OBLOMOV
Wishing The Renaissance (MCD)

Etichetta: Radiation Noise Productions
Anno: 2003
Durata: 22 min
Genere: black metal melodico


Oblomov è il personaggio principale del libro omonimo di Ivan Goncarov, scrittore del secolo scorso. Icona della Russia del suo tempo, Oblomov è stato definito "eroe della pigrizia". Non so perché questa band ceca abbia scelto proprio questo monicker, ma tant'è...
Gli Oblomov rispondono ai nomi di Honza Vanĕk (voce, chitarra), Pavel Dlabaja (chitarre, voce) e Martin Hora (basso, didgeridoo, bongo). In occasione dell'EP "Wishing The Renaissance" il trio è coadiuvato dal batterista ospite Tomáš Husák. Altri invitati alle registrazioni sono il tastierista Jan Pánek, Jakub Homola alla chitarra acustica e Zdenĕk Šikýř alle percussioni. Questo MCD è stato registrato allo studio Hostivar nell'ottobre del 2002. E' probabile che nel frattempo il suono della band sia molto cambiato.
La copertina è fotocopiata in bianco e nero. Mostra la facciata di un palazzo sotto la quale si intravede un celebre disegno di Leonardo da Vinci. I testi si trovano in un foglietto piegato all'interno del libretto.
"Disintroharmony" è un'introduzione troppo breve per essere definita tale. Si tratta di una nota in crescendo che culmina nelle battute iniziali della title-track. La musica di questa band ceca è essenzialmente legata al black metal, sia nei suoni della chitarra che nelle vocals, ma è assolutamente innocua come atmosfere. Il quartetto punta moltissimo sulla melodia, nonostante questa non sia così originale. Lo stile denota una forte influenza dell'heavy classico e soprattutto del death melodico svedese. I testi comunicano sensazioni malinconiche. La seconda parte del brano è più convincente della prima, con un breve stacco di bongo e didgeridoo che c'entra poco col resto.
Appena più black, ma solo nell'approccio, è la successiva "Coincidenta Oppositorum". L'arrangiamento è molto generoso, come nel brano precedente del resto. A dirla tutta, trovo più convincenti le strofe che il ritornello. Insomma, quando gli Oblomov si lanciano nelle aperture melodiche e danno spazio alla tastiera risultano scontati.
"Panta Rhei" è, a mio avviso, la canzone più felice del MCD. Non c'è un motivo specifico che mi spinge a dare questo giudizio. E' semplicemente migliore, come melodia ed aggressività. C'è anche spazio per una sezione acustica.
Leggendo quanto ho appena scritto vi sarete resi conto che "Wishing The Renaissance" non mi ha propriamente entusiasmato. I musicisti sanno suonare ma la loro musica è abbastanza scontata. Il problema è che sono riusciti ad annoiarmi nonostante la breve durata del MCD. Si meritano la sufficienza, questo sì, ma devono lavorare ancora tanto prima di risultare convincenti. Ah, dimenticavo. Il CD contiene anche una sezione multimediale che purtroppo il mio lettore non è riuscito a leggere.
(Hellvis - Gennaio 2005)

Voto: 6


Contatti:
Mail: honzavanek@seznam.cz
Sito internet: http://www.oblomov.cz/




Non sono assolutamente un conoscitore del black metal, ma questo incrocio tra heavy classico e oscuro, black e death metal non mi è dispiaciuto. Certo, l'approccio è abbastanza amatoriale (sentire certe rifiniture solistiche...) ma le atmosfere che i nostri riescono a creare sono tutto sommato coinvolgenti, per quano non esaltanti. Il gruppo però non riesce a tener viva l'attenzione per tutta la durata dei brani, visto che ad aperture inaspettate e, perché no, "belle" (ad esempio la prima classicissima entrata di tastiera nella title-track) seguono momenti di stanca e l'esecuzione risulta, tra l'altro, abbastanza approssimativa in certi frangenti. Concordo con Hellvis nell'assegnare alla conclusiva "Panta Rhei" la palma di brano migliore del MCD. Dico solo che questo è il numero di catalogo 1 per la Radiation Noise Productions dell'ottimo Jiri Strnad e che, nella copia che ho io, i testi sono stampati all'interno della copertina, realizzata con il classico formato a 4 facciate. Un MCD per gli amanti del black metal melodico... E dell'underground!
(Linho - Maggio 2005)

Voto: 6