saporito e vincente! La struttura è relativamente complessa.
Molto bella il finale, molto differente dalla prima, cupissima parte!
Risolleva gli animi turbati! Dona la stessa energia di quando, in un
campo di battaglia, si vede che la vittoria sta arrivando
inaspettatamente, dopo che per lungo tempo si è temuto di essere
sconfitti e trucidati!
"Burtai" è una cavalcata risoluta, dalla melodia deliziosa. Si
tratta di un brano lineare, ben costruito e di facile presa. Come al
solito, gli Obtest ce la mettono tutta per rendere il suono il più
vitale possibile. L'heavy metal pagano e guerresco trova, in questa
canzone, la sua esemplificazione più diretta. Non c'è altro da
aggiungere.
"Pirmyn!" si rivela subito trascinante: e come poteva essere
altrimenti, visto che il titolo significa "Avanti!". La preferisco di
molto alla traccia che l'ha preceduta: in fondo, "Burtai" si dimostra
fin troppo "facile", prevedibile. "Pirmyn!" è arricchita invece da un
arrangiamento variegato, ed è cento volte più espressiva e
comunicativa. Siamo alla penultima traccia è già cominciano a mancarmi
i termini per lodare le ottime melodie, e tutti gli altri pregi di
queste valide composizioni! Questo è indice della forte coerenza di
questo album, e di un suono ben definito e, come ho già scritto,
maturo!
E' quindi con fiducia che, finalmente, l'ascoltatore può godersi
il tripudio finale di "Suminti Juodi Takai". Non si tratta del brano
più arrembante e cattivo, ma è una conclusione senza cedimenti e piena
di feeling epico. Il suono pieno e travolgente dei lituani scalda
cuori, animi e fa rimpiangere che "Iš Kartos Į Kartą" sia già finito!
Eh sì, lettori di Shapeless, gli Obtest hanno fatto veramente un buon
lavoro! Il songwriting è stato dosato con intelligenza, ed il talento
ha donato quel qualcosa in più a tutto l'assieme! Direi che il gruppo
si sta avvicinando alla sua definitiva consacrazione: se non fosse per
la presenza di alcune tracce belle, ma forse migliorabili (vedi
"Burtai", ad esempio"), questo album sarebbe stato perfetto! Già così
com'è, comunque, si dimostra un lavoro di alta qualità, e
consigliatissimo a tutti gli amanti della buona musica! Bravissimi
Obtest, continuate così!
(Hellvis - Novembre 2005)
Voto: 8.5
Contatti:
Ledo Takas Records
C/o Tadas Kaziauskas
P.D. 2080
Pamenkalnio 28,
01010 Vilnius
LITHUANIA
Mail: k.kaos@ledotakas.net
Sito internet: http://www.ledotakas.net/